skeleton leaf

"NON TUTTI I PROF VENGONO PER NUOCERE" - by D.a.r.k.

Aurora

Aurora si alzò al suono di quella maledetta sveglia che odiava e si vestì, come di suo solito, di nero. Si mise un paio di jeans grigi e una maglia dolcevita nera, poi il suo giubbotto e sopra il cappotto. Afferrò la cartella e uscì nel freddo pungente delle 7:25 di mattina, in pieno inverno, nel suo buco minuscolo di paesino, abitato da vecchiette bigotte e ragazzetti che parevano di un esercito conformista, tutti uguali nella moda dettata dai giornali. Il sole stava sorgendo e illuminava le case di quel paese con i primi raggi dorati. Fuori c' era silenzio, Aurora adorava quel momento, si sentiva pronta a iniziare una nuova sfida. Decise però di non perdere tempo e si avviò verso la scuola. Aveva 13 anni e frequentava la terza media, ma non amava molto la sua classe. Era molto diversa dai suoi compagni: loro vivevano cambiando idea ogni giorno, seguendo quelle che venivano dettate loro dai media,lei pensava da sola al suo stile. Quando comprava un vestito non badava alla marca ma ai suoi gusti e al prezzo. Lei, in fondo era fiera di se stessa: non aveva molti amici, anzi a dirla tutta, ne aveva solo uno, e suonava il violoncello. Aveva scoperto quella passione con il suo amico, che era un prof alla sua scuola, sebbene in una classe diversa, e insegnava musica. Aurora aveva perso i suoi genitori a 9 anni in un incidente d' auto, del quale portava ancora la cicatrice, e quindi passava molto tempo alla scuola musicale. Poiché sotto la protezione del Prof (che era suo tutore) poteva vagare dappertutto lì ed era benvista dato il suo talento musicale. Aveva imparato quindi, per conto suo, a suonare chitarra, violino, flauti traverso, clarinetto, e naturalmente violoncello. Aveva una media molto alta a scuola, benchè non fosse una secchiona noiosa che pensava solo allo studio, se studiava era per passione, e ne era orgogliosa. Purtroppo i compagni non la pensavano allo stesso modo, e siccome lei era un po' introversa, davano per scontato che con lei non ci potesse divertire e la scostavano. Invece chi la conosceva meglio (come gli insegnanti alla scuola musicale) giuravano che era una tipa divertente, che sapeva delle ottime barzellette. Però bisognava conoscerla. "Oggi che giorno è, lunedì? Che scatole, oggi la prof ci porta i temi di italiano... già mi vedo le facce dei compagni...che poi me lo chiedono loro cosa ho preso, mi spice dirglielo, npon vorrei metterli in imbarazzo...ma del resto che ci posso fare? Studiasser' almeno... cioè, poi si lamentano che vengono promossi con la suff e un calcio in culo... ma se studiassero un pochino, giusto per il buono, non ci sarebbe nulla di male. Li aiuterei io, diventeremmo amici, se solo mi trattassero meglio... vabbè. " pensò Aurora. Entrò in classe e prese posto nel suo solito banco a fianco della finestra, aspettando la prof che distribuiva i compiti.
Poletti, suff. Zanella, suff. Tenuta, nsuff. Biasi, suffbuono... Maestrale, distinto/ottimo.
"Ecco. Lalalafaaaaaa... come Beethoven. Il destino che bussa alla porta... bene, altro voto bellissimo... ehm, a giudicare dallo scarso sorriso degli altri nn mi sembrano troppo soddisfatti, cioè va bene un po' di invidia, ma questo è odio... " pensò lei mentre si riprendeva il compito.
Il resto della mattinata trascorse lenta, ma Aurora Maestrale non si scoraggiò, sapendo che tanto tutto finiva, presto o tardi. Finita la scuola, si fiondò a casa e si preparò un po' di pasta. Le squillò il telefono. Era il Prof: "Aurora, senti, io oggi ho consiglio di classe, non posso venirti a trovare, fa niente? Mi spiace ma proprio... " "Nn si preoccupi, Prof, va bene. Io pensavo di fare un salto alla scuola musicale... ok?" "Ok, c vediamo stasera se ki sbrigo, ok?" "ok" e riattaccò. però era vero. "Non tutti i prof vengono per nuocere, il mio è simpaticissimo... bè adesso meglio che mi sbrighi, mi faccio i compiti e poi posso finalmente suonare qualcosina... " pensò ancora Aurora. E si accinse a finirsi i compiti, che x fortuna erano pochi, per poi dedicarsi a suonare. Di recente componeva anche qualcosa, robe semplici., ma orecchiabili. Il suo sognoi era di riuscire a mescolare le sonorità metal tipo Metallica col suono vellutato e profondo del violoncello. Un sogno che, un giorno, avrebbe realizzato. ma non ora. C' era ancora tanto da imparare, e lei lo sapeva bene, per questo imparava tante cose da ogni esperienza, cercava sempre di farne un tesoro. Aurora si incamminò verso la scuola musicale. Entrò salutando con un sorriso il vecchio portiere, che ricambiò "quella strana ragazza tutta nera, con qualcosa di strano che le frulla in testa...bah" e che tuttavia gli stava simpatica...
A: Buongiorno Beppe... (ahahaha beppe che nome cretino! ; ) )
B: ciao Aurora... come va?
A: Bene... c'è il prof? é già arrivato?
B: No... tu accomodati, che mi suoni di bello?
A: Non lo so... vediamo pensavo di strimpellare qualcosa, magari ne viene fuori qualcosa di buono...
la giovane si sedette e tirò fuori il violoncello dalla custodia, afferrò alcuni fogli con delle note scarabocchiate fra le sue zampe di gallina e provò qualche pezzo. Alla fine scrisse qualche rigo di pentagramma tutto suo, c' era voluto un bel po' ma alla fine era riuscita. Non sapeva ancora come intitolarlo, ci volevano alcune modifiche e per il momento si limitò a suonarlo così com' era. Un giovane insegnante che insegnava lì giusto x racimolare qualche spicciolo si accodò col violino dopo un po' ed in effetti il risultato non era male.
A: Pino! (come nomi fanno schifo, scusate...) anche tu qui'
P: ehm, sì, come va? Carino questo pezzo...
A: ah, bene grazie... sì in effetti non è male, ma... io ci sistemerei qualcosa che dici?
P: Ma, sì, forse quel labemolle non quadra tanto...
A: Non mi era venuto in mente altro...
P: se vuoi ti aiuto io...
si offrì il ragazzo, che aveva 18 anni e una tremenda cotta per lei, sentendosi poi terribilmente colpevole vista la differenza di età...
A: grazie, tanto io domani torno qui..
P: Quando?
A: Verso le 4...
P: Sì ci sarò...
Così i due si salutarono e lei se ne tornò a casa, passando per la scuola, cercando di incrociare il Prof. Subito lo vide: una figura alta e allampanata, dai capelli abbastanza lunghi, neri e morbidi come l’ ala di un uccello: il prof era un bell' uomo, un po' di barbetta appena accennata e due occhi azzurri di ghiaccio. "se solo avesse 30 anni di meno..." pensò Aurora, incamminandosi verso di lui e salutandolo con la mano.
P: Ciao aurora, sei stata alla scuola musicale o sbaglio?
A: non sbaglia prof... e come è andatoil consiglio di classe?
P: Una noia... non ti dico,, abbiamo discusso di quel tipo, il Tenuta, che è una piaga...era una riunione di tutti i prof, hanno voluto tutti presenti per decidere di che fare in classe... Ma è vero che ha seguito la Poletti mentre andava in bagno e la prof di tecnica l' ha beccato?
A: così pare... è successo + o - una settimana fa... stavamo facendo appunto tecnica, lei chiede di andare in bagno, e dopo lo chiede pure lui.. non so perchè, pensieri perversi, a giudicare dal tipo... ancora mi riecheggiano in testa gli urli della prof... "Tenuta ma che diavolo stai facendo fila in classe! E d' ora in poi avviso i prof di non farti uscire quando son fuori anche le ragazze..." ha sbraitato per mezz' ora, bè, aveva ragione... io sarei diventata UNA LEONESSA INFEROCITA per il resto, no, niente... le solite rotture.
P: Ancora? ma oggi la prof vi portava i temi di... italiano, se non sbaglio...
A: Sì, nn sbaglia
P: che hai preso?
A: solito..
P: d/o?
A: Sì...
P: e nn sei contenta?
A: Io sì.. se però gli altri non me lo facessero pesare... io mi sono pure offerta di fare ripetizioni ma se non ricambiano.. io non faccio miracoli...
io due si diressero verso casa e si salutarono. aurora salì le scale e entrò in casa. Si affacciò alla finestra e rimase stupita nel vedere due occhi neri come la pece fissarla insistentemente.

Si ritovò a fissare un corvo nero come la notte, che la distolse dai suoi pensieri funesti e si fece dar da mangiare. Poco dopo svanì nel buio...lasciandole la speranza e la forza di vivere ancora.

Helsinki & co.

Helsinki, mattina dopo.
L: porco cane solo questa ci mancava! insufficiente in storia... ragazzi oggi niente prove, devo recuperare altrimenti mi bocciano...
E: potevi pensarci prima.
L. grazie eero, che frasi filosofiche...
A: e dai, guardate che lauri ha un problema serio...
P: se vuoi ti accompagno... vengo a casa a studiare...
L: Non se ne parla Pauli così mi svuoti il frigo! Non ci penso minimamente...
P: d' accordo allora andrò da aki...
A. no ho un appuntamento con siiri...
" che rottura... tutti con la ragazza e io l' unico smidollato che non piace a nessuna... " pensò lauri incazzato. Si diresse verso casa.
Mamma: Allora... com' è andata a scuola?
L: niente..
M. cm niente?
L. ma sì...
M: ti hanno interrogato?
lauri sospirò, era tutto inutile...
L: sì... in storia...
M. come è andata?
L: male... infatti ora devo studiare...
M. lauri johannes Ylonen... è ora che tu ti dia una regolata... non puoi andare avanti così..
L: grazie mille e non rompere...
Se ne andò in camera sbattendo la porta... ecco, un altra lite con la madre...da un po' era nervoso e sapeva bene perchè. tutti avevano una ragzza e lui no, si sentiva competamente tagliato fuori. Odiava quella situazione. eppure quella notte... aveva fatto un sogno strano. sentiva una voce melodiosa e gentile, che gli aveva detto "Siii te stesso... troverai il modo di esprimerti... e troverai ciò che cerchi un giorno.. ma non ancora, non ancora..." Lauri se l' era ripetuta per tutta quella mattina.

Nuovo amico

Aurora si alzò di buonumore. Tra tre giorni avrebbe compiuto 14 anni ed era contenta, avrebbe passato la giornata a giocare a scacchi, suonare e parlare finnico. Il prof aveva origini in Finlandia e fin da piccola le aveva parlato in finlandese, perchè lei condivideva la sua passione per la finlandia. E, dimenticava, si sarebbe mangiata un bel pezzo di torta. fortunatamente, non si faceva i sensi di colpa perchè aveva la fortuna di essere un piccolo scheletro. Si fece la doccia e si guardò allo specchio, di fianco: ecco una cosa che non le piaceva era il seno, ovvero: tavola da stiro. "Ma che palle" sono pure sottosviluppata, vabbè chissenefrega c' è un tempo per tutto." Un altra cosa particolare di Aurora era la sua maturità. Aurora era molto matura, da quando erano morti i suoi aveva dovuto imparare ad arrangiarsi ma a volte le pesava un po', non riuscire più a pensare come qualcuno della sua età. Si vestì, con un paio di blue jeans e una maglia nera, completando il tutto con la sua cintura preferita, nera e borchiata, e le sue all star. Saltò giu dal letto e filò in bagno. Si mise un filo di eyeliner nei grandi occhi verde chiaro, e un po' di fard giusto per non sembrare un cadavere. "Dark sì, ma che dark!" pensò sorridendo. Si raccolse i capelli corti (che le arrivavano poco più giù della metà del collo) in un codino con un elastico rosso sangue. andò in cucina e controllò l' orologio: le 7:10. perfetto, aveva ancora 20 minuti prima di andare a scuola. Aurora si alzava sempre prima, così poteva far con calma o ascoltarsi un po' dei Metallica. Optò per la seconda opzione. infilò un cd nel lettore e ascoltò Enter Sandman per darsi la carica. Poi sentì picchettare sula finestra. si alzò e aprì i battenti, e chi si trovò davanti... si trovò davanti lo stesso corvo della sera prima! inconfondibile, con quella stellina bianca sull' occhio sinistro! ed ecco lì, che chiedeva la colazione come ieri aveva chisto la cena! Lei gli porse un biscotto che lui divorò immediatamente, lasciandosi poi accarezzare il folto piumaggio lucente.
A: Che bello che sei! Come ti chiami?
Lui rispose con uno stridio che faceva tanto "Kreee" e allora lei lo guardò e disse
A: aggiudicato, allora sei Kreee! Ti va di venire a mangiare da me?
Kree le diede una beccata affettuosa sul dorso della mano e gracchiò di nuovo, soddisfatto.
A: Come ti invidio, Kree, tu sei libero di volare dove vuoi, io invece devo vivere qui, dove non posso esprimere le mie idee...
Lui gracchiò di nuovo, + gentile e affettuoso di prima.
A: Mi piacerebbe tanto poter volare, al nord... sai il mio migliore amico a radici finlandesi tu ci sei mai stato?
Da quel giorno la chiacchierata con Kree divenne un appuntamento quotidiano, e a volte Kree entrava e se ne stava un po' al calduccio.

Helsinki

Pauli: Che hanno detto i tuoi della nota?
Lauri: si sono incazzati... allora proviamo sì o no?
Eero: Ok, dai prendiamo gli strumanti...
Janne. certo che il tuo seminterrato è proprio bello pauli! l 'avessi io una casa così!

Tempo dopo

L: E ora che si fa?
J. Ho sentito di una festa a casa di mikael, quello che abita vicino ad Aki...
E: perfetto, andiamo!
P: Si mangia? c' è qualcosa di appetibile?
J: Sì, Mikael ti potrebbe far concorrenza, ha il frigo pieno...
L: Ti ricrederai presto janne...
P: Che rompi però che sei...
Janne: dai che siamo arrivati...

Qualche ora dopo...

L: hic, bella festa è stata...
J. con "hic" cordo!
E: veramente fornita di birrette...
P: e di cibo...
L: ora non lo è più! hic!
"Accidenti sono in uno stato pietoso se torno a casa così mia mamma mi strangola me le da con la scopa! " pensò lauri.
L: senti Aki non è che posso venire a dormire da te che stai da solo stanotte?
A: No problem amico!
Lauri mandò un messaggio ai suoi e poi si avviò da aki. Inutile dire che erano così ciucchi che appena entrarono crollarono sulle loro ginocchia e sprofondarono nAurora era ancora addormentata (era domenica) quando sentì qualcuno squillare il campanello. Si alzò frastornata e andò ad aprire. Chi era il rompiscatole? Il prof, ovvio! Che si era presentato con un pacco e la solita torta di compleanno! Eh sì, perchè come da me premesso, era il 23 = compleanno di Aurora!
A: Buongiorno prof...
P: Buongiorno dormigliona... ahem..si vede che stavi dormendo...
aggiunse un po' imbarazzato.
A: perchè? oh ehm capiscocioèmiscusipotevaavvisarenoscusileiècolpamia....
Si guardò, ora del tutto sveglia, rendendosi conto di indossare il suo pigiama ovvero... maglia a maniche lunghe e pantaloncini (il tutto rigorosamente nero), e i pantaloncini lasciavano scoperte un bel paio di gambe nude pallide e magre...
A: mi scusi prof se sapevo prima che veniva mi cambiavo... ma effettivamente stavo dormendo...
Il prof cercò di buttarla sullo scherzo.
P: Dormigliona! Su svegliati vai a cambiarti anche se sinceramente non stai male neanche così...
A: Prof!
P: Scherzavo... comunque mi sa di aver vinto un record: sono il primo ad aver visto qualcosa di + di te...
A: avrei preferito non lo vincesse... vabbè si accomodi di là, io mi cambio...
Aurora filò in camera, afferrò un paio di jeans e una maglietta, filò in bagno, si lavò e vestì.
poco dopo... stavano giocando a scacchi.
a: E ho vinto pure questa... si arrenda prof, non ha speranze!
P: Ti piacerebbe, eh? Adesso ti sistemo io, vedrai se non lo faccio...
La prese schiacciandola sul divano e cominciò a farle il solletico, mentre lei faceva di tutto per sfuggirgli.
A: NOOO PROF RITIRO QUELLO CHE HO DETTO, MI PERDONIII NOO IL SOLLETICO NO NON VALE!!!!!!!!
P: Eh no, adesso me la paghi piccola furbastra...
A: No, la prego basta, la smetta, mi arrendo, davvero, lo faccio, ma la smettaaaaa...
Il prof esitò per un decimo di secondo, ma ad Aurora bastò: lesta e furba come una volpe lo girò e in un attimo era lei ad avere il coltello dalla parte del manico.
P: NO AURORA BASTAA UN PO' DI SERIETààà! sMETTILA SUBITO NON CE LA FACCIO BASTAAAAA!
alla fine si ritrovarono l' uno di fianco all' altra, sghignazzanti come matti, e si sorrisero.
A: D' accordo, pace...
P: Però mi dai la rivincita...
A: la ri-perdita, vuol dire prof!
I due ripresero a giocare ma non c' erano speranze per il prof, il classico appassionato che non capisce mai un tubo! Poi festeggiarono il compleanno di Aurora mangiandosi una fetta della tortina a testa, chiacchierando del più o del meno, e soprattutto chiacchierando in finlandese.
P: vedo che il tuo finnico miliora a vista d' occhio.. come lo eserciti?
A: Usando internet: leggo le cronache di Helsinki e di recente ascolto un gruppo, sichiama The Rasmus, fanno musica semplice però allegra... sono appena agli inizi, li conoscono solo in Finlandia, è per questo che so chi sono, leggo i giornali finlandesi.. anzi facciamo così: d' ora in poi, parliamo in finnico!
P: Come preferisci.. tanto con la lingua non hai problemi... non è certo come quella di un finlandese, ma non avresti difficoltà a vivere in Finlandia...
I due udirono un gracchiare e Aurora si voltò verso la finestra: era lui, Kree!
P: E questo chi è?
A: un mio nuovo amico.. si chiama Kree... viene sempre a farmi compagnia, la mattina e la sera, sicchè con lui parlo molto...
P: é un bel tipo...
I due accolsero Kree e gli offrirono gli avanzi della crostata... che Kree sbafò affamato, fra gli sguardi compiaciuti di entrambi.

I graffiti

Helsinki
Hannah: Lauri! che cazzo ci fai in camera mia?
L: Io, niente sorellina..
H: appunto quindi fuori!
Poco ci mancò che la sorella lo cacciasse via a pedate, ma questo non successe perchè Lauri scemo non era... Era da poco tornato da scuola, ed era abbastanza felice perchè nell 'ultima interrogazione era riuscito a strappare un 7 (puro miracolo) ed aveva recuperato il 5 del giorno prima. Prese lo skate ed uscì, si sarebbe incontrato con Kimi al parco, da lì sarebbero usciti e avrebbero cazzeggiato un po', fatto qualche graffito, sgraffignato un paio di birre...
Kimi: hey ciao Lintu!
L: Moi kimi...
K: Hai poi recuperato la tua interrogazione?
L: sì, x fortuna, così ho scongiurato il rischio bocciatura.. se conti che... su 8 materie...
Musica: 10
Disegno:7
Scienze: 7
Storia: 5
Geografia: 6
Matematica: 5
Finlandese: 5
Inglese: 8
Ginnastica: 7
dai che passo!
K: già.. ok che hai tre 5 ma hai un paio di otto, un 10, e la sufficienza pure...
L: Vabbè che schifo di discorsi sono questi! Andiamo!
I due ssi avviarono correndo come pazzi.
L.Kimi, viene qualciìuno?
K: No.. vai
Lauri si avvicinò a muro e prese a spruzzarlo di colori sgargainti, senza scrivere nulla in particolare, semplicemente colorando un muro che gli sembrava così scuro. Lo fece giallo, rosso, azzurro e verde. Poi però arrivò l' urlo di kimi:
K. Lauri via! Ci sono gli sbirri!
L: Via spicciamoci!
I due ragazzi corsero come matti, x fortuna la polizia nn si era accorata di loro, ma nn si fermarono, corsero abbastanza da arrivare 4 isolati + in là, poi si fermarono...
L: Anf anf... kiitos Kimi...
K: di niente... amici no?
L: amici.
E con un sorriso, i due ripresero a passeggiare, emozionati dalla loro piccola avventura.

Sibelius Academy of Finland

P: come hai conosciuto questo corvo?
A: mah, l' altra sera mi si è affacciato alla finestra, e siccome sembrava un po' magretto, ho pensato di dargli da mangiare!
P: Perfetto, così adesso ti segue fin nella fossa!
A: ma com' è macabro prof! Volesse porta' sfiga?
P: No, però dicevo... lo sai come sono fatti i pennuti... nn ti si scollano + di dosso!
A: meglio, è simpatico, e così ho qualcun' altro che mi aspetta a casa.. è un mortorio arrivare a casa e trovarlsela sempre vuota...
P: Bè, ma scusa, che ti faccio schifo?
A: No, però è bello cambiare... e poi Kree è simpatico, prof!
P: Uh certo come no! Perchè lui non è macabro? I corvi portano rogne!
A:Aho, ma stasera ce l' ha con questi poveri uccelli! Che l' avranno fatto poi di male io non lo so!
P: Sì ma... e vabbè, sono allergico agli uccelli, ecco perchè non ne tengo mai in casa!
A: prof ma lei è allegico i ai canarini, coi corvi è diverso!
P: Sempre pennuti sono!
A: Senta ma ha intenzione di passare la serata a parlare di corvi? Ma è monotono, piuttosto venga qui che mi serve un aiuto per il violoncello... l' altra sera ho composto 2 cose, ma nn mi viene un pezzo!
P: vediamo...
I due si riunirono a discutere, provare, ridiscutere e riprovare, finchè non trovarono la nota adatta al pezzo.
A: Finalmente eh! M' ero stufata di rifare sempre le stesse cose!
P: Beh effettivamente non era proprio il massimo...l' hai composto tutto da sola?
A: Questo sì... poi Pino mi aiuta...
P: Pino? ma è un mezzo incapace, non ci capisce niente!
A: Intanto col violino ci sa fare...
P: ah ti dedichi alle variazioni eh? Ambiziosa la nostra Aurora!
A: Bè prof, visto che passo metà del mio tempo a una scuola musicale, potrei pure pensarci su!
P: Senti aurora... passando a cose più serie...
A: Dica-...
P: In quanto tuo tutore, ho pensato seriamente alla tua istruzione nel campo musicale, vista la tua disinvoltura...
A: Sì mi piacerebbe fare la musicista.. si tratta di trovare un conservatorio buono...
P: Be ecco vedi.. il mio amico Mika, sai quello finlandese...
A: aH sì, ' abbiamo incontrato ogni tanto.. è simpatico!
P: E il direttore della Sibelius Academy... io.. gli ho inviato alcuni tuoi spartiti e gli sono piaciuti... quindi sarebbe + che orgoglioso di averti come studentessa in una delle accademie musicali migliori di Helsinki.. ci farà un bello sconto...
A: Io... prof..nn so che dire... grazie!
P: Mi ha parlato di alcuni ragazzi che vorrebbero anche fare una band.. potresti chiedere loro di aiutarti! Si chiamano Eicca, Pertu e Paavo... in verità la band l' hanno già formanta... nel '90 (in questa storia, se Aurora ha 2 anni meno di Lauri, allora è dell' '81, quindi facendo un po' di calcoli... se nn siete portati x la mate lasciate perdere!) magari ti possono dar una mano!
A: Io.. davvero prof nn vorrei sentirmi in debito...
P: la sibelius è un conservatorio... puoi dormire lì x evitare spese sull' affitto..
proseguì il prof.
Aurora per tutta risposta si limitò ad abbracciarlo.
A: prof gliel' ho mai detta una cosa?
P: cosa?
A: Non tutti i prof vengono per nuocere!
Aurora era felice come 1 pasqua. Era passato un po' di tempo e tra poco, fatti gli esami sarebbe partita. Finlandia, urrà! Finalmente sarebbe andata a studiare seriamente. "Così nn mi rompono + col violoncello, con lo studio, e tutte ste menate qui.... mi piace studiare, e allora? Diventerò una studentessa di violoncello, e allora? ". Così pensava Aurora, contentissima di partire. L' aereo la aspettava a sole 24 ore. Quella sarebbe stata la sua ultima giornata in Italia, sarebbe poi tornata solo l' estate prossima. era la giornata dei saluti. Era ndata alla scuola musicale a salutare Beppee l' addoloratissimo Pino. Tornò a casa e chi trovò ad aspettarla 2 occhi nerissimi. Vero, ma ora li conosciamo, no?
A: Kree, ciao! Ti volevo salutare, domani parto, ma torno l' anno prossimo... eh, lo so che un anno è lungo, ma torno, no? Ti mando il prof a portarti da magna' così va tutto bene.
Kree chinò il capo sconsolato. Si era abituato alla voce leggermente cupa di Aurora, alla sua figuretta esile e ai suoi occhioni verdi che anche se sembravano allegri, avevano sempre un ombra in profondità. Però se lei doveva andare...
Si lasciò accarezzare le piume per l' ultima volta, poi le rivolse uno striudio di buon augurio e volò via. "Peccato" pensò lei "mi ci ero affezionata a Kree... mi sa che era meglio se facevo amicizia con un carabinere... così nn mi ci affezionavo facilmente! ".
La notte arrivò presto e lei filò dritta a dormire, xchè la giornata sarebbe stata lunga.

9:00
Aurora si trovava sull' aereo, le note di The Unforgiven risuonanti in testa. "effettivamente nn so se il tempo lenirà mai le ferite che mi hanno procurato, allontanandomi da tutti... a volte vorrei perdonarle ma mi hanno tradito troppe volte..." così pensava Aurora alle sue ex- compagne "beh, in Finlandia andrà meglio... troverò pur gente della mia mentalità se faccio una scuola dove si studia sodo...".
Aurora sedeva osservando la terra che si allontanava sempre di più a bordo del velivolo della Finnair. Le passò accanto un hostess.
H: Desidera, signorina?
A: Oh, io... no, grazie, molto gentile ma, no grazie...
H: Si figuri...
Aurora rialzò il volume e si lasciò andare in quella melodia triste e malinconica. In mente le frullavano mille pensieri sulla terra che stava lasciando e su quella a cui andava incontro. Ripensò alla settimana prima, agli esami. Ai compagni, visibilmente disperati, xchè nn sapevano niente, e erano riluttanti a chiederle ripetizioni, xchè sapevano, xchè ora nel momento del bisogno, tornavan loro alla mente tutti i torti che le avevano fatto, e soprattutto si ricordavano che Aurora era una tipa vendicativa. sapevano che non li avrebbe aiutati. Ripensò a Beppe, il vecchietto per il quale suonava i suoi pezzi, a Pino. Pino, pino, quel ragazzo cotto di lei, ma mai ricambiato. "Era simpatico" pensò lei "però era un amico. Mi spiace che soffra... però poi, detto fra noi, era uno scorfano, uno “scarafone”... simpatico, questo sì... ma non .. come dire... nn provavo nulla per lui da certi punti di vista.". Pensò a Kree, che sarebbe tornato alla sua finestra, avrebbe beccato a lungo, per poi convincersi di ciò che lei gli aveva detto: se n' era andato. E sarebbe volato via dal prof. Il prof...le sarebbe mancato. ma nn ci poteva far niente... Si riscosse da questi pensieri solo 1 paio d' ore dopo, quando l' hostess ripassò da lei.
H: Mi scusi, può rialzare il tavolino? Stiamo per atterrare a helsinki.
Lei nn si fece pregare, risistemò le sue cose e si preparò all' atterraggiò.

Poco dopo.
Aurora era in mezzo alla strada con 2 valigie e un bigliettino del prof in mano. Le indicazioni per arrivare alla Sibelius. "Cazzo di scrittura il prof, l' ho sempre detto che c'ha delle zampe di gallina! Decifriamo il papiro egizio...allora qui dice...scendere x Ulrikasborg e poi la 3 traversa a destra, imboccare Tuomarborgen (i nomi sono inventati, non andate a Helsinki e chiedete dove sono ste strade!) e proseguire, svoltare a destra poi 2 svolta a sinistra, ma potrebbe essere a destra nn mi ricordo..." come nn si ricorda? cavolo di indicazioni... " afferrò le valige e cerco di seguire le indicazioni. Il risultato credo lo conosciate... si perse! scocciata, si piazzò alla fermata di un taxi aspettando. Invano, visto che nn c' era nessuno... allora le cascò l' occhio sul chiosco di un giornalaio... dove stava in bella vista un giornale.. con scritto... colmo dei colmi:"Oggi, , venerdì 17 giugno, sciopero dei mezzi pubbilci.". "Ma vaffan****! Giusto oggi!!" imprecò in italiano. Ma Aurora era una tipa testarda, non si arrese e girò mezza Helsinki, finchè non scorse un edificio bianco che recava una chiave musicale sulla sommità. "Finalmente!" era arrivata. Salì le scale e chiese del signor Mika Mirikkordo, le indicarono un ufficiò e lei entrò. Si trovò in ufficio bellissimo, con strumenti di tutti i tipi poggiati ovunque, nel caos totale. "Il signor Mika dev' essere sul tipo MIKA MIRIKKORDO DIRIORDDINARARENEN" pensò, mentre la accoglieva la figura familiare del direttore.

Aurora osservò il Direttore: era tutto il contrario del prof. Tanto il prof era alto e magro, quanto Mika era basso e grassoccio.
M: Allora... Aurora ma come sei cresciuta! Fatti vedere...
La abbracciò stritolandola stile polipo che agguanta la preda.
A: Ehm... signore, guardi che io sono qui in qualità di studentessa, non voreei che si creassero equivoci...
M: Ahem sì hai ragione...dunque, signorina Maestrale, lei è qui per un alloggio oltre che per lo studio, no?
A: Sì...
M: Bene.. è fortunata, non c' è nessuno quest' anno con questa prenotazione.. prego quindi le potremo dare un monolocale... se si accontenta di 25mq...
A: Beh, vediamo...
Mika le fece cenno di seguirla e in breve arrivarono nei sotterranei. Mika tirò fuori un grosso mazzo di chiavi ne afferrò una e aprì una porticina. Aurora entrò e i suoi occhi ci misero un po' ad abituarsi alla penombra della stanza.
Era una stanzetta piccola, con un armadio ala sinistra della porta, e un lettuccio appoggiato alla parete sinistra. Sulla destra c' era, separato con del cartongesso, un piccolo angolo cottura e una porticina per il bagno. Al centro della stanza si trovava un piccolo tavolo con qualche sedia. Questo era tutto.
M: Mi spiace, è piccola lo so... per i compiti, li può fare in biblioteca se qui non si trova...
Aurora sorrise: piccola, semplice ma pulita e funzionale: ecco ciò che cercava.
A: andrà benissimo, grazie...
M: ma prego.
Mika le diede le ultime indicazioni e scomparve, trascinando la mole enorme su per le scale. Lei si sistemò i suoi bagagli, e poi, siccome era una bella giornata, uscì, ovviamente portandosi dietro una cartina, visto che non aveva intenzione di farsi la sfacchinata di prima.
Stava camminando tranquilla quanto sentì un urlo e finì travolta da una ragazza sui roller.
A:Ehi, ma che diamine...
Ragazza: scusa... non volevo, sono inciampata.
A: Capita... chi sei?
Ragazza. Mi chiamo Kaari...
A: Piacere, sono Aurora...
K: Non sei finlandese, vero? Si sente dall' accento...
A: Oh...no, sono italiana... son qui per studiare...
K. davvero? dove?
A: Andrò alla Sibelius Academy...e tu?
K: Ma dai? Pure io! che strumento?
A: Violoncello...
K: io violino.. saremo nella stessa classe, ti classificano in base al tipo di strumento.. se sono archi, ottoni...
A: quanti anni hai?
K: ne faccio 14 a settembre...
A: Io li ho fatti a febbraio...
K: speriamo che ci mettano insieme...
A: già...senti, mi fai da guida? Io sono arrivata stamani, mi porti un po' a vedere helsinki?
K: Volentieri...
Si tolse i roller e le fece girare tutta Helsinki.
K: ma tu stai alla Sibelius?
A: Sì..
K: in un dormitorio?
A: No... in un piccolo monolocale...
Aurora guardò meglio la sua guida. Era più alta e formosa di lei, sfiorava il metro e settantacinque mentre Aurora raggiungeva a stento il metro e sessanta. Era vestita alla moda,ma a differenza delle sue vecchie compagne non provava alcun ribrezzo nel parlare con lei, che pure era antimoda e metallara.
Anche Kaari osservava Aurora : piccolina, esile, dai capelli scuri e gli occhi verdissimi, mentre lei era alta, biondissima, occhi azzurri.
A: senti.. tu sai andare sui roller, a quanto vedo...
K: sì...
A: senti, mi insegni?
K: D' accordo.. ci vediamo stò pomeriggio da me? Abito vicino alla Sibelius, in via Kaleven...
A: D' accordo.. alle 3?
K: Ok.. e poi tu mi devi parlare degli italiani...

Pomeriggio tardo.
dopo aver pattinato un po' Aurora e kaari si sedettero.
K: dai, dimmi! com' è l' Italia? E davvero così buona la pizza? E vero che in Italia c' è sempre il sole? E che gli italiani sono dei casinisti?
A: Calma... allora...l' Italia ad essere sincera nn mipiace molto.. forse perchè ne ho avuta una brutta impressione, ti ho spiegato della scuola...
K: Mi spiace... che nn sei stata bene...
A: però paesaggisticamente parlando l' italia è bella, questo sì. poi è vero, l'italia è la patria della pizza... il sole non c' è proprio sempre, però c' è più volte all' anno! E gli italiani hanno un carattere genricamente socievole.. infatti io che sono timida e introiversa, ho fatto fatica a stare a scuola... però nn tutti sono così...
Aurora venne interrotta dallo squillodi un cellulare.
K: pronto? ah sei tu Antero... sì sì ci vedianmo stasera... sì va bene amore... ciao
kaari spense e si voltò verso Aurora, che aveva una faccia un po' delusa...
K: ehi che c' è?
A: Niente...
K: dai.. sai mi ha chiamato Antero il mio ragazzo...
Aurora sbuffò. le seccava di essere sempre l' unica che non aveva mai avuto un ragazzo... da quando le sue compagne avevano compiuto 13 avevano considerata aperta la caccia... ad Aurora i ragazzi nn interssavano granchè, però le seccavadi essere sempre il brutto anatroccolo...
K: Aurora...? cosa c' è?
A: niente.. allora stasera esci col tuo ragazzo..
k. nn mi sembri troppo felice...
A: oh.. scusa non volevo essere scortese .. è che mi secca il fatto di nn avere mai avuto un ragazzo.. sn sempre il brutto anatroccolo...
Kaari fra se e se pensò che poi la cosa nn era troppo strana.. Aurora era timida ma simpatica, il problema era che non aveva il minimo sviluppo fisico, sembrava ancora una bambina...... bassina, senza seno esile come un filo d' erba... però simpatica.
K: Beh, vedrai che capiterà.... nnn ti preoccupare...
A: sì, magari...
K: dai... che domani sera ci facciamo una pizza!
A: Finlandese? oddio...
K: Insulti la cucina finlandese'
A: no, però, nn mi fido dell' esperienza culinaria dei finalndesi in quanto a pizze...proverò...
K: ecco brava. Senti ora io devo andare, ci vediamo domani ok?
A: ok...
Aurora se ne tornò a casa, chiedendosi se si poteva essere felici e tristi allo stesso tempo. Felice perchè aveva conosciuto una ragazza simpatica, triste perchè ovviamente era il brutto anattroccolo.
A: mah, la favola dice che l' anatroccolo diventa un cigno,mah vedremo...
Rientrò in casa, stendendosi sul letto, poi afferrando una carta da lettera e decise di scrivere al prof.

Helsinki,17/6/1995

Caro prof,
sono arrivata a Helsinki questa mattina. Le sue indicazioni, non si offenda ma facevano pena. Mi sono persa 3 volte e per di + oggi c' era sciopero dei mezzi pubblici. Cominciamo bene.... Invece il professor mika mi ha accolto benissimo, ora alloggio in un minuscolo monolocale proprio piccino. Ma è sufficiente non si preoccupi. Questo pomeriggio sono uscita con una ragazza che ho conosciuto da poco, mi ha inseganto ad andare sui roller. Si chiama Kaari, è simpatica, vedrò se è una vera amica.
per il resto, vedrò. Siamo solo a giugno e o non vedo l' ora che comincino con la scuola perchè sono proprio curiosa.
Mi stia bene, moi moi
Aurora


Poggiò la penna e rilesse. per fortuna non aveva le zampe di gallina del prof, la sua scrittura non era delle + belle, ma era perfettamente comprensibile.
Siccome era stanca, si infilò nel pigiamino e si ficcò subito soto le coperte. Rabbrividì: era proprio vero, anche d' estate il cambio di clima era notevole. Si tirò su le coperte fino al mento e si addormentò così, nella sua prima notte finlandese. Prima di arrendersi all' oscurità lasciò a lungo vagare i suoi pensieri. il prof, mika, kaari, beppe, pino, kree.... sentiva quasi il loro augurio di buona fortuna.

Qualche tempo dopo
L' ambientamento di Aurora non durò molto e Kaari era una buona guida. Il venerdì del mese dopo fu molto importante per la nostra italofinlandese perchè riuscì a fare un giro in centro senza perdersi nemmeno una volta. Si stava abituando anche al clima: ora stava fuori senza sentire il freddo e girava per Helsinki come se fosse stata a casa sua. Ed effettivamente lo era. qualche giorno prima era uscita con Kaari e il famigerato ragazzo Antero, che si era rivelato un ragazzo simpatico. Tuttavia lei preferiva uscire solo con Kaari, perchè uscire con una coppia la faceva sentire di troppo. Stava facendo un giro in centro e giacchè c' era, guardò qualche vetrina, senza però trovare nulla che le interessasse.


Stessa città, i sobborghi.
V: dai, raccontamelo ancora una volta!
Lauri: La sai la storia Ville, vuoi piantarla?
Eero: ma dai Lauri, è appena tornato dalle vacanze, raccontaglila, dai la voglio sentire anch' io!
Kimi: ma non ci va!
Aki: chissenefrega ditecela lo stesso!
L: Uff, e va bene... allora io e Kimi correvamo come due pazzi con gli skate..
K: Arriviamo al famigerato muro e Lauri tira fuori una bomboletta spray e comincia a fare i graffiti...
L: E stavo finendo che sento Kimi gridare che arrivavano i poliziotti...
K: e allora, dovevate vederlo, afferra lo skate e parte a tutta birra, con la bomboletta in mano, spruzzando un po' tutti....
L: e poi io da lontano vedo il prof di chimica... e ovviamente mi scanso, già non siamo in buoni rapporti, non mi pare il caso di peggiorarli ulteriormente...
K: E si butta a terra e travolge pure me... e allora io m' incazzo e gli spruzzo lo spray...
L: Io cerco di scansarmi ... inciampo e cado...
K: Finendo lungo disteso succube del mio spray....! ahahahaha! Dovevate vedere che volo che ha fatto! E poi mi chiede: "Kimi dai aiutami" e io, paf, pieno di spray dalla testa ai piedi...
L: Sì, tu ridi, ma ti è andata bene che i miei non ci sono e hanna è da un amica, altrimenti figurati che uscivo vivo da casa mia!
V, E, A, P, K: Ahahahaha dai non è mai morto nessuno...
L: C' è sempre una prima volta...
V: Vabbè, io ora devo andare... ci vediamo stasera?
L: Ok...
K: mi raccomando porta le birre...
A: sì, ci vediamo da Pauli, che i suoi sono fuori per il finesettimana...
V: ok.. ora vado c' è la mia ragazza... sì, my sweetheart, arrivo...
L, p, k, a, e. Ciao... certo che fortuna che ha Ville... le ragazze cadono letteralmente ai suoi piedi... Non so come faccia a conquistarle, ma.. è così disinvolto!
L: Come lo invidio... io ogni volta che esco con una, mi si appiccica la lingua al palato e non faccio una parola! Lui invece...
A: Ha sempre la parola giusta al momento giusto...
J:Sì, e noi invece...
P: noi siamo i più belli!
E. Magari...
A: Su...
J. Non buttiamoci giù, stasera tutti da Pauli, si parla si gioca, e soprattutto si beve birra!
P. Si mangia, soprattutto!
A: sempre il solito!
L: Beh scusa lo vedi com' è fatto no?
P: Volete offendere?
E: calmi ragazzi.. adesso facciamo un po' di prove, poi ci prepariamo per la serata...
I quattro rasmus si misero a provare, con Aki che fissava specialmente Janne... avrebbe adorato suonare la batteria coi suoi migliori amici... ma aveva giurato che non avbrebbe mai chiesto a janne di andarsene, solo se il posto un giorno si fosse liberato avrebbe chiesto di suonare. Ma non avrebbe mai rubato il posto a janne, se quello era il suo destino,, quello sarebbe stato.

Dall' altra parte della città, qualcuna suonava, nella penombra della sua stanza, scuotendo i capelli ribelli a ritmo, lasciando che la luce si riflettesse creando un cerchio luminoso e argentato. Le sue mani correvano veloci tra le corde, mentre l' archetto scorreva leggero. Ogni tanto si fermava e segnava le note sugli appunti. Stava componendo, buttava giù una nota dietro l' altra, e ripartendo ogni volta, assicurandosi che la nota fosse quella corretta.
Mika: Buongiorno Aurora, come va?
la giovane alzò il capo, scosse i capelli dal volto e si girò versò il Direttore.
A. Bene, grazie,,a cosa devo la vostra vita?
M: Solo cortesia, sapere come stavi.. siccome non ho niente da fare e ho sentito un leggero suono, ho pensato "Magari questa sta suonando sentiamo un po'..." e a quanto pare era vero.. ma non ho mai sentito questa musica, è italiana?
A: No, è mia... l' ho composta io.
M: Davvero? sapevo che componevi, il tuo tutore mi ha mandato degli spartiti, ma non ne avevo mai sentiti... è una bella melodia questa, cupa... però melodica.
Aurora arrossì, era molto timida... non si trovava molto a suo agio quando qualcuno le faceva dei complimenti, non sapeva mai cosa rispondere...
A: ehm, davvero? bene, cioè voglio dire...
M: quanti altri strumenti sai suonare?
A: ehm, violino, chitarra e un po' di flauto traverso e clarinetto, solo un po', però...
M: Beh, ma va benissimo... senti.. che ne dici, sai i locali di Helsinki accolgono sempre bravi giovani, magari quando avrai un po' più d' esperienza potresti suonare, eh?
A: oh, non so, penso d sì...
M: devi avere un minimo di un anno di esperienza, cioè di studi, ma poi se cominci e la musica piace, il gioco è fatto! Pagano bene, sai?
A: ma davvero? bene, non lo sapevo... beh c' è tempo, ci penserò...
M: d' accordo... e dimmi un po' come va qui? Ti stai ambientando, insomma, nuovi amici...?
A: Sì, una ragazza di nome kaari e il suo ragazzo Antero... M: bene, vedrai che quando comincia la scuola ti troverai bene!
i due chiacchierarono un po' e poi il prof se ne andò.

Sera tardi.
V: Hic! certo che in quanto a birre pauli sa il fatto suo...
L: Ci puoi giurare amico! Era una festicciola fantastica..
E: sì, come la tua cera!
A: che hic palle eero devi sempre rompere?
P: pare di sì! hic! burp...
L, V, E, J, A. Ma Pauli!
P: beh scusate, ma che c' è di male' Ho digerito!
L. chiamala digestione...
J. Ci vuole coraggio..
V. hic, non mi manca...
P: hic, finchè sono sotto alcol che non vedo bene, il coraggio ce l' hai, eh? finchè non posso strozzarti...
E. Quanto esageri però.. hic...
E tra un hic e l' altro, i ragazzi se ne tornarono a casa loro, tranquilli e felici....

10 settembre, Helsinki
Un bel po' di ragazzi si ammassavano davanti alla sala conferenze. Erano le 7:30 di mattina, alla Sibeliu Academy, e sarebbero state annunciate le nuove classi.... anche Aurora e Kaari erano lì, speranzose di essere messe insieme.
Mika: allora, per la classe 1 a....aneidlen, pinkopallinen, tizien, caien, sempronien... (che fantasia eh?) maestrale, heiskalainen, ....
A: evvai!
K: dai che siamo insieme, andiamo!
Le due ragazze sorrisero e si diressero nella loro classe. Poco tempo dopo,Aurora era lì, seduta accanto alla finestra, che ascoltava con interesse la spiegazione del prof sulla storia della Finlandia: essendo in un paese straniero, il metodo di insegnamento era diverso, le materie pure, e ciò la incuriosiva.
Driiin...
prof: compiti a casa per il momento non ve ne do, solo, cominciate a esercitarvi con gli strumenti, dovete prenderci la mano, se non li avete suonati per uttta l' estate!
Aurora corse fuori dalla classe felice: i prof erano bravi, severi ma simpatici, e oltretutto avevano spiegato che di solito anche un' accademia prestigiosa come la Sibelius partiva da un livello di base, perchè non si sapeva la preparazione di tutti, e quindi ciò significava che per il momento, almeno in quanto alla musica, lei era avvantaggiata. Andò in camera a lasciare il violoncello, poi uscì.

Un incontro, o meglio, uno scontro

Stessa città, altra zona
Lauri: accidenti aki, ma che t' ha chiesto quella stronza della prof di storia? ci ha impiegato un ora!
Aki: ma dimmi se è normale che una ti chieda tutto il capitolo in una botta sola!
E:Però effettivamente, non mi è dispiaciuto che la tirasse tanto per le lunghe...
Aki: COME SAREBBE A DIRE?
P: in effetti, mentre tu parlavi, noi ci siamo goduti un' ora di cazzeggio totale...
Aki: CIOè FAMMI CAPIRE, IO ERO Lì CHE CREPAVO CON QUELL' ARPIA E VOI VE LA SPASSAVATE? BRUTTI....
E: calma aki, calma...
L: eero ha ragione...
Aki: MA COME EERO HA RAGIONE?
J: basta, su... è vero che però siamo stati cattivi con aki, però pure tu, akino, devi ammettere che non è male avere un ora libera....
A: sì vabbè....
L: piantiamola di litigare, andiamo a fare le prove.
E, j, , p:ok, andiamo.
A: io devo andare, parto coi miei per il finesettimana... vado dagli zii, una noia mortale...
I 5 si separarono, e si avviarono verso il centro, dove Pauli aveva la casa.
P: Siamo in ritardo, dobbiamo sbrigarci che sennò... i miei partono e devo esser lì prima possibile, altrimenti vanno e mi lasciano senza le chiavi...
I 4 cominciarono a correre come forsennati, quando una ragazza minuta sbucò da un angolo.

Aurora era appena andata a prendere il nuovo singolo dei The Rasmus, e stava correndo alla sibelius, impaziente di ascoltarlo e soprattutto di togliersi di torno il traffico dell' ora di punta, quando vide 4 ragazzi correre come forsennati. Non riuscì ad evitarli, lo scontro fu inevitabile.

BANG!
entrambi i gruppetti finirono a terra, e Aurora si alzò subito, porgendo la mano in aiuto al + vicino dei ragazzi. Lo guardò: era biondo, coi capelli sparati da tutte le parti, e quel biondo era certo una tinta. Indossava un paio di jeans larghi e una canottiera bianca, e aveva quel che si dice proprio un bel faccino.
A. Scusa.... avrei dovuto stare più attenta....
Il ragazzo si alzò e la osservò: poco + bassa di lui, esile, capelli scuri e corti che le arrivavano poco sotto la metà del collo, ribelli. Ma ciò che lo colpì di lei era lo sguardo: la giovane aveva due intensi e orgogliosi occhi chiari, con appena un filo di matita. Lauri rimase a fissare quegli occhi verdi svegli per quanto imbarazzati. La ragazza indossava un paio di pantaloni verde militare lunghi e una maglietta nera un po’ corta che lasciava scoperto il pancino piatto, con una cintura a borchie dello stesso colore, il tutto completato da un paio di All Star sfilacciate blu scure.
L: No, scusaci... andavamo di fretta non ti abbiamo vista...
E: Sì è vero scusa tanto...
j, p: è vero... non volevamo...
L: Ti sei fatta male?
A: No... voi state bene, eh?
L, p, e, j: sì...
A: Ehi ma... un momento... ma voi siete i the Rasmus?
P: sì...
A: Non è che potreste... ho qui il singolo... non è che potreste...
Eero notò il suo imbarazzo e la aiutò volentieri.
E: Un autografo?
A. sì..
rispose con un filo di voce.
I 4 firmarono il singolo, e Lauri firmò per ultimo, aggiungendoci una dedica.
L: Come ti chiami?
A: A... aurora...
L: bene...
Lauri firmò e i 4 se ne andarono.
Aurora fissò il disco, sotto la firma di lauri c' era una frase: ad Aurora, la luce che ha illuminato una giornata troppo grigia, rendendola più luminosa.
La ragazza si strinse al petto quel disco... una dedica... nessuno le aveva mai dedicato niente... era contentissima.

Esibizioni

Tempo dopo....Natale.
La scuola procedeva bene, senza intoppi, e il preside mika aveva chiesto se c' era qualcuno disposto a suonare come strumento solista nello spettacolo. Questo era composto da un orchestra, ma in vari punti un unico strumento avrebbe dovuto spiccare sugli altri. poichè nessuno si era fatto avanti, erano tutti troppo timidi, Aurora pensò che era sempre stato il suo sogno suonare per qualcuno, e si offrì. Il preside la accaettò tranquillamente e iniziò per Aurora una lunga serie di prove. Alla fine, giunse il giorno fatidico.
A: accidenti, non mi sento più le mani... come diamine farò a suonare se mi tremano tutte... mi cadrà l' archetto.... che idea mi è venuta in mente...
Malgrado l' aiuto di Kaari, aurora era agitatissima.
Presentatore: e ora chiamiamo a suonare l' inno della Finlandia alcuni alunni della nostra scuola, tra cui, come violoncello solista, Aurora Maestrale....
gli applausi fioccarono e Aurora avrebbe preferito mille volte che fosse già passata la sua esibizione e che gli applausi fossero ben riposti. Ma quando arrivò il suo turno di solista, non si sa come lasciò che le note fluissero liberamente dal violoncello, senza inibizioni, le lasciò volare fino a far loro raggiungere il cuore degli spettatori. Suonò senza interruzioni, sentiva le mani tremare ma era certa di potercela fare, stava facendo ciò che aveva sempre voluto fare. suonò fino alla fine, quando gettò i capelli all' indietro scoprendo il viso aguzzo, e venne accecata dalle luci d' atmosfera.
Pres: ringraziamo i ragazzi per l' ottima esibizione e facciamo entrare i prossimi musicisti!
Altri applausi risuonarono in platea, e a sera tardi, mentre Aurora tornava, stanca morta in camera, temeva. Temeva che a qualcuno la sua esibizione fosse risultata sgradita, e che per lei ci sarebbero stati scherzi e canzonature, ma si sbagliava. E comunque, non se ne sarebbe preoccupata ora: aveva le vacanze, non intendeva rovinarsele. Ora più che mai.

Aurora venne svegliata da un insistente ticcchettio sul vetro della stanza. Si alzò, salì sul gradino prima della finestra (che era in alto e Aurora nn era proprio altissima) e chi si trovò davanti, una volta aperta la finestra?

Altra parte della città
Lauri si alzò dal letto assaporando il sapore della libertà: finalmente era in vacanza! Saltò su dal letto, si fece una doccia e si infilò un paio di pantaloni larghi blu scuro, con una maglia bianca, sopra una felpa e il cappotto. Uscì a farsi un giro sul lungomare assaporando la sensazione di essere completamente solo. Scese fino in spiaggia e si sedette su una roccia, lasciando che il vento gli sferzasse i capelli lasciati liberi sul viso, vagando con la mente. Osservò il sole sorgere sull' orizzonte e rispecchiarsi nel mare cristallino, sotto un pallido sole. Si rese conto di quanto gli sembrava strano tutto quel silenzio e di come lo amasse: lui Lauri, il casinista, che non perdeva occasione per fare casino, ora scopriva un nuovo lato di sè, un lato oscuro, come una nuova personalità.
L: Nahhh, che magari io adesso divento una doppia personalità, uno schizofrenico, meglio di no... valà che cretinate!
Si alzò e prese a correre, corse per la città deserta.

Aurora osservò il corvo: era proprio lui, Kree! Inconfondibile con la sua macchia bianca sull' occhio. era dimagrito, e certo, s' era fatto un volo dall' italia alla finlandia, mica da poco! ma era lui, gli accarezzò le piume nere come sempre, lo sentì gracchiare affamato ma felice, felice di aver ritrovato la sua padroncina. Lei scese e gli prese dei biscotti, sbriciolandoli mentre lui le faceva le feste e se la strapazzava:gli era mancata! lei si vestì e lo prese con sè, uscendo sul lungomare e correndo con lui: amava sentire il vento sul suo viso, amava quella sensazione di libertà, amava la Finlandia, amava tutto! Tranne i carciofi. Ma questo non centra.

Aurora continuò a correre fino alla spiaggia e ci si buttò letteralmente, ci si sedette, ossevando l' orizzonte. Si guardò intorno: la sabbia era stata spianata proprio dove era seduta lei, qualcuno c' era già stato. Inspirò aspettandosi l' odore marino della salsedine a riempirle le narici, ma invece sentì una fragranza inspiegabilmente buona, qualcosa di speziato, quasi di eccitante, se solo ci fosse stato qualcuno nei paraggi.
Si alzò e Kree protestò, nel venire scomodato dalla comoda spalla morbida del cappotto. Si alzò in volo e poi scese fino a sfiorare il mare, le onde increspate, per poi tornare da lei.
A: Che ne dici Kree, ti piace la Finlandia?
K. Kreeeeeeeeeeeeeee!
Lei lo prese come un sì e riprese a correre sul molo, si fermò sul bordo e afferrò un sasso, scagliandolo sull' acqua e facendolo rimbalzare. Siccome, assorta nei suoi pensieri, non si era accorta del tempo che passava, decise che sarebbe stato meglio farsi un giro, godersi le poche ore di luce del giorno finlandese.
Si sbrigò a preparare le valige. il giorno successivo sarebbe tornata dal prof, ci sarebbe stata una settimana,per poi godersi il resto delle vacanze a helsinki.

Il giorno dopo, in aeroporto.
Aurora aveva appena preso le valige, si voltava cercando il prof. D' un tratto si sentì chiamare: era il prof, ne era sicura!
P. Aurora!
A: prof!
I due si corsero incontro e si abbracciarono.
A: Mi è mancato prof!
P: anche tu... fatti vedere! sei cresciuta!
lei si fissò imbarazzata. Sapeva a cosa si riferiva il prof. Non solo alla sua altezza...ultimamente anche Aurora sembrava, fisicamente, meno bambina. Da sotto la maglietta si notava un accenno di femminilità, due piccoli seni ancora acerbi. lei si trovava un po' a disagio, non era abituta: in pochi mesi, era cambiata sul serio!
Arrossì, il prof le diede un buffetto affettuoso sulla guancia.
P. dai, tutti cambiamo, e detto fra noi, era pure ora!
A: Non ha tutti i torti....
I due si diressero alla macchina e per tutto il tragitto si osservarono spesso, volevano fissare nela mente tutto ciò che potevano.
a_. beh... come va?
P: oh, niente... la solita routine...a proposito, ma tu gliel' hai detto a pino che partivi no?
A: Certo! è l' unico spasimante che ho, merita un po' di riguardo!
P: l' ha presa male.... insomma era distrutto!
A: Ok, però io nn l' ho mai ricambiato...
P: sì ma.. cioè tu eri sempre lì....lui poteva comunque vederti... quando ha saputo della tua partenza gli è crollato il mondo...
A: Mi dispiace.... non volevo stesse male...
P:Lo so, piccola, non ti preoccupare, non è colpa tua... dai, che stasera è la nostra sera... ce ne andiamo in giro, ci facciamo una pizza, giochiamo a scacchi... parliamo finnico.. ei, ti sei accorta che stai parlando finnico?
A: Come? davvero? acc è l' abitudine...
P: meglio...allora, tu adesso vai a casa, ti cambi, che stasera uscinamo. Ok?
a: ok....

Incasa, Aurora si fece una doccia, poi si vestì in amniera più curata del solito: quella era la loro serata, la serata del ritorno, e doveva festeggiare. si mise una gonna di jeans al ginocchio a pieghe, calze a rete (lo stile era sempre quello!), scarponcini, una maglia dolcevita nera, una giacca e il cappotto. proiprio quando ebbe finito, il prof suonò il campanello.

Aurora aprì la porta e si trovò davanti il prof, vestito di tutto punto, finalmente senza giacche giallo senape o pantaloni verde pisello. la abbracciò.
P: ciao1 come va' sentito il profumo dell' Italia?
A: Certo! dove mi porta?
P: ma al flamingo, ovvio! La pizzeria + buona del paese!
I due si avviarono, chiacchierando del + e del meno.
P:stai bene così...
A: Scusi, che di solito faccio schifo?
P: No, certo che no... solo che stasera... meglio...
A: grazie mille... poi passiamo a salutare anche gliu altri della scuola musicale?
P: Non stasera... ma saranno felici di vederti domani!
A: ma non è che pino sarà arrabbiato?
P. no , tranquilla...
I due si presero una pizza e poi uscirono a farsi un giro.
P: Allora che mi dici? Com' è la Finlandia?
A: Bellissima!
P: a scuola ti trovi bene?
A: Sì, proprio... poi l' altra sera abbiamo suonato uno spettacolo per Natale... si comincia così...
P: Bene... com' è stare sotto i riflettori?
A: bello... sarà che non ci sono abituata, però temo di essere diventata un peperone!
P: non ti farebbe male...
A. prof, vuole....guardi che...
P: Che cosa?
Lui la guardò furbo senza intenzione di demordere.
A: Senta... se continua può dire addio alla sua virilità!
P: Ehi da dove esce questa minaccia? Eh'
A: da me? Dalla mia mente perversa...
P: Mi sa che ... oh vabbè sto zitto...
A. bravo. Ecco mi sa che è il primo prof che si fa zittire da una studentessa! che record!
P. Se ben ricordo, anche io ho un record su di te... sono l' unico che ti ha vista.,...
A: Prof, ci tiene o preferisce restare impotente?
P. Ci tengo.
Lei rise e lui si indispettì ancora di +, ma notò che quel ricordo l' aveva fatta diventare rossa e insistette a punzecchiarla. Lei si ostinò a non voler cedere , era fatta così.
P: eh non fare la finta tonta...
A: prof io l' ho avvisato non si lamenti!
E detto questo, data la sua scarsa altezza in confronto al prof, ne approfittò e gli sferrò una gomitata nelle.. ehm.. negli attributi sferici! Quello colto di sorpresa si piegò in due e si lamentò a lungo.
A: Ci crede adesso?
P: ve bene, ci credo... non lo accenno + giuro!
Lei lo aiutò a rialzarsi con un sorriso e i due tornarono amici come prima.

Il giorno dopo
Aurora si presentò alla scuola musicale e non fece in tempo a dire né a né b che venne sommersa dagli abbracci dei prof. Pino arrivò per ultimo e la abbracciò a lungo.
P: Mi sei mancata...
A. Io...non sono qui per restare... mi spiace...
P: Lo so... non è colpa tua...
Lei gli passò la mano sulla guancia e tutti festeggiarono, poi suonarono qualcosa e fecero una gara di barzellette, ma a un certo punto non potevano + continuare perchè ridevano tutti come matti e non c'era verso di zittirli. Aurora fu triste quando dovette tornare in Finlandia: le piaceva ma le sarebbero mancati tutti loro.

Finlandia
La giovane suonava veloce interrompendosi sempre perchè non riusciva mai a trovare una nota. D' un tratto entrò mika.
M: Ciao, come va? Suoni? hai composto?
A: io... sì, ma non mi viene questa nota... acc
MIka: vediamo...
Il preside prese il violoncello dalles ue lunghe e sottili mani, e provò a strimpellare qualcosa.
M: Tu che idea avevi?
A: ma, volevo finire con una nota cupa, secca, finire così, sul colpo...
M. senti Aurora, quante ne hai scritte?
A: Di composizioni?
A: Ehm, contando quelle delle medie... una ventina o poco più.
M: senti, perchè non ti presenti in un bar e suoni?
A: Ma lei aveva detto che dovevo aver fatto un anno di scuola per..
M: non voglio sentir ragioni... un anno è lo standard per chi ha un livello basso, ma tu hai un livello di almeno 2 anni di +...
A. beh quand' è così...mi vedo costretta ad accettare... ed è un obbligo piacevole.
I due si accordarono e quando Aurora andò a dormire, era elettrizzatissima. avrebbe cominciato, una volta a settimana, a suonare in un qualche bar la sera! non stava + nella pelle.


Lauri era appena tornato dalle prove col suo gruppo. Avevano suonato in un bar, ed era parecchio stanco. Era felice: era un periodo che gli piuaceva proprio, la scuola andava decentemente e il gruppo bene. Non aveva troppi problemi. Se solo.. se solo...
Lauri si cideva se avrebbe mai visto quella ragazza con cui si era scontrato qualche tempo prima. E poi la voce! aveva la voce melodiosa e gentile del sogno! Non ci credeva..
L: sì, Ma lei adesso chissà dov' è...
L' aveva soprannominata la sua enkeli uneksiasta, ovvero il suo angelo del sogno. Moriva dalla voglia di rivedere quegli occhi verdi brillanti, era già stato con altre ragazze, ma lei.. non sapeva spiegarselo. era speciale, aveva sempre un velo di tristezza in fondo a quegli occhi allegri. "Ma tanto non c' è verso... meglio che mi calmi" pensò.
E oinvece non si calmò. le pensava, come non aveva mai pensato a nessuno. Ricordava tutto di lei, e invece riusciva a stento a ricordare la via dove l' aveva incintrata. e che tutto... gli era sembrato tutto così sfuocato.
Come nel mettere a fuoco un immagine, come quando ci si concentra solo su quella, e ogni altra cosa perde la sua importanza. Era come se lei fosse il sole al tramonto, e tutto tutto il mare, si rispecchiasse in lei.

Aurora era elettrizzatissima. le tremavano le mani, si chiedeva come avrebbe fatto a suonare in quelle condizioni. credette di svenire quando sentì gli sguardi di tutto il locale su di lei. Lentamente si sedette, appogiò il violoncello davanti a sè e salutò timidamente gli avventori. Poi attaccò. e ciò che avvenne dopo non lo seppe descrivere, l' archetto scivolava tra le sue mani con disinvoltura, quasi fosse una creatura dotata di vita propria. Le note che scaturivano erano pulite e vibranti, cupe a tratti, a volte più limpide. Non sapeva esattemente come facesse, solo che le veniva, e sentì il nervosismo scivolarle via di dosse, tranquillamente, mentre lei riacquistava lo sguardo freddo di chi ha sofferto e vive in un mondo a parte.

Quando finì le parve troppo presto. Aveva suonato appena 5 pezzi, ed i suoi 20 minuti erano già passati.

Aurora era elettrizzatissima. le tremavano le mani, si chiedeva come avrebbe fatto a suonare in quelle condizioni. credette di svenire quando sentì gli sguardi di tutto il locale su di lei. Lentamente si sedette, appogiò il violoncello davnti a sè e salutò timidamente gli avventori. Poi attaccò. e ciò che avvenne dopo non lo seppe descrivere, l' archetto scivolava tra le sue mani con disinvoltura, quasi fosse una creatura dotata di vita propria. Le note che scaturivano erano pulite e vibranti, cupe a tratti, a volte più limpide. Non sapeva esattemente come facesse, solo che le veniva, e sentì il nervosismo scivolarle via di dosse, tranquillamente, mentre lei riacquistava lo sguardo freddo di chi ha sofferto e vive in un mondo a parte.

Quando finì le parve troppo presto. Aveva suonato appena 5 pezzi, ed i suoi 20 minuti erano già passati.

Avrebbe dovuto ora lasciare il posto a tre ragazzi. Altri violoncellisti. lei rimase a guardarli e rimase affascinata. La loro musica era ... speciale1 erano aiutati da un gruppetto metal, tutt molto bravi, Aurora non aveva mai udito musica + bella di questa!

Alla fine dell' esobizione chiese al barista se poteva complimentarsi con loro, ma lui la precedette.

Bar. signorina maestrale questi 3 ragazzi sono ansiosi di fare la sua conoscenza!

Lei imbarazzata si diresse verso il camerino.

totoc...

r: Avanti...

A: Ehmm... buona sera, volevo complimentarmi per i vostri pezzi che sono davvero...

Ragazzo: oh ma è lei! stavamo x chiedere di lei... è stata molto brava, come si chiama?

Rag.: dai Eicca, diamoci del tu, siamo ragazzi, no?

A: ehm ,a bene... io sono Aurora... Aurora Maestrale... piacere di conoscervi.

- Eicca. Eicca Toppinen

- Perttu. Perttu Kilivaakso.

- e io sono Paavo Lotjonen...

E: Hai suonato molto bene, sai?

A: io... grazie, ma voi senza dubbio... avete molta + esperienza di me e si vede!

Perttu: Quanti anni hai?

A: ne farò 15 a febbraio.

Eicca sembrava dispiaciuto.

Paavo. Davvero? io ne ho 20... (nn so se gli anni sono veri, ho fatto le cose 1 po' approssimativamente, scusate!)

E: Anch' io... 20

P: 20 pure io... dove studi?

A: Alla Sibelius academy.

E: Davvero? E un ottima scuola! Noi l' abbiamo finita l' anno scorso! Poi ci sarebbe l' università musicale lì... ma non ci andava. Ci siamo buttati a capofitto nel lavoro!

A: Avete fatto bene, siete bravissimi!

P: abbiamo una band sai? Stiamo cercando qualcuno per la casa discografica!

Paavo: Viorresti venire a sentirci?

A: Oh... volentieri.

Perttu: i pezzi li hai composti tu?

A. sì...

E: però brava!

Così i 4 si accordarono di vedersi il giorno dopo che era sabato, quindi il pomeriggio era libero.

Più tardi

Perttu: eicca cos' hai?

Paavo. sì sei strano.., che c' è amico?

Eicca: 14 anni... così piccola... accidenti...

Perttu: Ehi che c' è?

Eicca. C' è che non ci credo, avrei dovuto accorgermene che era piccola, non dovevo vederla, adesso come faccio!

Paavo: Mi sa tanto che....

Perrtu: Il nostro Eicca...

P & P: Si è innamorato!

E: Sì, va bene, e allora?

Perttu: Eicca, cercane un' altra... lei non va bene, è troppo piccola...

Paavo: è una piccina innocente!

Eicca: Come faccio?Acc, domani ci vediamo, devo trovarmi una maglia decente...

Paavo: eicca, senti lascia perdere...

Perttu: eicca, lo sappiamo, è carina ce ne siamo accorti, ma... è troppo giovane...

Paavo: insomma 6 anni di differenza non sono tanti, però in questo caso sì! Voglio dire, tu sei un adulto, d' accordo, sei molto giovane, però... hai 20 anni, lei ne ha solo 14, è una ragazzina... non potete!

Eicca: e io come faccio?

Perttu: Cosa?

Eicca: a dirle che so innamorato!

Paavo: lascialo intendere. Senti, eicca, lei è una piccina innocente, non disturbarla... se proprio vuoi, lasciaglielo intendere, ma non dirglielo che sennò lei ci resta turbata.

Eicca si allontanò a casa triste. Erano passati 2 anni dall' ulktima volta che era stato con una ragazza, non glimpareva giusto!

Il giorno dopo.

A: Certo che siete proprio bravi!

I 3 la pregarono di far sentir loro qualcosa, e lei li accontentò. Lasciò che le mani corressero libere tra le corde, lasciò che la melodia cupa esprimesse la sua solitudine, lasciò che i capelli scuri ondeggiassero nel vento, non si preoccupò più di niente.

I 4 si complimentarono, poi eicca si appartò con lei.

E: Senti...

A: dimmi...

E: metti caso che ti piaccia un ragazzo...

A: Sì?

E: Però è più grande o piccolo, comunque avete una grande differnza di età, cosa fai?

A. Lo lascio perdere.

E: ma staresti male!

A: Nella vita non si sta sempre bene.

E: E i tuoi genitori cosa direbbero? vedendoti star male? A me pare ingiusto! A me.. piace una + giovane e nn so come dirglielo... non è giusto! Credo di essere uno dei + sfortun..

A: Non lo sei... e i miei genitori nn direbbero niente. Sono morti.

Eicca arrossì. Non voleva toccare quell' argomento, e lei si era dimostrata molto + matura.

E: Mi spiace... quando?

A: Avevo 9 anni. In un incidente d' auto.

E: Scusa io... dev' essere stato terribile.

A: Sì.

Ora restava ferma, immobile. Chiuse gli occhi: sentiva le lacrime bruciare tra le ciglia. Era tutto così difficile: i suoi erano morti, i compagni che l' avevan trattata male, il tutore lontano, solo 1 amica, studi intensi. Aurora usava quella scusa x non affrontare l' argomento, ma sentirselo riiportare a galla così... Sentì qualcosa.

Eicca le stava timidamente accarezzando una guancia, tergendo via una lacrima maledetta. Lo guardò. Guardò i suoi occhi azzurri come il ghiaccio spiccare tra i lunghi capelli biondi. Eicca continuò ad accarezzarle la guancia, leggero come un uccellino, e lei chiuse gli occhi. non capiva + nulla. Poi prese la mano di eicca e la spostò, passandosi una mano sul viso bollente.

A: Grazie... vabbè, mi sa che è meglio che vada...

Eicca le posò una mano sulla fronte.

E: ma hai la febbre? Sei caldissima!

Lei verificò e si rese conto da dove veniva quel mal di testa. Li salutò. Eicca le offrì un passaggio, ma lei rifiutò. Non capiva bene... ma nn voleva che solo x quei tre secondi di prima, eicca pensasse di... Non voleva e basta. salì in camera, si prese un' aspirina e filò a dormire. la febbre la stancava tantissimo, non sapeva bene perchè. e comunque, decise che un po' di tregua dalla scuola non le avrebbe fatto male!

Aurora era guarita, ed era meglio così, perchè aveva una serata e non voleva perdersela, tanto + che la pagavano, sicchè...
più tardi....
Lauri stava risistemndo le sue cose nel camerino.
P: Non vienI?
E: Dai sbrigati!
A: lau ci sei?
L: andate vi raggiungo dopo...
Finì di sistemare le cose e uscì di corsa.
BANG!
Si scontrò di botto con una giovane ragazza che camminava tranquilla con una grossa custodia im mano. Entrambi finirono distesi, Lauri si rialzò e le porse la mano.
L: Scusa, non ti ho vista.... stai bene?
A: Io, sì... oh....
I due si fissarono paralizzati. no, non era possibile. No, non ci volevano credere.
L: Ma tu sei...
A: Lauri?
L: Un momento... cioè sì, sono Lauri ma tu...
Lauri la osservò, fissandola negli occhi verdi, attraverso i capelli ribelli.
L: Un momento... Aurora?
A: Sì...
non riusciva a crederci, come poteva essersi ricordato di lei? Si chinò e raccolse gli spartiti, ficcandoli nella custodia.
L: Io... che ci fai qui?
A: Suono, non si vede?
Cercò di rimanere impassibile, fredda, di non arrossire. Inutile, perchè si sentì avvampare.
A: sì, suono il violoncello, e stò qui una sera a settimana, perchè? hai suonato anche tu?
L: Vado adesso...
A: nn tiu voglio rubar tempo... se devi vai, eh?
L: No, aspetta ti aiuto...
Lauri si chinò e la aiutò a raccogliere spartiti, ma se ci fu una cosa che lei non gli permise di fare fu di toccare il violoncello. Ci teneva tantissimo, non voleva che si rovinasse.
A: beh... grazie. che dire, scusa, e poi.. sì beh io devo andare!
stava già correndo via, imbarazzata, che lui la fermò tirandole un braccio.
L: aspetta! io.. pensavo, ti va di uscire domani? esco coi miei amici, non sarà un problema fare amicizia con loro.
A: ma se sei impegnato...
L: no, dai vieni!
A: io, ok..
L: d' accordo. scusa eh? non è che si è rovinato il violoncello?
A: No, tutto ok. Allora ci vediamo...
L: ciao!
Lauri raggiunse i suoi amici al 7 cielo. non ci credeva, gli sembrava un sogno, l' aveva ritrovata! E sarebbe pure uscito con lei. Era felice e lo si vedeva benissimo, tanto che tutto il nervosismo che lo assaliva prima di esibirsi si dileguò e sul palco con gli amici, non potè fare a meno di spaccare!

Aurora si buttò sul letto. No. Non era semplicemente possibile. Si riguardò quel momento mille volte, ormai lo sapeva a memoria. Non ci credeva che Lauri l' avesse invitata.
A: Avrà preso un abbaglio, non è possibile!
Poi però decise che era meglio calmarsi un po' e di pensare in positivo.
A. beh, se ha preso un abbaglio, ne prenderà un atro domani!
spense la luce e già si prefigurava l' incontro di domani. Un INCONTRO, non uno SCONTRO.

Il giorno dopo erano entrambi agitatissimi. Aurora chiamò la sua amica Kaari, visto che aveva + esperienza di lei, per qualche consiglio.
K: Allora, secondo me dovresti metterti i pantaloni di pelle nera, sai quelli più stretti sopra e larghi sotto. Non stringono troppo, e non evidenziano eccessivamente.
A: sì ok, con quelli mi sento a mio agio, ok aggiudicato.
K: Poi la maglia nera ...
A. io pensavo a quella nera col teschio stilizzato argentato...
K: mmm sì, ok. scarpe beh le solite converse....
A. Giacca ci penso io...
Le due si salutarono e lei dopo essersi fatta la doccia si infilò i pantaloni di pell, che effettivamente le stavano molto bene. infatti riuscivano a valorizzare le poche curve che aveva, invece che nasconderle. Si infilò la maglia a maniche lunghe già decisa e un giubbino nero. Come trucco usò un po' di amtita e ombretto grigio e un po' di fard, giusto per non essere un morto. Et voilà, era pronta. uscì di casa e corse al bar dove si erano messi d' accordo.

Lauri, dopo essersi fatto la doccia, corse in camera. Tirò fuori un paio di pantaloni neri e una maglietta grigia. Poi decise per una camicia bianca. Ea confuso. Si sparò i capelli come al solito e corse all' appuntamento.

L. ciao1
A: ciao, come va?
L: bene... pauli ed eero però nn ci sono, nn stanno bene...
A: DavverO' mi spiace fagli gli auguri di guarigione da parte mia!
lauri le sorrise e presero a camminare, verso la casa di Aki.
A. Dunque Aki abita qui?
L: sì, e se nn scende...AKI SPICCIATI! DAI CHE ABBIAMO UN ' OSPITE!
Aki: eccomi... ehi ma chi è questa bella ragazza?
Lauri lo incenerì con lo sguardo.
A: io... mi chiamo Aurora, ho 14 anni, quasi 15, e studio alla sibelius...
L: sì e ora è meglio se andiamo...
I 3 continuarono a chiacchierare fino al bar.
L: senti Aurora, ma tu non sei di helsinki, vero? da dove vieni? Espoo?
A. Dimmi cosa ti fa pensare che venga da espoo, nn ha il mio accento!
Aurora: No, io non sono finlandese. Vengo dal norditalia.
L: davvero?
Aki: ma dai sul serio? non me n' ero accorto1
L: già il tuo finnico è eccellente per un italiana!
A: Oh... ma... sì beh lo parlo sin da piccola... c' è il mio amico professore di musica che ha origini finlandesi e...
la conversazione continuò così, parlando del prof, della scuola, e della musica. alla fine, anche quella bellissima serata finì. Aki andò a casa, lauri e Aurora invece si fecero una passeggiata sul lungomare.
L: é da molto che sei qui?
A: da giugno...
L: ah... ti piace helsinki?
A: sì, molto. E tu sei mai stato in italia?
L: no, mai. è bella?
A. Beh... ha le sue parti belle e le sue parti brutte..
L: capisco. Ti piace questo posto?
nel frattempo erano scesi in spiaggia, e stavano seduti su delle sedie buttate lì alla meno peggio. Lauri la osservava: era bellissima, piccola ed esile, il visino aguzzo, gli occhi verde brillante e i capelli scuri sistemati con appena un po' di gel.
A: sì... è bellissimo.
L: è uno dei mie posti preferiti.
a: a me piace..
L: Non mi dispiace condividerlo con qualcuno.
La guardò negli occhi. lei lo osservò: non troppo alto, i capelli biondo platino, gli occhi verde chiaro... sotto la camicia si nascondeva un corpo ben formato, e lei cercò di evitare di fissarlo come potè.
Lui le passò una mano fra i capelli.
A. dai che me li scompigli tutti!
L. eh, lo so, per questo!
a. piantala!
Continuarono a scherzare un po, poi lui la accompagnò a casa.
A. beh, io...
si torceva nervosamente una ciocca.
L. sì insomma...
A. è stato bello. ora scusami devo andare....
L. ok... ci vediamo eh' Questo è il mio numero.
A. ciao...

aurora era distesa sul letto. "Ho fatto la + grande cazzata della mia vita. lui è lì tutto romantico e io : beh scusami devo andare. ma si può?" . pensava. Era convinta che sarebbe stato meglio dirgli qualcos' altro. invece no. L' aveva liquidato così. Si sarebbe volentieri impiccata. E che... si sentiva il cuore che batteva all' impazzata. Era stato bello, certo, ma... non ci credeva. non riusciva a calmarsi. si mise a dormire. mentre abbracciava il cuscino pensò. "e sarà meglio che mi calmi la prox volta, perchè sennò perdo l' unica chance che ho!" si rigirò tra le coperte e si addormentò.

Aurora scrisse al prof. Era entusiasta di tutto, dell' appuntamento andato bene, di tutto. Si era scusata con Lauri: "Nn ti preoccupare" le aveva detto lui...squillò di nuovo il telefono.
A: pronto?
L: Ciao...
rientire quella vice le diede + brividoi del vento finlandese.
L: come va?
A: Bene...
L:Senti... ti va di venire a un picnic domenica prox? Organizziamo coi rasmus... se sei libera...
A: io? Certo è il mio compleanno!
L: davvero? Bene... allora ti apetto.

Il prof aveva appena letto la lettera di Aurora. Si teneva la testa fra le mani.
P: No... nn è possibile... dovrei essere contento per lei... ma lei nn sarà più la mia Aurora! Non esisteranno + i nostri pomeriggi a suonare,mangiarci i biscotti e stè cose qui... nn esisteranno! ha incontrato u ragazzo.... e lei....
La chiamò. lei sentì una punta di freddezza nel tono e si mise sulla difensiva.
A. s', sn uscita con un ragazzo, e il suo amico, sn simpaticissimi, ce c' è di male?
P: Niente...
A: prof me ne accorgo... su tiri fuori tutto... cm facciamo sempre.
P: no... nn sarà + cm prima...
A: prof, nn esageri! Nn è il mio ragazzo, e anche se lo fosse, nn è la fine del mondo!
P: Però... insomma io mi ero affezionato...
A: prof senta nn mi metta i bastoni fra le ruote...
P. no, nn... è solo che è difficile da digerire!
A: senta se a me questo piace ci esco e se nn mi piace nn ci esco. punto.
Lei lo salutò freddamente e riattaccò.

Domenica
L: ragazzi dai che oggi è un giorno speciale! e il compleanno della nostra Aurora!
J. davvero quanti?
A: 15...
L: bene allora sai che si fa ora?
a: ehmm cosa?
E: si tirano le orecchie!
E si buttò a tirarle 15 volte le orecchie. Finita la tortura cinese, lei si massaggiò le orecchie indolenzita e lauri addirittura le morse un orecchio.
A: ahi ma tu sei pazzo!
L. lo so...
P: Guarda che Lauri ci prova con tutte, è un dongiovanni!
A: già, tutte lui se le prende!
L: invidioso, eh'
J. al posto suo lo sarei!
A. ma dai davvero?
L: sì, tu no'
A: figuriamoci.... nn mi guardano neanche....
E: ma dai davvero? Strano!
L: una piccola carina cm te?
lei arrossì, visto che n era abituata a sentirsi fare i complimenti, soprattutto da un tipo cm Lauri.
proprio in quel momento arrivò Pauli con la torta.
P. ecco qui buon compleanno!
Lei rise, ma si beccò una spruzzata d' acqua giusto sulla felpa. Si guardò in giro cercando con gli occhi il colpevole.
A: Chi è stato il pazzo?
Chi è stato?
Vide eero che ridacchiava cercando di nn darlo a vedere.
a: eero piccolo pestifero!
Gli su buttò addosso cercando vendetta, a aki si aggregò. Gli altri fecero un po' i cretini poi però tornarono a casa visto che faceva freddo. lauri la riaccompagnò a casa.
Aurora fu scossa da un tremito. Era fradicia dalla bottiglietta di eero e faceva freddo.
L: hai freddo?
A: un po'...
L: Aspetta... ti do la giacca...
A. ma...
L. niente storie.... su togliti la tua che è fradicia...
A: Ok...
lauri si sfilò la giacca e la avvolse al calduccio. lei appallottolò la felpa e se la tenne sottobraccio.
L: Beh siamo arrivati... me la porti domani, ok?
A: ok... grazie di tutto.... è stato bellissimo...
L: niente....

poco dopo.
Aurora sedeva nella biblioteca.
E: aurora!
Sobbalzò.
A: eicca ! ciao cm va?
lo osservò. una figura alta dal lunghi capelli dorati e gli occhi di ghiaccio.
E: bene... e a te?
a: Ok... mi cercavi o sbaglio?
E: nn sbagli... senti, io volevo scusarmi per l' altra sera....
A. ma dai!
E: senti... è stata una cosa troppo avventata... io ho 20 e tu 14...
A: !5 compiuti oggi.
E. davvero? Auguri!
Le baciò una guancia ma si scostò subito, temendo che la situazione potesse degenerare.
E. beh, cmq abbiamo una differenza troppo grande... nn va bene, nn sta bene... scusa se ti ho turbato.
A: ma no figurati...
i due rimasero lì a parlare de + e del meno, cm al solito. poi eicca se ne andò, dopo averla salutata.

Kaari: allora, me lo dici che hai combinato ieri?
Aurora. Sn uscita con Lauri e i suoi amici,... sai aki, eero janne, pauli.... simpatici.
K. sì beh e poi'
a: e poi cosa scusa eh?
K. ma lauri nn ti ha riaccompagnato a casa?
A: ma sì, ma cosa volevi?
K: Beh un bacio te l' avrà dato? nO
A: Sì, nei miei sogni! Col cavolo! siamo alla seconda uscita e già il bacio' oh ma che fantasie che hai, ragazza!
K. ma io lauri lo facevo + spigliato....
A: invece è un timidone.. uffa ma quanto sei oca giuliva oggi eh? Mi sembri Heidi... quell' oca di 2 d!
K: oh, adesso nn offendiamo, eh? beh allora, lo rivedi?
A: Sì, oggi gli devo dire una cosa...
K: Cosa?
A: affari miei... ehehehehe!
E scappò via di corsa. sgattaiolò nel suo sgabuzzino-stanza e mangiò qulacosa di veloce, poi uscì si diresse da Lauri.
dlin dlon....
ad aprire venne una signora sulla quarantina, rotonda e dal viso amichevole.
- ciao cara, cercavi qualcosa?
A: Ehmm, sì, dovevo vedere Lauri...
L: io mi chiamo Liisa, sono sua mamma ... lauri è di sopra... prego, vieni...
Lei la ringraziò e salì le scale...
- di là, cara...
Aurora bussò.
L:sì, chi è?
A: Sono aurora... ti ho portato la felpa...
Lauri le venne incontro. Stava suonando qualcosa, cercava di strimpellare, ma lasciò tutto.
L: ciao, come va?
A: bene.... e tu?
L: ok... ti ha aperto mia madre?
A: sì, perchè?
L: niente... dai che stavo suonando xò...
A: eddai suonami qualcosa....
L: ma... non so se.... beh fa niente...sai suonare la chitarra?
A: e come no1 me l' ha insegnato il prof...
la ragazza si sedette accanto a lui e strimpellò qualcosa, ma niente di che. non era in vena di comporre...
I due parlarono del + e del meno per un po'.
liisa. Dai lauri, Aurora scendete... venite a fare merenda, lauri l' hai fatta accomodare?
L: arriviamo mamma... ma che rottura, la tua fa mai così?
A: ehm.... la mia...
Voleva evitare quell' argomento. non voleva essere compatita troppo, così cercava di evitarlo alla meno peggio.
L: Aurora' Che c' è nn stai bene?
A. Sto... bene....
L: Perchè nn mi rispondi?
Lei lo guardò infastidita. Possibile che nn fosse capace di farsi gli affari suoi? Lo fissò, fredda e d' un tratto impassibile. Lauri non l' aveva mai vista così.
L. Ho toccato qualche tasto dolente?
A: non ti rispondo xchè nn c' è molto da dire... i miei genitori sono morti...
L: ah... mi dispiace... davvero, non volevo essere scortese.
A: Non... fa niente... vabbè andiamo, eh?
Lauri acconsentì, saltò giù dal letto e la condusse giù x le scale.
Liisa: Tesori miei, dai che vi ho preparato i biscotti... Aurora tu lo metterai un po' in riga sto ragazzaccio?
e così dicendo gli torse un orecchio.
Liisa: perchè mi fa venir sempre i capelli bianchi!
A: Eh dai lauri potresti essere + clemente...
L: pure tu ti ci metti'
Aurora continuò a scherzare con lui, poi però dovette andare.


I mesi trascorrevano felici, e l' amicizia tra lauri e aurora si rafforzava sempre di +... ma arrivò l' estate.
L: mi chiami quando sei arrivata?
A: D' accordo.... io vado, eh?
L: Buon viaggio!
le diede un bacino sulla guancia e la salutò.

2 h dopo....
Il prof cercava Aurora, un poì dubbioso. doveva assolutamente avere la conferma che nessun ragazzaccio si fosse portato via la sua piccola. D' un tratto la vide. + alta, i capelli corti x una volta erano lisci, appena messi in piega.
P: Aurora!
a. Prof! ciao!
P: dimmi, come va?
A: bene... ehi guardi che non mi ha aggredito nessuno... e quel ragazzo è proprio simpatico...
P. Quel tizio...
A_: prof nn se la prenda.... innanzitutto nn è il mio ragazzo, ma poi anche... nn siamo mica sposati...
Il prof nn sembrava convinto, allora Aurora lo prese per un braccio e gli si appoggiò con un visino dolce.
A: dai prof... nn faccia così...
Lui la guardò negli occhi, alla fine si convinse e le diede un bacino sulla fronte.
P: vada....

L' estate trascorse veloce, e infine arrivò pure il 16 compleanno di aurora.

Prof: allora riparti?
A: sì...
P: Peccato... l' estate è finita in un baleno..
A: e che ci poso fare...
P: beh... rivedrai quel ragazzo?
a: lauri? sì, certo...
Il prof parve dispiaciuto. Aurora gli fece gli occhioni dolci cm solo lei sapeva farli, e lo guardò, rimanendo abbracciata.
P: Va bene... piccoletta guarda che se ti fa qualcosa io lo strangolo!
A: Ma prof, guardi che è buono!
P: Non si sa mai...


all' aeroporto di helsinki trovò Lauri ad aspettarla. si salutarono e corsero via.
L: Allora dove la porto signorina?
finse di scherzare...
A: dove? A casa mia ovvio...
Fu così che cautamente arrivarono alla sibelius.
L. ma posso entrare' Non èp che se mi becca il preside mi prendo una condanna x...non so... attentato alla tua virtù o qlc del genere?
A:Vieni, dai!
Poco tempo dopo i due erano seduti a gambe incrociate sul letto e giocavano a scacchi. Aurora gli stava insegnando, am Lauri era un disastro.
A:Ma è impossibile, sei + zuccone del prof!
L: A proposito... vi siete poi chiariti?
A: sì... lui temeva che io non sarei + stata la sua piccola Aurora... chissà cosa pensava.
Lui le sorrise, divertito dalla sua allegra innocenza. Le scompigliò i capelli, lei ovviamente si lamentò e cercò di tirargli una cuscinata ma lui fu + veloce. Finì che caddero entrambi x terra mentre si facevano il solletico, ma si arresero.

Era così che passava la vita di Aurora, tra le lezioni, i compiti, le chiacchierate con Kree e gli scherzi con Lauri. finchè un giorno....

23 febbraio 1997
Si erano trovati tutti nella sala di registrazione nuova di zecca dei the rasmus, a festeggiare i 16 anni di Aurora. Erano stati invitati anche Eicca, Perttu e Paavo, ed eicca aveva vietato gli alcolici, xchè non voleva che la festa degenerasse, visto quanto ci teneva a Aurora. fu il momento dei regali: lauri, aki, janne eero, pauli le regalarono una versione molto rara del loro 1 singolo in assoluto, eicca perttu e Paavo la presero da una parte.
Perttu: Senti...
Paavo: noi ti avevamo parlato del nostro progetto.
E: ebbene, questo è il risultato, ed è x te! Auguri!
le porsero un cd appena finito, fresco di registrazione. Play metal by four cellos.... lei li abbracciò tutti e 3 ringraziandoli per il bellissimo regalo.
E, Perttu, Paavo. da oggi siamo ufficialmente noti cm Apocalyptica!
tutti si scambiarono gli auguri + sinceri e quando la festa finì, fu troppo presto.
L: Vuoi che ti accompagno?
A: ok.. grazie.
Lauri e aurora si fecero una passeggiata come avevano fatto l' anno prima, sul lungomare. Si sedettero su due rocce a contemplare la luna riflessa nel mare increspato da un vento leggero. Lauri le strinse le mani. la guardò negli occhi, era bellissima.
L: io... senti... è da un po' che volevo chiederti una cosa....
A: Dimmi...
L: Se vuoi puoi anche strozzarmi.
A: Preferirei di no....
L: ok... io.... mi concederai l' onore d' essere il tuo ragazzo?
A: ehm...
era molto impacciata. nessuno le aveva mai chiesto nulla. Era sempre stata il brutto anatroccolo.
A: Allora... punto primo. sono una gran rompiscatole.... punto secondo: in campo sentimentale sono un disastro....
L. Vabbè non chiedo la luna.. chiedo l' Aurora! e il punto terzo?
A: va bene...
L: Come?
A: hai capito benissimo: va bene. Sì.
Lauri non credeva alle sue orecchie, gli sembrava si sognare.
Delicatamente le si avvicinò e posò le labbra sulla sua bocca fresca come un petalo di rose. Lei rimase un attimo ferma, non aveva la minima idea di cosa avrebbe dovuto fare. Ma schiuse ugualmente le labbra e lasciò che le lingue giocherellassero tra di loro, gentilmente, dolcemente.
Aurora si era immaginata più volte quel momento. Ma nessuna delle sue fantasticherie si avvicinava a ciò che provava adesso. Non aveva né le parole né il fiato per descrivere ciò che provava. Ma trovò il modo. Solo una parola era adatta a quel momento, a quelle emozioni.
Indescrivibili.

Professore: e quindi, per mezzo di moti convettivi, l' energia solare raggiunge direttamente.... blabla....bla e ribla....

Aurora fissava il professore con occhi vitrei. Era quasi finita l' ora, non vedeva l' ora di uscire da quella stanza soffocante. non riusciva a pensare alla lezione (sinceramente non ci sarei riuscita neanch' io!). Tuti i suoi pensieri volavano alla sera prima, al viso, agli occhi di Lauri, alla sua voce... al bacio. Il suo primo bacio, non riusciva a crederci. Era al settimo cielo: aveva trovato qualcuno che l' amava, qualcuno di fidato. Non sapeva però.... Kaari se ne sarebbe accorta? Era il caso di dirglielo? No, decise lei. Aurora voleva tenere per sè tutto quanto. quelle emozioni le voleva gustare da sola.

Prof: e quindi.... bla bla... studiate da pag 60 a 67 per la prossima volta. Arrivederci

Aurora raccolse il suo zaino grigio, e si stiracchiò. Osservò tutti i suoi compagni. Belli, brutti, simpatici o meno. Kaari. E quell' antipatica di heidi, snob tutta alla moda, etc etc, che camminava col naso tanto per aria da non vedere nessuno che non fosse almeno un metro e ottanta.

A: Cosa che io non sono.

era lì che bisbigliava con le sue amiche, o meglio schiave, e ogni tanto le lanciavano qualche occhiata perfida.

Heidi: mi sa proprio che quella lì non se la fila nessuno... mio dio ma l' avete vista? é uno scheletro, silenziosa, e poi cm si veste.... sempre con quei pantaloni larghi, grigi, neri o verde militare... colori passati di moda secoli fa....

Oona: sì hai ragione..
Heidi:; che poi nn avrà mai un ragazzo...
Lei le ascoltò divertite. Perchè quela volta.... avevano davvero sbagliato!

Aki: ma si può sapere che avete fatto ieri? Site spariti!
Ville: Appunto amico, questa non me la conti giusta!
Lauri: Uff....
V: niente uff! ora mi dici x filo e per segno che hai fatto.
L: Vabbè... siamo usciti e siamo andati a passeggiare sul lungomare.... siamo scesi in spiaggia...
A: Ah... promettente!
V: E lì te la sei fatta, no?

Lauri stava quasi x tirargli un ceffone.

L: ma come osi! No, se lo vuoi sapere, no!
V: Eh ma dai...
A: Non avrai mica fatto cilecca...
L: ma la piantate? sentite lo so io cosa fare con la mia ragazza... e cmq lei nn è cm le altre!
V: beh... devo dire che effettivamente è + intelligente e meno oca...
L: ma nn capisci! Non ci stp x passatempo. Io... le voglio bene!
Aki e Ville si abbracciarono e finsero di darsi un bacetto sulla guancia.
A: ma l' hai sentito che carino!
L: oh ma la piantate!
I due si ricomposero. Ville osservò gli occhi dell' amico. Erano diventati + maturi, in un certo senso.
L: vabbè.. se proprio ci tenete... siamo scesi in spiaggia e ci siamo baciati, tutto qui....
A. Ah... quindi niente?
L: ma it pare niente?

ville e Aki continuarono a prenderlo in giro am Lauri non ci badò più di tanto. Nella sua mente volavano i pensieri, e non riusciva + a farli atterrare.

Aurora si sfiorò i capelli. Era appena stata dalla parrucchiera che le aveva tinto qualche ciocca di nero. Era pronta: aveva lucidato il violoncello, si era messa un po' di matita nera e l' ombretto grigio, quindi, sì, poteva andare. Si diresse al pub dove suonava di solito. Pub particolamente speciale, xchè quella sera veniva Lauri a vederla! Era agitatissima, sicura che avrebbe fatto qualche sbaglio, che avrebbe saltato una corda.... dopotutto Lauri nn l'aveva mai sentita suonare, quindi doveva dare il meglio di sè. Finalmente arrivò. Si infilò nel camerino, ma aveva un bel po' di anticipo. E chi trovò ad attenderla? Lauri!
Le corse incontro. "ma cm è bella stasera, c' ha quei ciuffetti neri, nuovi, sempre sparati, un elastico. La guardo. E bella, non lo posso negare. però è tutta rossa. Acc, forse è nervosa. ma sì, quale forse, è nervosa! Ma è la mia cucciola, indipendentemente da cm suoni." pensò Lauri. la abbracciò, la strinse forte.
L: Moi Aurora! cm stai? ti 6 tinta i capelli?
A: Eh, un pochino sì...
L: aspetta...
La attirò a sè, si sedette e la prese in grembo, facendola sedere sulle sue gambe.
A: Ehi ma che fai?
L: Aspetta... sempre pessimista tu! buona.... sta ferma.
Strinse una ciocchetta nera e castana tra le dita, cominciando a intrecciarla tirandola per bene.
A: Ahi ma fai piano, dannazione! Che diamine fai?
L: Shhh, stai buona... tu pazienza zero, eh?
Le fece una piccola treccina, poi con un unico gesto fluido le sfilò l' elastico...
L: E dai che stai meglio coi capelli sciolti!
e le strinse la treccia. La giovane agitò il capo, facendo danzare i capelli davanti a sè.
A: é bellissima lintu! Grazie!
Lo strinse forte forte e gli diede un bacino. Lui ridacchiò, poi le prese le mani.
L: aurora... nn ti agitare andrà tutto bene... ora vai... buona fortuna!
La baciò dolcemente e la spinse via.
Aurora venne accecata dalle luci bianche, sentì gli applausi . "Speriamo che nn si debbano ricredere!" pensò. Si sedette, salutò con la mano un po' tutti. Impugnò l' archetto e lo fece scorrere fluido sulle corde, le sue dita danzavano sullo strumento. Suonò due pezzi veloci, uno moderato, e poi ci fu il lento, una straziante melodia celtica che esprimeva tutta la solitudine, tutto ciò che aveva provato quando era da sola. Finì con un pezzo + allegro, che indicava cm le cose erano cambiate, cm ora si sentiva + leggera e felice. Felice.... come avrebbe voluto rimanere così per sempre. Era un periodo davvero buono, stava con lauri da un anno, era maggio, tra poco c' erano le vacanze. Il prof aveva preso bene la notizia di Lauri, all' inizio non ne era stato troppo entusiasta, ma aveva imparato a nn guardare i ragazzi cm qualcuno che voleva rubare la sua piccolina...
Uscì felice, con Lauri al suo fianco, che le faceva mille complimenti che la facevano diventare sempre + rossa. Poi vide un annuncio al di fuori del locale dove aveva suonato.

Apocalyptica New Project
Poichè gli Apocalyptica hanno cominciato in 4, saranno sempre in 4. Ma dopo l' abbandono di Antero vorremmo dare qualcosa di nuovo al gruppo. Cerchiamo ragazzi/e disposti a collaborare. Hai tra i 17 e i 24 anni? Sai suonare bene il violoncello? hai già fatto esibizioni in pubblico, suonando a un bar? Riesci bene nello studio, in modo da studiare velocemente in caso di impegni?
Se sei interessato/a, presentati all' ufficiale sala di registrazione Apocalyptica - Play metal by four cellos. Il posto è unico, iscriviti subito per la selezione.
Aurora nn riusciva a crederci. Era ciò che aveva sempre sognato! Ci teneva davvero, e Lauri stesso la spinse ad andare.

Era un periodo molto intenso per Aurora. Studiava molto, per portarsi avanti col programma. se mai, nella + remota delle possibilità, fosse stata presa, era meglio tirarsi avanti. Alla fine terminò di studiare storia e chiamò il prof.
A: Moi prof!
P: Ciao! cm stai?
A:Io tutto bene... senta c' è una cosa di cui vorrei parlarle... è molto importante...
P: Dimmi tutto.
A: Riguarda un lavoro...
P: ragazza, hai 17 anni, nn pensare subito al lavoro!
A: No è che... allora, lei sa che io suono la sera nei bar...
P: e sei anche piuttosto apprezzata, no?
A: Sì... io l' altro giorno ho visto, fuori dal Tavastia, un annuncio.. degli Apocalyptica.
P: Ah, quei violoncellisti bravissimi... che fanno metal?
A: sì.. allora, come lei ben sa, Antero ha lasciato il gruppo. Loro cercavano un sostituto. Qualcuno che, dai 17 ai 24 anni, avesse un buon metodo di studio x non restare indietro con lo studio, che sapesse suonare bene e che avesse un anno e mezzo minimo di esperienza. Io ho 2 anni di esperienza, suono bene, studio molto, quindi pensavo...
P: immagino che tu voglia partecipare alle selezioni.
A: Immagina bene. posso...?
P: ascolta Aurora. Io ti conosco. So che sei una ragazza responsabile e costante, tenace, che non demorde mai. So che non accetteresti di restare indietro con lo studio, xchè ci tieni. Ti chiedo solo una cosa: sei disposta ad ammettere una sconfitta e a ripartire? Che alternative hai?
A: beh... finirei la scuola, poi mi iscriverei all' università. Poi pensavo di, forse... essere consulente musicale, sa... tipo insegnare in una scuola musicale, oppure occuparmi di strumenti in generale.. qualcosa nel settore.
P. bene. Sai, per me era importante che tu avessi un' alternativa. La selezione sarà dura, gli Apo li conosci ma saranno severi...
A:Non ho mai chiesto di essere raccomandata.
P. Lo so. Quindi volevo solo che tu avessi un' alternativa pronta, tutto qua. Che, in caso di sconfitta, sapessi cosa fare.
A: ok... e per il resto...?
P: va bene....
A: Come prego?
P: Mi hai sentito benissimo... ho detto che va bene! che puoi andare!
A: prof... io.,.. grazie GRAZIE! GRAZIE!
P: va bene, prego... ora vai a iscriverti e studia!
Lei lo ringraziò e corse via. Arrivò alla sala di registrazione ( che x comodità abbrevieremo con A.P.M.B.4.C. (Apocalyptica- play metal by 4 cellos) col fiatone. Si avvicinò alla bacheca timorosa, quasi di un incantesimo che sbucasse all' improvviso, di un vento che spazzasse via il suo coraggio. Segnò timorosa il nome, il cognome e il numero di telefono. Oltre all' e- mail. Poi indietreggiò, lentamente, guardando in rispettoso silenzio il foglio dove sarebbe stato deciso il suo futuro.
Lauri stava discutendo con Eero.
L: Secondo te, quante possibilità ha di passare?
L' amico lo guardò negli occhi. Erano seduti al solito muretto dove solevano far danni, ma quel giorno il discorso era diverso. eero non sapeva Aurora era brava, certo, molto brav, ma chissà quanti giovani c' erano. Era brava, molto, però.. non erano certi del grado di preparazione degli altri. Lei studiava da quando aveva 9 anni, ma.. era sufficiente? e chi era più adulto, quanta preparazione aveva?
E: Non lo so, lauri. E brava, non glielo toglie nessuno, ma.. gli altri? hai una vaga idea di quanta gente si presenterà?
Lauri impallidì. non ci aveva pensato, ed era parecchio agitato.
L: caro il mio eero, mi sa che mi devi insegnare a meditare o non arrivo a stasera.
In un battibaleno erano seduti a gambe incrociate, con eero dagli occhi fissi nel vuoto che gli spiegava cosa fare.

Perttu: Ciao! Che ci fai qui?
A. Ah...
Perttu: Ti sei iscritta?
a: sì..
P: eicca ne sarà felicissimo.. scherzavo piccola, non glielo dirò! Ne siamo tutti felici, am terrò la bocca chiusa.
A: per fortuna...
P: Sì, stai tranquilla. Non ti agitare, troppo, ne avrai abbastanza. Il candidati erano al massimo 100, ecco che tolgo il modulo, abbiamo raggiunto il limite. Buona fortuna, piccola. io vado, nn vorrei che la gente ci veda insieme., tu esercitati. Che saremo severi!

Aurora stava provando un altra melodia: ne doveva portare 3 x la selezione: una degli apocalyptica, una dei metallica e una sua. Degli apocalyptica aveva scelto Domination perchè le piaceva molto. Di suo aveva scelto una melodia dall' inizio straziante, che acquistava vigore man mano che veniva suonata. E dei metallica aveva preso Wherever I may Roam. Non riusciva ad essere soddisfatta, voleva dare qualcosa di + alla canzone dei metallica, voleva rievocare la forza dei loro strumenti ma non riusciva ad imprimere tutto ciò che voleva.

Perttu tornò a casa con l' aria di chi la sa lunga. Trovò Paavo ad attenderlo.
Paavo: Che c' è? hai un aria... non so
Perttu. ma niente.
Pa: no, adesso mi dici che hai!
Pe. Fatti gli affari tuoi una volta tanto, paavo!
Pa:M a xchè? C' è un segreto?
Pe: Sì....
Pa: Me lo dici'
Pe. sai tenere un segreto?
Pa. Certo!
Pe. beh... anch' io!
Pa. dai...
Pe. No, ti conosco e so come va a finire... io te lo dico, te lo fai scappare con eicca e va avanti all' infinito. no.
I due si avviarono verso casa, perttu che camminava silenzioso e paavo lì a sfinirlo di domande.

Mika camminava pesantemente su per le scale. sentì una melodia, veloce ed energica, innalzarsi dai sotterranei. Scese goffamente e capì da dove veniva.
M. Ciao Aurora disturbo?
A: No....
M: Che stai componendo?
A: Un brano dei Metallica.
M: Ti vedo impegnata.. cm mai?
A: Ah, partecipo ad un concorso e quindi... devo portare alcuni brani ed è meglio che mi eserciti.
M: capisco. vuoi una mano?
A: No, grazie. Devo comporre da sola, o il mio lavoro non sarà valido.
M: Bene.. buon lavoro...


Il periodo era molto intenso. Una sera lauri era in camera da Aurora e stava ascoltando i suoi lavori.

L: dai, av bene così, ora vai a dormire, sono 3 ore che ti alleni di continuo! va