skeleton leaf

"UN AMORE SENZA FINE" - by Dilly91

Quella mattina, come al solito, la sveglia suonò, e non una sola volta, ma io, puntualmente, la spegnevo e continuavo a sonnecchiare sotto le coperte, al caldo. Fuori mi aspettava una giornata lunga e fredda; da ciò che intravedevo dalla finestra, non c'era pioggia, ma il cielo era grigio, spento. Odio le brutte giornate, mi mettono malinconia. 
Comunque, mi alzai (o meglio, mi "buttai giù dal letto"!) e mi recai velocemente a prepararmi: odiavo la sveglia, ma odiavo anche arrivare in ritardo!
Ho sempre faticato parecchio ad alzarmi, il letto è sempre stato il mio "migliore amico". mi ha sentita piangere, sola, durante le mie notti insonni. è stata la "culla" dei miei sogni più belli, ma anche dei miei incubi. insomma, il mio caro lettuccio non lo volevo proprio abbandonare solitamente, ma quella mattina, non riuscivo a capire come mai, sentivo che c'era qualcosa di diverso. avevo quasi (ho detto quasi, eh?!) voglia di andare a scuola. strano ma vero, infatti, mi preparai in dieci minuti (solitamente ci metto una mezz'ora abbondante, tra scegliere i vestiti, lavarmi, truccarmi.insomma, cose da ragazze!). C'era qualcosa che mi "attirava". un motivo per cui andare a scuola. ma quale poteva essere??? In quel momento ancora non potevo immaginarlo, però avevo un leggero presentimento. Ho sempre pensato di essere una "veggente"!
Scherzi a parte, arrivata a scuola quel giorno, non sentii il solito caos provenire dalla mia aula: c'era qualcosa di strano! Per sicurezza, tolsi gli auricolari dell'ipod dalle orecchie, pensando che fosse la musica che m'impediva di sentire, e mi avvicinai. Entrata in classe, trovai tutti i miei compagni seduti e la prof di italiano che spiegava che la disposizione dei banchi sarebbe stata modificata, in quanto, diciamocelo, la nostra classe era terribile, nel senso che facevamo di tutto, a parte seguire le lezioni! A volte (ma solo a volte!), anche i prof hanno ragione. poveri, li facevamo impazzire! Ricordo perfettamente ogni minimo dettaglio dei miei anni al liceo, gli anni più belli della mia vita, oserei dire. ma non voglio annoiarvi con le mie nostalgie liceali, perciò, andrò avanti.
Insomma, durante la prima ora, rimasi accanto ad una mia compagna di classe, Kendra, forse l'unica con cui avevo instaurato un buon rapporto, ma che non era esattamente ciò che si può definire la mia "migliore amica", visto che non ne ho mai avute, ma questa è un'altra storia.
Comunque, un'ora più tardi, la prof di italiano e quella di spagnolo (terribili se coalizzate!) c'imposero di cambiare sia la disposizione dei banchi, sia i compagni: tutti si lamentarono, tutti volevano essere seduti al migliore amico, o a quello più bravo. per me, invece, non era un grande problema, visto che non avevo un rapporto molto intenso (o meglio, non avevo un rapporto. e basta!) con nessuno dei miei compagni, non che mi stessero antipatici, ma sono sempre stata una di quelle tipe che si fanno i cavoli loro, e stanno zitte al loro posto. quindi, per me non fece alcuna differenza ritrovarmi accanto a Lauri, un ragazzo abbastanza silenzioso e direi, "enigmatico": dopo tre anni in quella scuola, mi ero fatta un'idea più o meno precisa di quasi tutti i miei compagni, ma lui no, non ci ero riuscita. Era un po' strano, simpatico credo, ma diverso dagli altri. comunque, come ho già detto, per me non c'erano problemi, anzi, era un modo per approfondire la conoscenza di questo mio compagno. Cosi i giorni passarono, e io stetti accanto a Lauri per molto tempo: conoscendolo meglio, capii che le mie supposizioni erano corrette: era un ragazzo abbastanza timido, ma molto maturo, e anche intelligente: aveva una propria opinione su qualsiasi argomento, si interessava ai problemi sociali, era abbastanza studioso, amante della musica e della tecnologia ma, soprattutto, amava vivere e amava la sua vita. forse, mi somigliava un po', ma solo per pochissimi aspetti. ma sentivo, non so perché, di potermi fidare di lui. l'unica cosa in cui eravamo totalmente differenti era che io non amavo affatto la mia vita. La vedevo, infatti, come un susseguirsi di delusioni e  amarezze. Pensavo sinceramente di non poter mai riuscire a raggiungere i miei obiettivi, di essere una persona vuota, priva di sogni e ambizioni. E una vita senza sogni, non può essere considerata una vera vita.
Ma lui, lui no. Era diverso. Era un vulcano in continua eruzione, era un ragazzo solare, simpatico, divertente. Sapeva come tirarmi su di morale, sapeva ascoltarmi quando ne avevo bisogno, mi capiva semplicemente guardandomi negli occhi. insomma, stavo iniziando ad innamorarmi di lui, senza nemmeno rendermene conto.
Ma chi avrebbe mai potuto immaginarlo? Lauri, un ragazzo semplice, carino, sì, ma. sicuramente, troppo diverso da me e, soprattutto, troppo preso da altre cose per pensare a me, una semplice compagna di banco. iniziai a prendere atto di ciò che mi stava succedendo, quando cominciai a provare una strana gelosia nel vedere Lauri abbracciare altre amiche, o quando sentivo un vuoto ogni volta che lui andava via. per tanto tempo avrei voluto andare da lui e rivelargli la verità. ma con quale coraggio??? Non ce l'avrei mai fatta, pensavo.
E cosi continuavo a soffrire, in silenzio, senza confessare a nessuno cosa stessi provando.
Lui non sembrava interessato a me, o meglio, era mio amico e mi aiutava quando ne avevo bisogno, però. niente più di questo, purtroppo!
Un giorno, arrivata a scuola, vidi Lauri e alcuni altri compagni parecchio indaffarati, quindi andai verso di loro per sapere cose stesse accadendo. Mi spiegarono che quella sera ci sarebbe stato il primo concerto del loro gruppo, i The Rasmus, e stavano affiggendo dei volantini nella scuola, per invitare tutti all' esibizione. Morivo dalla voglia di sentirlo cantare, mi raccontava spesso del suo gruppo, e dei suoi sogni di diventare un cantante di successo, e quindi volevo constatare se fosse bravo davvero! Mentre gli altri si allontanavano, Lauri si avvicinò a me e mi chiese:
-e tu che fai stasera? Vieni a sentirci suonare?
-mi piacerebbe molto!
-allora ci conto. mi raccomando, non mancare, voglio vederti tra il pubblico!
Cosi dicendo raggiunse gli altri componenti del gruppo, non prima di avermi fatto l'occhiolino.
Era cosi carinooo! Impazzivo per lui.
Comunque, la mattinata andò avanti, come al solito. Arrivata a casa, mentre tiravo fuori il diario dallo zaino, notai un piccolo foglietto; lo aprii: era la sua scrittura! Cavolo che felicità! Lauri che mi invitava (personalmente!) ad andare al concerto perché, diceva nel biglietto, ci sarebbe stata una sorpresa per me. ricordo perfettamente l'emozione che provai nel leggere quelle due righe. e, ovviamente, la curiosità divenne enorme: quale poteva essere la sorpresa che Lauri voleva farmi?
Le ore prima del concerto sembravano non passare mai. finalmente arrivarono le otto, e decisi di iniziare ad andare, visto che casa mia distava un po' dal luogo del concerto.
Arrivata a destinazione, vidi che c'erano già alcuni miei compagni di classe, e che i componenti del gruppo erano quasi pronti per iniziare. notai che Lauri, a differenza degli altri, anziché provare, cercava con lo sguardo qualcuno tra il pubblico. ma chi??? Forse me??? Magari! No, impossibile, pensavo. gli feci un gesto, lui mi vide, sorrise e mi salutò con la mano. Dopo, mi recai in un angolino, da dove però avevo una perfetta visuale su Lauri! Dopo qualche minuto, i ragazzi iniziarono a suonare. ed ecco la grande sorpresa: appena prima di iniziare a cantare, Lauri disse al microfono:
-buonasera a tutti e grazie di essere venuti al nostro primo concerto! Voglio dedicare questa prima canzone ad una persona speciale. e vorrei ringraziare soprattutto lei, perché ogni giorno mi è accanto, mi ascolta e mi comprende. per questo, un grazie di cuore alla mia amica Alyson!
Io ero praticamente "morta". dalla gioia, intendo! Sono sicura di essere diventata rossa. ma non avrei mai potuto immaginare che Lauri pensasse quelle cose di me e comunque.dedicarmi una canzone. era stata una sorpresa fantastica e quello fu un momento indimenticabile. ma mai quanto quelli che seguirono!
Finito il concerto, decisi di restare fino a quando anche Lauri non fosse pronto per andare. Lo persi di vista per un po', ma poi lo vidi: era bellissimo, anche se un po' sudaticcio!
-hey siete stati bravissimi, complimenti!
-grazie Aly. che dici, torniamo a casa insieme? - mi domandò, mettendo il suo braccio intorno al mio collo.
E cosi, anche se lui abitava dall'altra parte del paese, mi accompagnò a casa, e avemmo, finalmente, un po' di tempo per parlare. da soli!
-volevo ringraziarti - cominciai - per avermi dedicato quella canzone. ma non dovevi!
-bè, era solo un modo per dirti quanto ci tengo a te. forse non te ne rendi conto, o forse non t'interessa. ma volevo solo farti capire che ti voglio bene davvero.
Non riuscivo a credere alle sue parole. pensavo stesse scherzando!
Evidentemente capì ciò che stavo pensando, quindi aggiunse:
-so che in questi anni non abbiamo mai instaurato un vero e proprio rapporto di amicizia, però da quando ti ho conosciuta meglio, sento che stai diventando qualcosa di importante per me, sento di potermi fidare di te, è come se ti conoscessi da tanto, tantissimo tempo. per questo ho organizzato questa sorpresa per te, perché volevo fartelo capire, anche se so che tu non ricambi affatto.
In quel momento il mio "istinto omicida" stava prendendo il sopravvento! Come poteva anche minimamente pensare che io non tenessi a lui???
-ma se sono innamorata di te da mesi!
Ooops! Piccolo problemino. stavo solo pensando, non volevo dirlo ad alta voce!
Insomma, quella sera parlammo davvero tanto: gli rivelai tutto ciò che pensavo davvero, gli parlai della mia gelosia, dell'affetto che provavo per lui, e. sì. Qualche giorno più tardi ci baciammo. E fu un bacio bellissimo. Dolce. Emozionante. Perfetto. Ingenuo. Ingenuo come noi due, che allora iniziavamo a scoprire l'amore, a vivere a pieno i nostri sentimenti, a capire che la vita non è tutta rose e fiori, ma che nasconde difficoltà e ostacoli. ma che, insieme, queste difficoltà si possono superare.
In questo momento, il mio Lauri è qui, accanto a me, ancora insieme a me, mentre lascio qui questi miei ricordi: per qualcuno potrebbero essere consigli, per qualcun altro solamente cavolate. Bè, sapete una cosa?! Non sono affatto cavolate, perché sono miei ricordi, importanti, bellissimi. Rimarranno per sempre dentro di me, indelebili, non come una scritta sulla sabbia, portata via dalle onde del mare, no. quando incidi qualcosa nel tuo cuore, puoi star certo che non ti abbandonerà mai. come, in questo momento, io sono sicura che il mio Lauri non mi lascerà mai sola, e vivremo per sempre, insieme, il nostro grande amore.