skeleton leaf

04.09.05 Coca Cola Live@MTV, Civitavecchia, Italia

Andare a un concerto non è solo partire, c’è tutta una serie di cose che sta dietro, che non va sottovalutata, tutto inizia leggendo sul forum la notizia che i tuoi idoli vengono in Italia, l’eccitazione sale alle stelle e ti fai un rapido conto mentale per vedere quanti giorni ti separano da loro, ti accanisci persino sui minuti e sulle ore per tentare di scalare una mezza giornata, dopo di che si riacquistano le facoltà mentali e a quel punto si deve pensare a procurarsi i pass…si perchè in questo caso non si possono semplicemente comperare , bisogna vincerli.
Per un mese fai tappa fissa tutti i giorni al supermercato e compri ogni cosa sia “cocacola”, riempi il frigo con decine di bottiglie e altrettante lattine, digiti di media 7 o 8 codici al giorno, magari anche di più, e quando le speranze sono li e li per abbandonarti…VINCI, hai le palpitazioni, ti manca il respiro, quasi non ci credi, però è vero, adesso ci si. può organizzare.
Vanno definite molte cose, quante saremo, chi saremo, i cartelloni da fare…èh si perché il lavoro del fan è una cosa seria, se devi sostenere il tuo gruppo preferito lo devi fare come si deve.
Manca una settimana al concerto che tutto ti è chiaro, sai dove dormirai, con chi, come riconoscerai tutte le persone che saranno presenti, hai pronto tutto il materiale necessario, e poco importa se nel procurartelo hai perso la faccia, tanto quando all’edicolante hai chiesto un foglio di carta da mezzo kg. non ti hanno guardata diversamente da quando pretendi di acquistare un giornale sul quale troverai i THE RASMUS che deve ancora uscire, pensano che sei pazza e non cambieranno più opinione.
E finalmente arriva il giorno in cui parti, i familiari ringrazieranno il signore perché per due interi giorni non dovranno ascoltare te che parli sempre della stessa cosa, e tu con l’umore a mille inserirai il singolo di NO FEAR acquistato da poco alzando lo stereo a palla e guidando per oltre quattro ore, a volte imbottigliata nel traffico dell’ora di punta perché la tua compagna di avventure arriverà alle 19.30 all’aeroporto, e imprecando perché il navigatore satellitare ha deciso di non funzionare proprio quel giorno che ti serve, e già sai che ti perderai, dato che non hai senso dell’orientamento e la cartina l’hai lasciata a casa credendo che non ti sarebbe servita.
Esci finalmente dall’aeroporto, ora sei su una strada sconosciuta, avanzi sfiorando il brivido dei 50 km. orari e ringrazi per la comprensione tutti quelli che gentilmente ti passano avanti con il dito medio alzato mandandoti a quel paese, ma chi se ne frega, pensi per “loro” faresti questo e altro…e poi finalmente la vedi, l’indicazione per Civitavecchia, sei sulla strada giusta, ed è quando arrivi, dopo aver lasciato lo zaino in albergo ed esserti rifatta il trucco che incontrando le altre capisci che da li in poi sarà tutto meraviglioso.
Ora siamo un gruppo.
Finalmente si inizia………
Quella sera ho conosciuto ragazze che fino a quel momento non avevano avuto ne volto ne voce, eppure è strano perché la sensazione era quella di conoscerle da sempre, tanto è vero che la 1° cosa che ho detto è stata: “quanto tempo” e non “finalmente ti conosco” curioso vero?
Erano circa le 21.45 ed avevamo tutte una fame incredibile, abbiamo mangiato un panino al volo e poi, girando per la cittadina alla ricerca di un luogo adatto per creare, siamo finite a calpestare i sampietrini di una piazzetta, negli occhi la perversione, chi sano di mente farebbe il cartellone per i THE RASMUS qui?...NOI!!! con un vecchio ubriacone in canotta a rete che trasudava alcool e ci girava in torno curioso di sapere cosa stessimo facendo, e la gente che passava e ci guardava come fossimo state pazze, ma ripensavo al mezzo kg. di carta e nulla oramai poteva più scalfirmi…che ridere, Anny e T.L che tenevano a terra il cartellone, ed io e bry da sopra una panchina controllavamo che si vedesse bene dall’alto, assumendo pose plastiche nel disperato tentativo di imitare lontanamente Lauri mentre canta………………….oscene!!!!
Alle 2.45 mi rigiravo ancora nel letto, come si fa a dormire quando sai che il giorno dopo sarà stupendo? In un modo o nell’altro dovevo prendere sonno, le 6.00 sarebbero arrivate presto e quando il telefonino avrebbe suonato la sveglia avrei maledetto la mia insonnia, quindi chiudendo gli occhi mi imposi di dormire.
Che shok alzarsi da quel letto che mi aveva accolto per poco + di tre ore, persino l’acqua fredda che mi ero tirata sulla faccia non era servita a svegliarmi, alle 6.30 eravamo già tutte e 4 fuori dall’albergo, nel breve tratto di strada percorso a piedi ci siamo fermate in tre edicole e abbiamo comprato ben due giornali che parlavano dei THE RASMUS, di cui uno gli aveva dedicato la copertina…ed ecco che l’eccitazione saliva di nuovo, davanti al luogo del concerto accampati chissà da quante ore c’erano una decina di persone, tutte fan de KoRn, ma in fondo era presto, eravamo certe che sarebbero arrivati anche tanti fans dei nostri beniamini, ma le speranze andarono mano mano affievolendosi quando alle 11.00 del mattino non era ancora arrivato alcun sostenitore del nostro gruppo, mentre dell’altro erano quadruplicati, e tutti avevano intenzioni belliche, iniziai a credere che sarebbe stata dura, ascoltai di sfuggita i discorsi dei ragazzi vicino a me e tutti dicevano la stessa cosa da almeno 3 ore, fischiare e prendere a bottigliate i THE RASMUS….prevedevo una lunga giornata.
Il sole era alto e cocente e l’asfalto quasi insostenibile a contatto con le nostre natiche indolenzite, tra una chiacchiera e l’altra mi allungai a terra più di una volta tentando di dormire, ma nonostante il sonno, era veramente dura lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo, nel pomeriggio intorno alle 15.00 mi appisolai, la stanchezza stava prendendo il sopravvento, ma un urlo mi riportò alla realtà in maniera traumatica “AKIIII” gridò Anny, e gli occhi si spalancarono “l’ho visto passare in un pulmino era lui”…era li per il sound_check, per una decina di minuti abbiamo girovagato nella speranza di vedere arrivare anche gli altri, e poi quando mi giunsero alle orecchie le prime note di NO FEAR ho capito che erano li a pochi passi da me e non stavo più nella pelle, aggirando il luogo del concerto dall’esterno io bry T.L e Anny abbiamo trovato un posticino bellissimo da cui si potevano vedere le prove del gruppo, erano tutti li sul palco, Lauri in tenuta verde militare con quegli orribili occhiali da serial killer, Eero e Pauli nei loro soliti jeans e Aki teneva legato in vita un asciugamano bianco…..passarono alcuni minuti prima che iniziassero a provare una canzone intera e la 1°, quella che avrebbe aperto la loro esibizione era NO FEAR…..una sensazione di indescrivibile eccitazione, i ragazzi a volte guardavano verso di noi che sbracciavamo e cantavamo a squarciagola e Pauli gentilissimo ricambiò il nostro saluto, Lauri invece che doveva avere di sicuro la luna storta non ci ha degnate di un misero sguardo, non che la cosa ci aveva disturbate più di tanto, anche se nn ci siamo fatte sfuggire l’occasione allettante di prenderlo un po’ in giro per il suo orrendo carattere.
Siamo restate x tutta la durata del sound_check e abbiamo cantato assieme a loro quasi tutte le canzoni…dico quasi perché ben quattro erano del nuovo cd “HIDE FROM THE SUN” , la scaletta prevedeva nell’ordine: “ No fear, Guilty, Shot, In my life, Immortal, Lucifer’s angel, In the shadows, durante la penultima canzone non riuscivo a sostenere l’estasi, certa che non avrei potuto raggiungere un livello più alto di euforia, ma sbagliavo, sulla la base di ITS ho pensato addirittura di esplodere dalla gioia, non osavo immaginare cosa avrebbe potuto scatenarmi dentro il concerto se solo le prove mi riducevano in quello stato…non vedevo l’ora che iniziasse!!!!
Da li in poi tutte le ore restanti ce le siamo fatte in piedi ammassate come sardine sotto il sole che non accennava a picchiare di meno, nel frattempo il nostro gruppo si era ampliato, molte ragazze del forum erano lì assieme a noi, ma eravamo sempre poche rispetto ai metallari, alle 18.30 la securiti apriva il passaggio lasciando spazio a una fiumana di gente impazzita, tutti che spingevano e spintonavano e molti travolti finivano a terra, me compresa, la corsa alla conquista dei primi posti era stata massacrante, una vera e propria lotta, ma alla fine eravamo tutte davanti, ci separavano dal palco appena due o tre file di persone, si poteva vedere tutto benissimo, ma l’attesa era ancora lunga, due ore e mezza all’inizio del concerto e almeno un’altra, prima che toccasse ai THE RASMUS, e per tutto il tempo, gli stessi osceni cori contro di loro che ci avevano massacrato le orecchie per tutto il santo giorno, temevamo seriamente che qualche incivile sballato di erba e birra ci avesse rovinato la festa, un paio di ragazze erano state colte da una crisi nervosa, mentre io tentavo disperatamente di conquistare la simpatia di alcuni KoRniani appostati accanto a me, usando tattiche velatamente civettuole, ma certo era che accattivarmi la simpatia di una decina di ragazzi sarebbe servito a poco e niente……se non a sperare che decidessero di difendermi nel caso si fosse buttata a rissa.
Intorno alle 22.00 ero talmente esausta da non essere certa nemmeno di poter tirare fuori un filo di voce per cantare, ma mi sbagliavo, i presentatori erano sul palco intenti a spianarsi la strada per presentare “loro” i THE RASMUS che già sentivo l’adrenalina salire alle stelle, e quando finalmente fecero il tanto atteso ingresso, la stanchezza svanì, dissolta nell’aria come una nuvola, portai le braccia al cielo incurante del dolore x la caduta e aiutai le altre a tenere alto il cartellone del fans club. I ragazzi erano magnifici e la voce di Lauri dal vivo è addirittura più bella, sono stata piacevolmente sorpresa dalla loro esibizione, ho sempre creduto che live non rendessero e che Lauri avesse poco fiato, ma non è stato così, finalmente li vedevo…erano lì ad un paio di metri che stavano dando il massimo con NO FEAR (che live è stupenda), purtroppo dopo la 1° canzone il loro brio andava affievolendosi, i loro sguardi si caricavano di dissenso mentre sul palco arrivava di tutto, il più delle volte Lauri veniva dalla nostra parte, dato che eravamo il gruppo più evidente, si può quasi dire che cantava solo per noi (e per noi intendo quei pochi sostenitori che c’erano quella sera…pochi ma buoni) molte delle mani alzate mostravano il dito medio, e nonostante cercassimo di cantare con tutto il fiato che avevamo in corpo, il rumore dei fischi ci sovrastava, era deprimente vedere come i nostri idoli venivano attaccati…e poi perché? alla fine della terza canzone ero riuscita a scattare appena 4 foto di cui due sfocate, restare in piedi tra gli spintoni era veramente dura, ma con i piedi ben piantati a terra abbiamo continuato a cantare anche quando sembrava che persino gli stessi RASMUS non ne avessero voglia…e come biasimarli? Durante IN MY LIFE Lauri sembrava spento, il suo particolare modo di presentarsi al pubblico correndo ovunque e lanciarsi in salti in evoluzione, quella sera non lo caratterizzò, e aveva persino stonato l’attacco, non ho ancora ben capito se aveva qualcosa a che vedere con i problemi tecnici di cui si è parlato o se ce ne erano di altri che potevo solo immaginare, so solo che a un certo punto sembrava veramente che non sentisse più la musica, dal pubblico l’ennesima bottiglia tirata, la quale si dice abbia colpito Pauli ad una gamba (ma non è una cosa certa), quella è stata l’ultima perché la band ha abbandonato il palco al termine della 4° canzone lasciandoci con ancora altre tre da ascoltare e un fastidioso amaro in bocca…l’esibizione è terminata così.
Siamo corse verso l’esterno facendoci spazio di prepotenza, e ci siamo riuniti tutti lungo delle transenne che costeggiavano l’entrata x il bak stage abbiamo urlato per sostenerli ma non è servito a farli rientrare, durante l’intervista, a cui erano presenti solo Eero e Lauri, gli è stato chiesto dove fossero gli altri componenti della band e loro hanno risposto che se ne stavano tranquilli a farsi una birra……la presentatrice ha fatto anche altre domande di cui alcune sciocche tipo “che cantante mi consiglieresti” e poi le solite sul nuovo album, all’ultimo lei però ha detto una cosa in inglese…l’unica che non è stata tradotta, e non si trattava di una domanda, ma di una constatazione, una cosa del tipo “io non sono stupida…so quale è stato il motivo che vi ha fatto lasciare….mi dispiace” Lauri ha risposto “yes”.
Credo che sia passata almeno un ora prima che decidessimo di abbandonare le fredde transenne di ferro, per tutto il tempo abbiamo urlato come pazzi, abbiamo scritto un paio di righe su un foglio spiegazzato e tentato di corrompere alcuni ragazzi della securiti per farglielo arrivare, ma abbiamo ottenuto solo delle prese in giro, alla fine ci era rimasto solo da piangere, piangere per la stanchezza, per la rabbia, l’amarezza e la delusione di vedere infranto un sogno “con una bottiglia”.
Non c’è altro da dire, le appena due ore di sonno….il ritorno a casa mentre facevo i conti con le lacrime, il perdersi di nuovo…………….tutto oramai è relativo, e nulla è più divertente.
L’avventura è finita così.

Anjia