skeleton leaf

30 & 31 Gennaio 2003

Per mesi radio, giornali e Tv non hanno fatto altro che parlare della rockband rivelazione dell’anno: i The Rasmus. I loro video si possono facilmente vedere sulle emittenti musicali e non è strano trovare interi articoli dedicati a questi ragazzi finlandesi di 24 anni che stanno avendo così tanto successo. I fans, che crescono di numero ogni giorno che passa, invadono con i loro commenti i forum dei siti web, ma le critiche non sono mancate. Qualcuno li accusa di essere commerciali e dato il largo seguito tra le ragazzine molti scrivono di loro come di una delle tante boyband di questo periodo.
E come dimostrare anche ai più indecisi il loro valore se non con dei concerti?
I The Rasmus sono arrivati finalmente in Italia(a distanza di poco più di una settimana dall’uscita del loro secondo singolo -First Day of My Life-) con due show live per far vedere, anzi, per far sentire a tutti di cosa sono capaci.
Eccoli per noi il 30 gennaio al C-Side (Milano, ex Propaganda) e il 31 al Tempo Rock (Gualtieri-RE), due date tanto attese e desiderate dal pubblico italiano, anche dalla sottoscritta, che non nega assolutamente di essere una loro grande fan da qualche anno.
Già da alcune settimane prima degli show si era quasi sicuri che fossero due concerti sold-out e il sentore è diventato certezza qualche giorno prima.Tutto esaurito. Io stessa devo dire di aver seguito settimana dopo settimana le prevendite dei biglietti e come non notare le tante persone preoccupate di non essere abbastanza fortunate da avere un ticket tra le mani. Insomma, i Box Office e i rivenditori sono stati letteralmente presi d’assalto.Ma per avere le prove di tutto ciò bastava essere presenti anche ai concerti. Migliaia di persone agitate in fila fuori dai locali (che contenevano rispettivamente un migliaio e quasi 4000 persone), un manto compatto e rumoroso. All’apertura dei cancelli i locali si sono riempiti con estrema facilità, nemmeno un piccolo angolo libero. La folla urlante e in trepidante attesa era ovunque; si notava solo una gran massa di visi, braccia e mani che chiedevano in ogni modo di sentire al più presto il gruppo finlandese che tanto avevano atteso.
(Non nego che saltasse agli occhi il fatto che il pubblico, ahimè, fosse composto per un’alta percentuale da ragazzine sui 14/15anni...).
Ma andiamo per ordine. Ambedue i concerti sono stati aperti dal gruppo italiano Negramaro (il nome proviene da un tipico vino talentino N.d.R.), originario del salento, non famosissimo ma con parecchi pezzi alle spalle. Scoperti dalla cantante Caterina Caselli che ha dato ‘vita’ ad artisti come Elisa, si stanno impegnando per farsi conoscere specialmente con i concerti. La band ha avuto quindi l’occasione di esibirsi davanti a un folto pubblico come ha sempre desiderato e di presentare il suo ultimo lavoro “000577”. I Negramaro guidati dal loro leader (cantante e chitarrista) Giuliano Sangiorgi si fanno valere, esprimono forza suonando la loro musica, tutta la voglia di farsi conoscere live, perché secondo quanto loro stessi dicono, è il miglior modo per capirli ed apprezzarli.Si confrontano con il pubblico, parlano e coinvolgono tutti nei loro pezzi. A molti sono piaciuti ad altri meno, ma sono convinta che faranno presto parlare di loro. Credo che a penalizzarli fosse l’età media abbastanza bassa di una parte del pubblico, specialmente a Milano (a Gualtieri il pubblico era più vario, non mancavano di certo ragazzi al di sopra dei 30anni).
E forse tutti erano concentrati sull’arrivo dei The Rasmus.
Infatti qualche minuto dopo la fine dell’esibizione dei supporters eccoli apparire dal buio del palco. Il boato formato dalle urla dei presenti lasciava poco spazio al resto e non aveva bisogno di commenti. I The Rasmus al completo. Chiunque nota l’immancabile corvo sul microfono del frontman Lauri che sfoggia un make-up dallo stile vagamente egiziano, perlomeno al C-Side, perché al Tempo Rock mi sembrava quasi di guardare un panda!
I due shows sono stati molto simili e la scaletta di esecuzione è: First Day of my Life, Guilty, F-F-F-Falling, Well Well, Days, Still Standing, Time to Burn, Ice, Play Dead, Not like other Girls, Everyday, One&Only, Heartbreaker, In the Shadows, Funeral Song, Bullet e In My Life.
Hanno quindi iniziato con il loro ultimo successo.
Il coinvolgimento con il pubblico è totale, tutta la band dà il meglio e si nota. Ogni cosa sembra perfetta e il grande telone che fa da sfondo è ottimo per i ‘nostri’. La voce di Lauri è potente e dolce nello stesso tempo e a volte sofferta, ma ciò che sottolineo è che le stonature per le quali molti qualche mese fa (in occasione del D-Day, evento MTV di fine ottobre N.d.R.) lo criticavano non si sono minimamente sentite. Eseguono pezzi anche dei loro primi album, come Ice e Well Well (forse poco conosciute in Italia) e ogni canzone era presentata con precisione, consci forse del fatto che nel nostro paese è davvero difficile reperire i loro primissimi dischi. Grande coinvolgimento dei fans durante l’esecuzione di F-F-F-Falling, canzone che li ha fatti conoscere in Italia. Lauri ci fa poi sapere che Days è dedicata alla loro patria, la Finlandia e che Not Like other Girls invece a ogni ragazza presente nel pubblico.
Ogni nota e ogni membro della band emana energia, una forte carica. Pauli, Eero, Aki e Lauri si muovono, quasi si dimenano e sembrano fondersi con i loro tantissimi fans, che nel frattempo tengono gli occhi puntati sul palco. Cantano e accompagnano con mani e braccia ogni canzone. Un vero e proprio sconfinato mare di persone. La band parla con il pubblico più volte, sfoggia qualche frase in italiano e pare molto allegra oltre che dimostrare la propria concentrazione e piacere nel vedere un tal seguito anche nel nostro paese.
Non manca neanche una bellissima cover, Play Dead, di Bjork, amatissima da questi ragazzi scandinavi (e soprattutto da Lauri) che sognano una collaborazione futura con la cantante islandese.
Ma non trascuriamo la vera emozione durante In The Shadows. Già dalle prime note la folla impazzisce e canta più di quanto abbia fatto finora. Lauri lascia che canti più possibile, io fans sembrano non avere più controllo durante l’esecuzione di questa grande hit. Un’esplosione di voci.
Ma è davvero l’ultima canzone della sera come annunciato da Lauri? Nessuno crede che sia già finito tutto anche se le luci si abbassano e i ragazzi salutano. Il pubblico richiama a gran voce la band, nessuno si sposta o abbandona il proprio posto anche solo per un secondo. E infatti i The Rasmus tornano sul palco. Ultimi tre pezzi per il loro pubblico. Ma tutto è preceduto da un “Are you ready to die?”... urlato da Lauri. Tutti i fans si lasciano andare a un “Yes” quasi all’unisono. Funeral song inizia... permettetemi di dire che è una canzone molto particolare, toccante e triste. È seguita con grande partecipazione e sentimento. Oserei dire qualcosa è stato diverso in quei momenti. La stanchezza si faceva sentire ma In My Life è stato il tocco energetico finale. Questa volta i ragazzi salutano definitivamente i loro fans italiani che affollavano entrambi i locali.
I concerti sono finiti. La piccola ‘finta’ della band è stata ripetuta anche a Gualtieri, ma comunque gradita. Il suono è stato ottimo, la voce straordinaria, tutto a screditare ogni critica di questi mesi insomma. Come pensavamo questi due show sono stati un successone, una vera prova per tutti di quanto siano coinvolgenti questi ragazzi venuti dalla fredda Finlandia. Spero solo che passi questo periodo un po’ di transizione in cui molti li considerano quasi una moda e arrivi il momento in cui si faranno largo anche tra il pubblico più strettamente rock. In poche parole, attendiamo di vedere le persone che li seguono solo per un piacere momentaneo lasciar spazio a coloro che li apprezzeranno sempre... o forse questo processo è già iniziato?

Staremo a vedere...

Paola*Pylla*