skeleton leaf

"LIFE 705" by Rou

Questa storia é precedente nel tempo rispetto a “Smash”, ma si puo’ leggere anche per seconda, perché non ci sono riferimenti.

Intro

Suona la campanella… Mi da fastidio. Mai una volta che si possa dormire in santa pace… mi arriva una manata sulla schiena che quasi mi fa andare la colonna vertebrale nello sterno. <<Su con la vita dormiglione!!!!!>> <<Ti ho detto che sono qui per volere di mia madre… è lunedì cazzo…>>. Ieri ho fatto tardi… Diciamo che quella festicciola era veramente fornita di birra. Credo di averne bevute una decina… Senza contare altri alcolici… Avevo fatto una scommessa con un mio amico… Lui accetta sempre. Mikael… Mi alzo e vado in corridoio. Ci sono quelle troiette della I C che mi fissano e bisbigliano tra di loro. Quanti pettegolezzi… Se solo la metà di quello che sanno fossero cose vere… C’è uno che era alla festa ieri sera. Piccolino, carino già… Si è scolato una birra in un sorso. È inglese…Biondino. Ha una voce squillante… Casinista… Metallaro. Anfibi alti fino al ginocchio, col tacco in ferro. Con quelli è dieci centimetri più alto. Sembrerebbe tanto uno che se la tira…Invece è solamente troppo vivace. Ora discute con il suo amico… Alto almeno 1.85… Lui si gira verso di me e sorride. È un sorriso enorme… <<Ciao Lauri…>> Me l’ha detto anche ieri… L’ha fatto con lo stesso tono dolce. Si chiama… Che ne so io? Non mi ha detto niente ieri sera. Se ne stava in braccio al suo amico e canticchiava canzoni che solo lui sa che esistono. L’ho incontrato mentre stava prendendo un bicchiere di tè al limone al tavolo. Mi si è avvicinato e mi ha guardato curioso. Poi ha cominciato a parlare a vanvera, mi sa che era ancora più fuori di me. Piano piano mi sono perso nei suoi occhi verdi e gialli. Tanto non capivo più niente di quello che mi stava intorno… Non so se fosse colpa delle sue parole o del troppo alcool… poi è scomparso e Pauli mi sta dicendo di smetterla di cantare stronzate in finlandese con un canarino in mano. Chissà che fine ha fatto. Lui, non il canarino… Ora mi si avvicina veloce. <<Ciao…>> Ah, i postumi… Rispondo ancora in ritardo. <<Sei venuto anche dopo la sbronza?>> sorrido. Certo che mi tiri fuori la voglia di parlare tu. <<Sì, mia madre, sai… Non vuole che faccio troppe assenze…>> lui si tira indietro i capelli. Gli arrivano almeno quindici centimetri sotto le scapole… Davvero lunghi. <<Ah, ecco… Anche mio padre non vuole. Dice che altrimenti mi abbassano i voti.>> Dev’essere severo suo padre. Il suo amico ci osserva da lontano, non gli toglie gli occhi di dosso un attimo. <<Chi è quello?>> lui si spaventa un attimo. Che tenero… Ora è anche diventato rosso. Come ieri sera… Quando mi si è avvicinato. <<è il mio amico… Vive con me e mio padre…>> Amico… Padre… Ma ha una famiglia di maschi questo qui? <<Ah… Capisco. E tua madre?>> Abbassa la testa. Che cosa nascondi piccolo? Suona di nuovo la campanella. Sempre nei momenti più adatti… <<Devo andare…>> Corre e entra in IF. Ha quattordici anni allora… Però è davvero piccolo. Il suo amico mi guarda male e poi se ne va via. Io me ne torno a fare il mio pisolino al mio posto. La reazione che ha avuto quando gli ho chiesto di sua madre è stata strana… si è spaventato. Chissà come mai… Ha dei segreti? Mi preoccupa… <<…oonte, che di certo Lauri saprà dirmi da chi è stato scolpito…>>Cavolo, chiama me?! <<Ah sì… Atenodoro e… Prassitele e poi Apollo…>> non era la risposta esatta. Eero mi ha calpestato il piede per questo. <<Forse, se stessi più attento, avresti sentito i nomi degli scultori… Ma dimmi… Apollo non era un dio?>> Direi di sì… Però non mi venivano altri nomi. <<Magari faceva anche lo scultore… Come secondo lavoro, sa…>> ahi ahi… Forse era meglio non fare battute idiote, che se ci penso non fa ridere neanche me. <<Vai fuori immediatamente!!!!!!>> Un’altra volta qui…Con il mio caro adorato walkman. Quasi quasi vado a fare un giro… Cammino verso le scale, ma quando passo davanti al bagno sento delle voci. Sembra tanto quella del biondino. Chissà cosa sta succedendo… Apro un pochino la porta e spio. Il suo amico mi volta le spalle e lui gli è davanti. Piccolo, tutto indifeso. <<Credimi… Anche se lui mi volesse, io non mi farei toccare!!!Lo sai… Ti prego ascoltami…>> Che cavolo spara?! Non si farebbe toccare? Oddio… è meglio non pensare male. Forse è più conveniente andarsene… <<Buuh!!!>> <<AAAAAAH!!!!!!!>> Il biondino e l’amico si girano verso la porta. <<Ti sei spaventato?>> Eero… Ma che cavolo!! Uffa… Ora mi hanno beccato. L’amico del biondino esce seguito da lui. <<C…ciao…>> sorrido come uno scemo. Avranno capito che li stavo spiando… Lui ricambia il mio sorriso e poi ritorna in classe, come se niente fosse successo. <<Grazie tante…>> Eero mi osserva curioso. Io entro in bagno e mi lavo la faccia. <<Eh scusa… Sei tu che spii la gente nei bagni… Non ti credevo così maniaco…>> Ma cosa ha capito quel tonto?! <<Stavo sentendo il loro discorso…>> <<Spiandoli dalla porta… Nel bagno.>> <<Non mi interessa spiare i maschi!!!>> Lo sta facendo apposta per farmi arrabbiare, ne sono certo. Però chissà come mai erano qui a parlare dei loro affari durante le lezioni. <<Dicono che il padre del biondo sia pieno di soldi… Abita fuori Helsinky…>> Che cosa me ne frega di suo padre? Comunque ascolto che così imparo un po’ di cose su di lui. <<sinceramente non ho ancora capito il suo cognome… Nemmeno il suo nome. Non lo dice a nessuno. E in più parla solo al suo amico… Quello lì si chiama Kevin…>> Misterioso il piccoletto… <<Bene… Scopriremo qualcosa in più allora… Lo invitiamo da te…>> <<Perché proprio da me?! E poi non siamo detective… Senti, il suo amico non lo molla manco un secondo… Figurati se lo lascia venire da solo…>> a questo non c’avevo pensato. Eero si lava le mani e aspetta una mia risposta. <<Va beh, pace…>> Ridacchia e poi se ne va. Chissà chi è il biondino… Alla fine delle lezioni lo vedo uscire dalla scuola sempre con il suo amico… Gli dice di attendere e viene da me. Sorridente, come sempre. <<Ciao… Venerdì sera c’è una festa da Martin… Uno di III B… Ci vieni?>> Aspetto un po’ a rispondere. Anche perché non mi aspettavo una domanda. E soprattutto dovevo capire chi era Martin… <<Sì… Ci vengo…>> lui mi sorride contento. E poi scappa dal suo amico che lo aspetta in moto. <<Che tipo…Mpf..>>

Funky time!!

È passata una settimana dalla prima volta in cui l’ho visto. Piccolo, biondo e tenero. Oggi mi ritrovo qui, fuori da una villetta vicino al porto per andare ad una festa dove lui mi aspetta. E:<<Bella casa… Martin non è quello coi capelli neri e la faccia da zombie?>> P:<<Esatto Eero… Ma sua sorella è quella di III A… Quella che…>> tappo la bocca a Pauli. Non ho voglia di certi discorsi… Tanto noi non ci facciamo niente lo stesso. Busso alla porta d’entrata e arriva il famoso Martin ad aprire. <<Ciao… è qui la festa no?>> Lui annuisce e mi fa entrare. <<è in giardino…>> Aki si guarda in giro curioso di trovare qualcosa da ingoiare. <<Cibo!!!!>> corre di fuori e assale il banchetto. Io mi guardo in giro, mentre Janne,Pauli ed Eero vanno a salutare la tipa di cui stavano parlando. All’improvviso sento una melodia di pianoforte alle mie spalle e mi giro. È il biondino… Suona tranquillo, mentre un paio di ragazzi lo guardano stregati dal suo aspetto… Si alza in piedi. È completamente vestito di bianco stasera. Direi che sembra quasi un angelo. Esamino bene i dintorni in ricerca di Kevin, ma non lo trovo. Lui viene verso di me quasi correndo. <<Salve signor Lauri… Vedo che è puntuale…>> ride e poi si sistema le maniche della maglietta. È aderente, se finisse per piovere, si scorgerebbe tutto… <<Beh, non mi faccio mica aspettare…>> Lui sorride e prende un fiocco fuori dalla tasca dei pantaloni. Si lega i capelli e poi mi guarda negli occhi. <<Vuoi bere un po’?>> <<Accetto, mi espone la lista dei drink?>è divertente parlare in terza persona. Sorride ancora… <<Direi che con quella patatina, signore, andrebbe bene questo…>> prende in mano una bottiglia di ginger e mi guarda. <<è un ottimo vino proveniente dalle cantine francesi della famiglia Noir che abita a Marsiglia… Lo assaggi signore…>> Prendo in mano il bicchiere di plastica e lo bevo. <<Davvero squisito… Poi il cristallo aumenta la sua qualità… Devo ametterlo…>> lui abbassa la testa… Se la ride di gusto il bimbo. <<Ah, ti sei sporcato di ketchup…>> mi controllo la maglietta e lo vedo. <<Dov’è il ketchup?! Ketchup ketchup ketchup ketchup!!!!!!>> lui mi guarda terrorizzato e poi scoppia a ridere. <<è lì… Mmmpppfff!!! Ti piace per caso?>> <<Certo!! Lo adoro… ketchup… mmmh… J>> Lo prendo e lo metto sopra le patatine fritte. E poi , mi dispiace per gli altri, ma io mangio tutto. Lui mi guarda male, probabilmente non è abituato a certi comportamenti da animale affamato… Sembra uno per bene lui… <<Lauri, tu sei fuori…>> Lo guardo, ma prima di rispondere devo mandare giù quelle dieci patatine che ho in bocca. Lui mi osserva e sorride. <<Anche tu non sei tanto normale… ...?>> chissà come ti chiami,poi… Me lo dici o no? Lo guardo mentre beve un po’ di latte. Ecco perché ha la pelle chiara come la neve…Il latte… <<Ah… Mi chiamo …>> <<Lauri non amoreggiare con le bambine!!!>> Oddio… Ecco Aki che ha finito di divorarsi i panini… E ora non è che si è offeso perché Aki l’ha scambiato per una bimba? <<Ciao…>> Ecco, lui si ferma e lo guarda. Bella reazione… <<Dicevo… Smettila di amoreggiare con le bottiglie…>> Tanto ormai la figuraccia l’ha fatta… <<Lui è Aki… è un mio amico….>> Lui sorride, naturale… Non si è irritato neanche un po’. <<Piacere…>> E il nome come sempre lo nascondi. Cavolo, me lo stavi dicendo!!!! Quel guastafeste di Aki!!! <<Allora sai suonare il piano… Davvero bravo… A me piace la batteria…>> <<Oh anche io l’adoro!! La sto studiando… Voglio imparare a suonare come Joey jordison…>> <<Quello degli Slipknot(I)? Ah sì… è bravo…>> Io mi preoccupo e loro se la raccontano tranquillamente…lui diventa rosso in faccia e si tira indietro delle ciocche di capelli dalle spalle. <<Bene, movimentiamo un po’ la festa, dai…>> è davvero noiosa… <<Pauli!!! Facciamo Ghostbusters!!!>> Il biondino sorride e si siede su una poltroncina. Mi fa l’occhiolino mentre prendo il microfono… Che carino! Aki si siede accanto a lui e continua il discorso di prima… Penso che però lui mi ascolti, tiene il ritmo con il piede destro e ogni tanto sbircia verso di me. Alla fine della canzone si alza e va da Pauli. Gli stringe forte la mano e ride. <<Siete fantastici!!! >> è contento… <<Allora, Lauri…>> prende la chitarra e mi lancia uno sguardo da sfida. <<Prova a cantare con questa…>> Comincia a suonare… Cioè a fare un casino della malora con lo strumento. Però è bravo… Lui sente metal, già. Per questo sa suonare cose così potenti. <<è impossibile cantare con ‘sto fracasso!!!!>> Si blocca e ride. <<Non è fracasso!!! Mpf…>> lascia la chitarra e corre al microfono. <<Raga!!!!!! Vi va di fare casino fino a farci sentire dai pescatori?>> è vivace il ragazzino. E dire che non ha bevuto niente… Oh già… C’è da bere, vado a scolarmi una birra. <<Vieni qui ragazzino…>> Pauli lo prende e lo trascina dietro di sé come un sacco di patate. Arriva vicino al frigo con me e lo lascia andare. <<Aki… Tieni questa!!>> gli lancio una bottiglia e la prende al volo. <<Chiama Janne ed Eero e di loro di smetterla di pomiciare!!!>> Aki ride e va da quei due che stanno semplicemente provando a suonare il pianoforte. Il biondino ora ha il broncio. <<Che c’è?>> bevo un po’ intanto che aspetto che risponda. <<Niente…>> a me invece sembra preoccupato… Sarà perché non puo’ bere niente o il papà lo sgrida… Mi giro un attimo a prendere un'altra bottiglia, visto che quella è già finita. All’improvviso sento un rumore alle mie spalle. Sembrava quello di uno schiaffo. <<Avevi detto che non ci venivi!!! Perché sei scappato di casa, eh?!Allora?! Rispondi, razza di…>> mi volto verso di Kevin. Lui è per terra e si tiene la guancia con la mano. <<Hey… Che cazzo fai?>> Non mi ascolta neanche, lo stronzo… Guarda fisso il piccoletto. <<Non voglio marcire in casa… Ho anche quattordici anni!!!>> Kevin non sembra d’accordo con la sua giustificazione. Lo prende in braccio e se lo porta via. Rimango immobile a guardare i capelli biondi che volano con il vento. Ora che ci penso, fa freddo stasera… <<Che cavolo …?!>> Aki ha assistito come me a quella scenata. <<Mi chiedo perché fa così…>> <<Secondo me c’è sotto qualcosa… Quei due stanno insieme e Kevin è geloso di… Di?>> Io lo guardo e alzo le spalle. <<Del piccoletto senza nome…>> Guardo la macchina nera di Kevin che se ne va. Chissà cosa succederà al ragazzino. Eppure fino a un secondo fa era qui con me e si divertiva da matti… Matti…<<Cazzo mio padre!!!! Devo andare a cena da lui!!!>> Aki mi guarda di traverso e poi alza gli occhi al cielo. J:<<Sono le dieci e mezza passate… Penso abbia già cenato, Lauri…>> E:<<Direi che Janne ha ragione…>> P:<<A-ha… Bravo scemo…>> Io me n’ero completamente dimenticato… Uffa. <<Tanto vale consolarsi con la birra…>> Janne me ne passa una e ne prende una per sé. P:<<andateci piano… Non voglio sentire altre cavolate in inglese…>> Ah, già… Anche domenica cantavo in inglese… E il canarino poi mi è volato via. E poi ora ne bevo ancora un’altra… Dopo basta però.

It’s not fair

Undici di mattina. Ieri ho fatto di nuovo tardi… Uh, dei messaggi in segreteria.<<E dovresti controllarti… Non sei venuto a cena!! A che ora sei tornato?>> Mia mamma. Ecco, ora appena mi vede mi fa la ramanzina per quattro ore filate… Vado in cucina e apro il frigorifero. Prendo il latte e lo bevo a canna dalla bottiglia. Ritorno di là con la brioches in una mano e la bottiglia nell’altra. Guardo ancora il telefono e mi accorgo che c’è ancora un messaggio. <<Lauri… Aiutami…- Che cazzo stai…? Tlack>> Era il biondino… Aiuto?! Che cazzo è successo?! Ora mi fa preoccupare… Cavolo… Non mi ha neanche lasciato il numero di telefono per poterlo richiamare… Ma perché ha telefonato proprio a me? DRIIIIIIIN Alzo la cornetta agitato e rispondo. <<Sì?!>> <<Calmo… Ci vieni al parco oggi pomeriggio o no? Pensevamo di giocare a pallone contro i tipi della terza B… Ti va?>> <<Io te e gli altri, Eero?>> <<Certo! Noi contro loro… Gioca dai!!! Così vinciamo noi!!!>> <<Ma… Okay…>> <<Alle due al parco nord…Ciao…>> <<Ciao…>> Metto giù e bevo il latte. A pensarci bene l’ultima volta che ho giocato, sono caduto come un salame in una buca… E in più ho pestato un formicaio enorme. Va beh, ho segnato anche tre goal… Ma loro hanno vinto 10 a 4… Magari ‘sta volta va meglio… Metto la bottiglia nel lavandino e vado in camera mia. Apro l’armadio… Cioè quello che dovrebbe essere l’armadio, ma è una cosa con dentro una montagna di vestiti. Prendo una maglia nera e dei jeans… Sono di cattivo umore… Ah!!! Il biondino cavolo!!!!! Me n’ero dimenticato! Pedalo verso la zona nord. Vado alla partita e cerco informazioni sul biondino. Qualcuno saprà dove abita, no? Scendo dalla bici e vado dai miei amici. <<Eccolo lì il campione!! Mpf…>> Arrivo davanti a Eero con il fiatone e lo guardo con gli occhi imploranti. <<Dove abita Kevin?>> mi guardano tutti preoccupati. Aki si alza da terra e mi guarda. <<Che cosa è successo?>> <<Il biondino!! Mi ha chiamato… Mi ha chiesto aiuto… Non so cosa sia successo… Kevin poi ha sbattuto giù il telefono e poi basta… Io…>> Janne lascia giù il pallone. <<Abita qui vicino… Nella villazza bianca… vai…>> Riprendo la bici e mi dirigo verso la casa che mi ha detto Janne. La strada per andarci è fiancheggiata da alberi…. Non c’è nessuno… E là in fondo c’è la casa del padre del biondino. Cazzo, chiamala casa… è una reggia, quella… Busso piano e sento delle voci al di là della porta. Viene ad aprirmi un tipo con la faccia da funerale. È davvero losco. <<Sìì?>> Viscido, bleah… <<Cercavo…>> Mi guarda dall’alto in basso, come se avesse davanti una merda. <<cercava il signor Kevin? Oppure il signorino Gabriel?>> Gabriel dev’essere il biondino, già. Ma meglio dire Kevin… <<Voglio vedere Kevin… E Gabriel…>> Mi fa entrare e poi mi dice di attendere in una sala. Qualche minuto dopo ecco che arriva Kevin in vestaglia. <<Ma guarda chi è venuto a trovarci… Lauri, giusto?>> Che antipatico. Se la tira, chi crede di essere questo qui? <<Sì, Lauri… Senti… Gabriel c’è?>> lui sorride e mi guarda ancora. <<è in camera sua… Ma sai, ha l’influenza e non puo scendere…>> <<E suo padre non c’è?>> Ora ha uno sguardo interrogativo, non più da bastardo. <<Non ha un padre. Vive con me e il maggiordomo…>> Ma l’altro giorno mi aveva parlato di suo padre… Perché avrebbe dovuto mentire? <<Ah… Ora capisco… Scusa per la domanda idiota… Allora non puo’ scendere?>> Mi lancia un’occhiata da assassino e poi sorride da perfetto stronzo. <<No… è a letto…>> Mi alzo e gli porgo la mano. <<Alla prossima allora…>> Sorride ancora, come se sapesse fare solo quella faccia. <<Ma perché non resti qui a cena? Per quell’ora la… Lo faccio scendere…>> Mi sembra una specie di trappola ma accetto l’invito.

I will find the way

Ora di cena, Kevin è seduto davanti a me e mi fissa. Poi sento un cigolio provenire dalla mia destra, ed ecco che entra Gabriel. E dire che se non lo conoscessi lo scambierei per una ragazza. Mi chiedo come mai si è anche truccato… Cos’è, un travestito? <<Bene… Possiamo iniziare la cena allora…>> Kevin alza il bicchiere verso di lui. <<Buon appetito, Lauri…>> <<Anche a te, Gabriel…>> Mangia piano… Muove poco la mandibola… Forse gli fa male, ma perché? Mi guarda un secondo e fa cadere il tovagliolo. <<Lo prendo io, tranquillo…>> Lo raccolgo e ci trovo un bigliettino… Gabriel? Lo metto in tasca e prendo il bicchiere con il vino. <<Buono… Davvero ottimo, cos’è?>> Gabriel sorride e si nasconde la bocca con il tovagliolo. <<è un vino proveniente dalla francia… Da una cantina di Marsiglia…>> Non rieso a trattenermi e sputo metà della roba che avevo in bocca nel piatto. Kevin e il maggiordomo mi guardano malissimo. Gabriel invece se la ride come un matto. Kevin si alza e lo prende per i capelli. <<Stai composto a tavola… Ti ho insegnato a essere educato, no?!>> Gabriel stringe gli occhi, ma il suo viso rimane bello… Ma cosa sto qui a pensare al suo viso? <<Kevin, lascialo stare… è colpa mia.>> <<Un cazzo!!! Tu sei un ragazzaccio qualsiasi… Lui no. Lui deve diventare un duca!!!>> Kevin lo fa alzare con forza dalla sedia. Gabriel non fa una piega, neanche una lacrima… <<Emil, manda via quel ragazzino…>> Chi è qui a essere maleducato? Il maggiordomo mi accompagna alla porta e mi sbatte fuori. <<Eh piano…>> chiude la porta, sempre molto “delicatamente” e mi lascia lì. Sento delle urla dalla casa. Urla di Gabriel… apro il biglietto e lo leggo. “Lunedì non credo che lui ci sia… ha detto che ha degli affari da sbrigare a Londra. Mi faccio trovare nell’aula di musica alla prima campanella… Devo parlarti. Ps: scusa, ma mi ha obbligato lui a mettermi quel vestito orribile…” Allora a lunedì, piccolo angelo... Lascio la villa e vado da Aki. Anche io devo parlare con qualcuno… Apre la porta e mi guarda preoccupato. <<Checcè?>> chiudo la porta dietro di me. <<Kevin… Ho saputo che l’altro giorno nel bagno, ha picchiato il biondino…>> si gira e mi guarda. <<Stasera, Aki… davanti a me. Gli ha tirato i capelli e l’ha portato di sopra… Solo perché Gabriel aveva riso… Lo sentivo urlare… E poi… Mi ha dato questo.>> gli passo il biglietto e lo legge attento. Poi alza gli occhi verso di me. <<Chissà perché proprio a te…>> Sinceramente non lo so neanche io. È iniziato tutto quella sera, per una stupida patatina che abbiamo preso contemporaneamente… <<Non ne ho idea.>> lui sorride e si siede sul divano. <<Niente alcool stasera?>> <<Niente alcool… Diciamo che ieri ho esagerato un po’… Non riuscivo neanche a togliere le scarpe… Così sono andato a letto con quelle…>> ride e si sdraia completamente. <<Come al solito, Lauri… Niente di nuovo.>> sorrido e mi slaccio le scarpe. <<Ora ci riesco… Ma siccome poi non so riallacciarle, sto qui a dormire intanto che penso come fare…>> <<Pensare? Mpf…>> gli tiro un cuscino in faccia e lui mi insulta. <<Infame… Codardo!! Mi attacchi alla sprovvista, eh?>> lui me ne lancia un altro e io ripago con lo stesso gesto. Così passiamo almeno mezz’ora finchè un cuscino si strappa e cominciano a volteggiare piume bianche. <<E ora? Mia mamma mi uccide!!!! Sei matto!!! Matto!!!>> si alza e mi salta addosso come una tigre. Ora si passa alla lotta pesante… <<Insomma!!!!! Basta!!! Che cavolo…>> lo butto giù e mi alzo completamente spettinato. <<Come stai bene Liuri!!! Mpf!>> lo guardo arrabbiato. Mai toccare i miei capelli. Direi che passare tutta notte a distruggere la casa di Aki, sia stato divertente. Ma ora, sinceramente, non ho voglia di alzarmi dal divano e sistemare tutto. Sarà anche mezzogiorno, ma io proprio… <<Mia mamma arriva alle due… è stata a Espoo dai miei zii con mio padre… Dobbiamo sistemare il salotto…>> guardo i cuscini che ci sono in terra e la Kola che abbiamo versato sul tavolino. <<Okay… Ti do una mano perché mi fai pena… hai due occhiae da panda.>> mi esamina per un minuto la faccia e poi si alza. <<Parla lui… Hai una faccia di uno che non dorme da mesi.>> Mi alzo anche io e insieme cominciamo a riordinare la stanza. Verso l’una e mezza andiamo a mangiare qualcosa al bar lì vicino. Verso le tre ci salutiamo e ognuno torna a casa sua.

It’s so rough

È lunedì mattina. Ed è anche uno dei pochi lunedì in cui non sono rincoglionito dalla sera prima. Nel cortile della scuola becco Janne che mi viene a parlare della sua serata. <<e poi era completamente fuori! Tanto da mettersi a parlare del divorzio dei suoi in mezzo a tutti!!! Mi sa che ora starà a casa da scuola per la vergogna…>> <<Ci credo… Io ieri sono stato a casa…>> P:<<Nooo!!! Da domani ci saranno quaranta gradi qui a Helsinky!!! Lauri non è uscito!>> E:<<Andrà a farsi prete!!! E non toccherà più alcool!>> Loro si divertono e io cerco di non perdere il controllo per poi prendergli a calci. <<Ah ah ah.>> Mi giro e vedo Gabriel scendere dalla sua macchina. Il maggiordomo lo accompagna fin dentro la scuola e poi torna indietro. Di solito stiamo lì a parlare, cercando di entrare il più tardi possibile. Oggi invece devo vedere Gabriel. <<Scusate, ma devo andare…>> tutti mi guardano. <<Ma stai male?!>> in coro. Chissà perché durante le prove invece non riescono a ceare una melodia intelligente prima di mezz’ora. <<Sì…>> Vado nell’aula di musica, e mentre apro la porta, la campanella suona. <<Ciao…>> Suona il pianoforte. Poi appena mi vede alza la testa e mi sorride. <<Ciao Lauri…>> Chiudo la porta e vado da lui. Deve essersi truccato, ha qualcosa di strano. Che abbia dei lividi? <<Perché mi hai chiamato?>> chiude il pianoforte. Gli tremano le mani, è davvero nervoso. <<è… K-Kevin… Volevo parlarti di lui…>> balbetta un po’. È tenero, ma rimane serio. Si vede che è educato… <<Non gli va affatto che ti parli… è geloso insomma. E ha minacciato di picchiarti… Se non la smetto di starti vicino.>> abbassa la testa e stringe i pugni. <<Ma non ha nessun diritto di farlo…>> lui annuisce, ma non si muove. <<Invece lo ha… Lui… Mi aveva detto che non voleva che stessi con nessun altro ragazzo… E io ho disobbedito. Lui…>> <<Ti picchia?>> stringe la testa fra le mani e appoggia i gomiti alle ginocchia. Suona la seconda campanella.<<N-non solo…>> non capisco… Che altro puo’ fare? La porta si apre. <<Voi due che ci fate qui? Ylonen!>> è il prof di musica. Porto fuori Gabriel e lo accompagno in classe. <<Ora stai calmo… Dopo ne riparliamo… Okay?>> lui annuisce e si siede al banco. Io vado dai ragazzi e guardo Aki. <<Vieni con me…>> mi segue in bagno senza protestare. <<Kevin lo picchia… E… Cosa intende con “Non solo”?>> Aki mi guarda preoccupato. <<Lauri… Mi sa che Kevin violenta Gabriel.>> Il tempo si ferma. Come il mio respiro… Kevin violenta Gabriel? Ma sono due maschi… Non puo’ fargli una cosa simile, non a lui… <<è dura da accettare Lauri, ma è vero… Si vede benissimo da come lo guarda che stanno insieme.>> mi appoggio al lavandino prima di cadere per terra. Non avevo mai pensato che potesse essere così. Esco dal bagno di corsa, ma prima che arrivi alla classe del biondino, Janne mi ferma. <<Non entrare ora… Kevin è nell’atrio.>> Ma perché tutti sanno cosa c’è tra quei due e io no? Perché non muovono neanche un dito? <<Voi tre… Andate subito dalla preside!!! Sono stufo dei vostri stupidi ritardi!!!!!>> Janne mi trascina a forza in presidenza, Aki ci segue di sua spontanea volontà. A:<<Aaah… Che bello, questa volta al prof sono saltati i nervi, eh?>> <<Già…>> non ho voglia di pensare alla ramanzina della preside… entriamo nel suo ufficio e lei ci guarda dall’alto della sua sedia. <<Ma bene… Eccovi qui, dopo ben tre mesi dal nostro ultimo incontro…>> Parla per quaranta minuti senza neanche lasciarci replicare. Direi che l’unica parola che ho sentito è stata l’ultima che ha detto. Sospensione. Usciamo di lì con un avviso in mano e poi ci guardiamo in faccia. J:<<I miei sta volta mi mandano a lavorare.>> Aki sorride, ma si vede che è giù di morale. J:<<Beh, io torno a casa, mi aspetterà con la scopa in mano.>> lo salutiamo e poi abbassiamo entrambi la testa. Aki mi sussurra un ciao e poi esce dalla scuola. Io rimango lì da solo e mi guardo in giro. Ad un tratto Kevin esce dalla classe ed entra in quella di Gabriel. Dopo due minuti sono fuori tutti e due e corrono in bagno. <<Kevin, no!!!>> Gabriel urla, devo aiutarlo? Li seguo e spalanco la porta. <<Mollalo stronzo!!!>> Kevin ha spogliato i pantaloni a Gabriel,cosa devo fare ora? <<Mollalo? Tsk… Vattene fuori ragazzino… Non sono affari che ti riguardano.>> Gabriel mi guarda implorante. Io faccio un passo indietro. Non ho il coraggio di affrontare quell’armadio. Ma poi sento un sussurro di Gabriel. Allora corro e salto addosso a Kevin. Comincio a picchiare a raffica, non so dove colpisco. Non ci faccio caso. Lui mi allontana e mi guarda male, con il sangue che gli cola dal naso. <<Vattene fuori, prima che ti faccia male, ragazzino…>> Chissà se dovrei tenere a freno la lingua in certe situazioni… <<Non ho paura. Scimmione…>> lui dev’essersi arrabbiato a morte. Se ne va sbattendo la porta e lascia me e Gabriel lì dentro. Lui piange e si tira su i pantaloni. <<Mi dispiace che ti abbia coinvolto in questa storia…>> <<Non devi sentirti in colpa… Hai fatto bene.>> mi guarda un attimo. Solo ora mi accorgo del trucco colato e del livido sulla sua guancia destra. Si alza a fatica, trema ancora. <<è… è così…>> <<Violento…>> annuisce. <<Ho paura di notte… Ho paura che arrivi il domani. E lui… Lui in qualche modo…>> lo guardo mentre si sistema i capelli a occhi bassi. <<Alimenta l’orrore…>> <<Sì… Ma io non ce la faccio a lasciarlo… Ho davvero paura che mi uccida… Ha minacciato più volte di farlo.>> lo guardo. È così grave la situazione? Mi alzo da terra anche io e mi avvicino un po’ di più. Tanto da accorgermi che sembra un ragazzino di undici anni. <<Senti… Fossi in te io tornerei in inghilterra. Da solo…>> entrerà nella testa di un bambino così ingenuo che è la soluzione migliore? <<Non posso… Lui…>> gli pendo il braccio, ma lui scappa fuori spaventato. <<Non puoi nascondere per sempre questa cosa…>> Me ne vado anche io. I miei mi aspetteranno per discutere della mia sospensione.

I’m not sorry

È sabato sera… Ho una serata in un pub dalle parti di Mikonkatu. I miei mi hanno detto di lasciare perdere la scuola… Allora io ho risposto con circa venti serate in diversi pub. Mi sdraio sul tavolo del backstage e guardo Janne negli occhi. <<Male…>> J:<<Che cosa?>> <<La testa… E il piede che mi stai pestando…>> lo sposta e ride. J:<<scusa… Mpf! Cosa stai scaribocchiando lì?>> mi ruba il foglio che ho tra le mani e lo legge. J:<<Aaah… Cavolo però. Cos’è, è finito il tempo dei testi coglioni come Postman?>> mi riprendo il foglio e annuisco. <<Voglio farla lenta… Voglio comporre la musica entro domani sera…>> Pauli ed Eero si girano verso di me. Non so cosa voglia dire quel sorrisino sulle loro labbra. Non capisco proprio. E+P: <<Traducila per noi!!!!!>> Li guardo male. Alzo le sopracciglia e poi sorrido. <<è prevenuto il domani, è così comunque… Sta alimentendo l’orrore, è così violento… Non si sta lamentando o lodando, non vale… Sta fingendo che alla mente non importa… Non è un pacifista… Lo saresti?>> mi ascoltano attenti, Pauli ha addirittura chiuso gli occhi. <<Il ritornello è questo. Sta prendendo il tuo tempo, non importa ciò che pensi… è più duro dell’acciaio… Un giorno troveremo il motivo per cui non sono dispiaciuto…>> Pauli sorride. E:<<Vai avanti…>> <<è consapevole dei tuoi pensieri, tu pensi in vano… Partirà una sommossa e libererà il dolore… E tu seguirai gli ordini del tuo re, sotterrerai la risposta a questa cosa… Non è un rimedio…>> Mi volto verso la porta e vedo Aki. A :<<Grande… Per Gabriel, eh?>> J:<<Ma tu da dove spunti?>> Aki sorride e ci guarda. A:<<Se non vi sbrigate la gente si arrabbia.>> ci alziamo e andiamo di là. E così inizia il nosto primo tour. Domenica. Ho invitato Gabriel e Kevin, e ora sono al bancone a bere. Sono nervosissimo, anche se Eero mi ha detto di calmarmi. Parto con Ghostbusters… Tanto per fare una cover decente. Poi, dopo Postman e Funky jam, arriva il momento della canzone per cui suono stasera. <<Questa è nuova… è la prima volta che la suoniamo in pubblico…>> parte la batteria ed attaccano la chitarra e il basso. Okay, ci sono… prendo il microfono e incrocio le dita della mano dietro la schiena. <<It is preventing tomorrow it’s so though… It’s fanning horror, it’s so rough… It’s not a pacifist, it’s not a pacifist…>> Gabriel si gira verso di me. Le lacrime cominciano a scivolargli lungo le guance. Deve aver capito il senso della canzone. E non si aspetta ancora che la parte triste arriva adesso… <<And you will follow the order of your king… You will bury the answer of this thing… It’s not a remedy… It’s not a remedy…>> lui si alza di scatto. Io sorrido. Appena finiamo la canzone corro da lui. Mi aspetta vicino al bagno. <<Grazie… Ci ho pensato… Partirò domani. E poi la tua canzone mi ha convinto… Ma io non lo voglio denunciare.>> gli sorrido. Però sento un vuoto al petto. <<Allora te ne vai davvero… Sono contento. Ne hai parlato con lui?>> abbassa la testa e gioca con le mani. <<No. Scapperò senza farglielo sapere… In fondo la casa e i soldi sono i miei. Lui è solo il mio ragazzo.>> non so perché ma mi è passata tutta la voglia di sorridergli. Non voglio che se ne vada davvero a londra. Mi stavo affezionando… Lui si alza in punta di piedi e mi da un bacio sulla guancia. <<Ti ringrazio di cuore… Senza di te sarei ancora in quel casino…>> abbasso la testa, non mi va di guardarlo negli occhi. <<Di niente…>> infondo io ho solo parlato… Non ho fatto assolutamente niente. Gli volto le spalle e torno dai ragazzi. Lui credo che stia continuando a fissarmi da quel posto… Non l’ho sentito camminare. Quando però mi sono girato verso di lui, non c’era più. Non c’erano né lui né Kevin… Chissà dove sono andati. Riprendo in mano il microfono e ricomincio a cantare… È lunedì mattina. Sono fuori dalla scuola tanto per salutare qualche persona… Tipo Eero e Pauli… Li lascio entrare in classe e mi guardo in giro in cerca di Gabriel… Non lo vedo da nessuna parte. Non c’è neanche Kevin nella sua classe… Chissà cos’è successo. Sarà partito? O Kevin lo tiene chiuso in casa? Abbasso la testa ed esco dal cortile… Aki mi aspetta alla salagiochi, è meglio sbrigarsi. A metà strada incontro Gabriel, vestito tutto di nero, con lo spolverino fino ai piedi. Mi ricorda tanto il corvo… <<Io vado all’aereoporto… Credo che non tornerò più in questa città… Per me fa troppo freddo…>>sorride e gioca nervoso con le mani. <<Beh, siamo in Finlandia, d’altronde… Cosa ci vuoi fare…>> <<Volevo ringraziarti un’ultima volta… Ascolta Lauri… Se Kevin ti dovesse fare qualcosa, non esitare a chiamarmi… Questo è il mio indirizzo e-mail… E comunque, non preoccuparti che ci rivedremo presto… O al mio o al tuo concerto a Londra… Ciao…>> mi passa un foglietto… Si alza sulle punte e mi da un bacio sulla guancia. Poi, dopo l’ennesimo sorriso, corre verso la limousine nera che c’è parcheggiata qui vicino. Credo che non mi dimenticherò mai del suo sorriso… Quello di un angelo bianco. E mentre lui si allontana, io vado alla salagiochi. Penso che comunque questa storia sarà una piccola parentesi indelebile… Insomma, ci ho scritto anche una canzone, e sicuramente quando la canterò mi torneranno in mente questi giorni… Chissà se per lui sarà lo stesso…

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Sono passati quattro mesi da quando Gabriel se n’è andato… Abbiamo pubblicato il nostro primo album, Peep…Life 705 ha fatto successo, ma nessuno sa cosa c’è dietro veramente… Tanti la prendono come una favola… E chissà come starà quello che seguiva gli ordini del re…Beh, lui ora fa parte di una band… Aki me l’ha fatta sentire… Fanno musica pesante, e lui suona la batteria. Noi ormai abbiamo lasciato tutti la scuola per avverare con il nostro sogno… Fare successo con la nostra band… Facciamo un lavoretto part-time per fare un po’ di soldi… Aki vende dei gadget del nostro gruppo quando facciamo dei concerti…E poi io ed Eero lavoriamo insieme… Janne mi ha spiegato cosa sta facendo, ma non ho capito niente, perché stavo guardando il video di “Enter Sandman”(II) … Mia mamma ha deciso che non mi romperà più per dirmi di andare a scuola… Intanto però sto prendendo lezioni di inglese, per parlarlo molto meglio… Kevin l’ho visto settimana scorsa e mi ha detto che Gabriel gli manca da morire…Però mi ringrazia per aver scritto Life 705… Già, chissà perché l’ho intitolata così…Ora che ci penso, è ora di scrivere altre canzoni… Ma questa è un’altra storia.

NOTE:
I) Slipknot: un gruppo metal… Joey Jordison è il batterista.
II) Enter Sandman: Canzone dei Metallica, dall’album Metallica ‘91

La storia è un po' violenta... Ma il testo di Life 705 l'ho interpretato proprio così... Forse ho la mente un po' contorta, ma lasciamo perdere...:) Comunque se vi è piaciuta fatemi sapere per e-mail, ci tengo! E anche se proprio è uno schifo!!!! Ditemelo così cambio un po' genere... :)