"MISTERI" - parte 3 - by Anjia
MISTERI 16
Fui investito
da una luce accecante, riaprire gli occhi era doloroso e faticoso, mettermi
una mano davanti x proteggermi da tutto quel chiarore era persino impossibile,
x un attimo avevo creduto che tutte quelle dicerie sul tunnel, sul paradiso
o che tutta la tua vita ti passa davanti in un lampo quando sfiori la
morte fossero vere, ma mi bastò appena un attimo x rendermi conto
della sciocchezza, la luce che mi feriva gli occhi nn era altro che il
sole che prepotente passava tra i vetri della finestra e mi batteva in
volto, e la vita passata nn l'avevo vista affatto, bensì avevo
vissuto una favola o un possibile futuro, la sensazione che provi quando
risorgi da un coma è come respirare dopo un lungo periodo, e chi
dice che il tempo passa in fretta come se dormissi? Io in due giorni di
coma avevo vissuto delle lunghe e intense settimane. Feci fatica a riadattarmi
alla vista e ai movimenti.è tutto molto complicato, devi riappropriarti
del tuo corpo e nn è semplice riacquistare il controllo, da principio
riuscivo a scorgere davanti a me solo delle ombre confuse e poi con lentezza
le ombre diventarono immagini sfocate e solo dopo un po' chiare e dettagliate,
seduta su una poltrona c'era una ragazza che dormiva, la osservai x alcuni
minuti, ma nonostante mi sembrasse familiare nn la conoscevo, in quel
momento lei si svegliò come se avesse avvertito la mia presenza.la
mia presenza viva, mi guardò e nn disse una parola, si alzò
dalla poltrona sempre in silenzio e si inginocchiò davanti al mio
letto, gli occhi gli si gonfiarono di lacrime e dopo aver tentato invano
di dire anche una sola parola si accasciò piangendo e soffocò
i suoi gemiti confusi tra le coperte bianche, solo una cosa riuscii a
capire "ora la potrai aiutare" e nonostante nn sapessi chi fosse
quella donna, sapevo chi dovevo aiutare e come, tentai di dirglielo ma
le mie labbra nn si mossero, avrei voluto parlare x confortarla, chiederle
tante cose, ma dalla bocca uscì soltanto un sussurro indecifrabile,
fui solo in grado di avvicinare la mia mano alla sua, stabilendo un lieve
contatto e, allora i suoi singhiozzi si placarono e le lacrime smisero
di scendere, alzò la testa fino a quando i suoi occhi si specchiarono
nei miei ed il contatto divenne intenso e familiare. Si asciugò
le guance con una mano mentre con l'altra teneva stretta la mia
-ciao - mi disse con la voce ancora rotta dal pianto liberatorio di pochi
secondi prima - sono contenta che ti sei svegliato
Io la guardai, e anche se avessi potuto parlare nn avrei saputo che rispondergli,
lei era contenta di vedermi sveglio, mentre io nn ne ero certo, perkè
in coma avevo vissuto i momenti + belli della mia vita
-tu nn sai chi sono.ma appena starai meglio te lo dirò
Furono le uniche parole che disse prima di alzarsi e lasciarmi solo in
quella stanza, a tenermi compagnia un "bip.bip.bip" di qualche
macchina di cui nn conoscevo il nome e una luce verdognola che mi batteva
sul viso, persino la luce accecante del sole era sparita, probabilmente
coperta da una grossa nuvola. Mi sentivo confuso e triste, il mio corpo
nn rispondeva ai comandi, e tutte le cose che avrei voluto domandare rimanevano
senza risposta xkè dalla mia bocca nn usciva niente che assomigliasse
a una parola, il torpore, e la testa che mi ronzava.una sensazione inspiegabile
e fastidiosa, mi sembrava uno di quei sogni in cui sai di poter volare
e nonostante ci provi con tutto te stesso nn riesci a staccare i piedi
da terra, mi sentivo impotente, e fu allora che un alito di vento mi sfiorò
la fronte, un odore forte di assenzio mi solleticò le narici e
capii che nn ero + solo, mi resi conto di essere finalmente nel posto
giusto, ero certo che di li a poco i miei amici avrebbero varcato la porta
e mi avrebbero abbracciato tra le lacrime di gioia, i miei genitori avrebbero
smesso di aver paura che nn sopravvivessi e mia sorella Hanna avrebbe
finalmente potuto lasciarsi andare un po' e piangere tutte le lacrime
che voleva senza dover far finta di essere la + forte, io avrei rivisto
i miei adorati fans e poi avrei potuto aiutare LEI. Giustizia sarebbe
stata fatta!
MISTERI 17
-cosa vuoi
farci con tutte queste piante?
Guardai Aki sommerso da gigli e tulipani e x un attimo mi sembrò
uno di quegli angioletti che suonano l'arpa circondato da corone floreali,
accennai un sorriso divertito e lui nn si lasciò scappare l'occasione
x fulminarmi
A-che cazzo te ridi
L-mi sembri un folletto dei fiori
A-vaffanculo!! Allora che ci vuoi fare con tutte ste piante? Le riporti
a casa?
L-no lasciamole qui farò felici delle infermiere
Ripresi in mano il pigiama che tentavo di piegare da almeno 10 minuti
senza riuscire a fare niente di decente
E-dammelo qua - disse Eero strappandomelo dalle mani -possibile che uno
scapolo come te che vive solo da 10 anni nn sa ancora piegarsi un pigiama????
P-ma lui ha la donna di servizio - sbiascicò ironico Pauli masticando
una merendina al cacao - e che donna di servizio aggiungerei, una brasiliana
con due.Occhi - ghignò
E-ma se nn sa nemmeno usare la scopa
A-xò ha un bel culo
Tutto quel rumoreggiare che di solito facevano i ragazzi quando eravamo
tutti insieme mi era mancato tantissimo, il silenzio pesante a cui ti
obbliga l'ospedale certe volte è deprimente
-meno male che siete ancora qui!!!!!
Vidi far capolino dalla porta socchiusa un fagotto blu con in mano bicchieri
e scartate di pasticceria
E-ciao Sibyl che ci fai qui?
S-volevo esserci anche io, oggi esce Lauri, è un giorno importante
La osservai mentre appoggiava le sue cose sopra il tavolo - allora.ho
pensato a tutti- disse togliendosi la cuffia dalla testa e lasciando scoperti
i suoi lunghissimi capelli neri - questa è cioccolata calda x Pauli,
questo è caffè x Aki e questo è caffè al jinseng
x Eero e me - porse il bicchiere ad ognuno, e x ognuno ricevette un grazie
L-x me niente? - obbiettai scocciato
S-ah Giusto!!! scusa ti avevo dimenticato - prese tra le mani il bicchiere
facendo una smorfia schifata - questa è camomilla senza limone
e senza zucchero x te Lauri
L-praticamente acqua calda
S-mica è colpa mia se nn puoi mangiare e bere niente
L-nemmeno quei bellissimi pasticcini suppongo
S-supponi bene
Sospirai desolato, la mia riabilitazione era + dura di quanto avessi sperato,
ciò che avevo immaginato durante il coma, la semplicità
con cui mi riprendevo e la bottarella in testa, nn erano che una pallidissima
verità, in realtà ero stato ridotto malissimo da quei maledetti,
quella sera dopo lo scontro violento con i loro pugni riportai due costole
rotte, un braccio fratturato, lo zigomo spaccato, taglio alla nuca con
conseguente trauma cranico, e i calci allo stomaco mi avevano procurato
gravi lesioni che mi sarei portato avanti x un lunghissimo pezzo, avevo
già subito ben tre operazioni, una appena arrivato in ospedale,
la quale mi fece sprofondare in coma, un'altra subito dopo il risveglio,
e la terza fu un intervento di chirurgia plastica x il viso, fortunatamente
xò il mio aspetto nn aveva subito grandi cambiamenti, la cosa peggiore
era che prima di poter riprendere il mio lavoro sarebbe passato un bel
po' di tempo, e nel mio povero stomaco avrei buttato solo semolino x altrettanto
tempo
-ci sei? Sei ancora tra noi?
Guardai Sibylla avendo nello sguardo ancora dello smarrimento, mi ripresi
solo quando mi passò la mano davanti agli occhi
-scusa stavo pensando - le dissi - ma gli altri dove sono andati?
Sorseggiò dal bicchiere la bevanda fumante - gli ho detto che c'erano
giornalisti fuori e sono andati a vedere
Io continuai ad armeggiare con la mia camomilla - sai.- dissi leggermente
evasivo - oggi ho il riconoscimento al distretto
-lo so - rispose secca
La guardai x un attimo cercando di decifrare il suo sguardo, ma era vuoto
-vedrai - tentai di confortarla - praticamente sono già dentro
tutti e 5, ho i loro volti stampati in testa e nn li scorderò mai
- mi avvampai di rabbia - quei bastardi pagheranno x avere ucciso tua
sorella - mi bloccai pentito x aver usato così poco tatto e tentai
di scusarmi, ma nella stanza irruppero Eero e Pauli
E-siamo pronti, fuori è tutto sistemato possiamo andare
P-ma dov'è Aki?
Io e Sibyl ci guardammo
S-e che ne sappiamo noi dov'è!!! È uscito con voi
P-si ma poi nn l'abbiamo + visto, pensavamo fosse tornato x mangiare i
biscotti
Io sorrisi acido - nn vi preoccupate x lui starà bene - presi la
borsa che avevo appena chiuso e mi avvicinai alla porta - andiamo che
tanto lui ci raggiunge - e continuai a ridere.
Un piccolo particolare che mi sono permesso di omettere (cercate di capire
è una cosa piuttosto imbarazzante) è che durante la lunghissima
degenza e le moltissime analisi e visite che ho fatto, ho subito anche
una...rettoscopia, ora obbiettivamente diciamoci la verità..a che
diavolo mi serviva una rettoscopia? A niente!!!!!! Ci avrei messo la mano
sul fuoco che sotto c'era lo zampino di Aki e la doveva pagare.
MISTERI 18
Mentre percorrevamo
il corridoio dell'ospedale pensavo che alcune cose in fondo mi sarebbero
mancate, avevo trascorso li dentro ben tre mesi, e mi sentivo un po' come
a casa xkè conoscevo tutti, xò il profumo della libertà
era comunque impareggiabile. Camminavamo con calma tutti affiancati, quando
Aki ci arrivò da dietro avanzando a grandi falcate, ci urlò
di correre con il terrore negli occhi e poi ci superò prendendo
al volo la mia borsa e costringendoci a seguirlo di corsa, mi sembrava
di partecipare ad una maratona, con tutte le infermiere ai bordi del corridoio
che salutavano, mancava solo che mi tirassero le borracce con l'acqua
ed era completa, ma forse a posto delle borracce avrei preferito bombole
di ossigeno o flebo di zuccheri xkè io ero decisamente fuori allenamento,
e quella corsa mi stava sfiancando, saltammo gli scalini dell'uscita posteriore
due a due e già sentivo lo stomaco replicare x lo sballottamento
a cui lo stavo sottoponendo e x un attimo mi sembrò che mi scivolasse
via dal sedere.tanto oramai ci era passato di tutto, vi assicuro che la
telecamera che usano x fare la rettoscopia nn è affatto piccola,
finalmente ci infilammo in macchina e restammo tutti a guardare Aki che
con il viso tra le mani continuava a dire "o mio Dio o mio Dio"
tutti sbigottiti, tutti tranne me che sorridevo fiero nonostante il fiatone
E-ma che ti è successo?
A-che schifo che schifo, è stato lui che schifo!!!!!
P-lui chi?
A-lui.Giocondo mi ha baciato che schifo!!!!
Altro particolare che nn ho menzionato è che quelle che durante
il coma credevo fossero mani di una robusta infermiera, la "rino"
tanto x intenderci, altro non erano che le mani tozze di un 51enne omosessuale
che si faceva chiamare Giocondo, ed ora mi vergogno un po' ad ammetterlo
ma l'ho usato x vendicare l'onore del mio retto aizzandolo contro Aki,
sfruttando quella simpatia particolare che nn era sfuggita a nessuno,
ma che x timidezza nn aveva mai esternato, ci avevo pensato io a farla
emergere, spiegando a Giocando che Aki di certo avrebbe gradito una sua
iniziativa decisa..e così fece.
E-P-come sarebbe ti ha baciato?
Aki scrollò la testa x cercare di togliersi dalla mente quel immagine
brutta -mi ha costretto ad entrare in uno stanzino con la forza e mi ha
baciato che schifo!!!!
Lo sguardo di tutti era sbigottito e anche un po' divertito, ma l'unico
che sorrideva soddisfatto e cinico ero io, e la mia aria soddisfatta nn
sfuggì ad Aki
A-ti sembra una cosa tanto divertente?
L-moltissimo - dissi io assumendo un espressione sadica - questa è
la giusta punizione - affermai convinto
A-la giusta punizione x cosa?
Mi schiarii la voce con un colpo di tosse un po' imbarazzato - bè.x
quella..cosa che mi hai fatto fare quando ero in ospedale
A-quale cosa???
L-quella cosa - tentai di fargli capire senza dove approfondire troppo
Aki era spazientito, la sua esperienza lo aveva molto provato e nn aveva
troppa voglia di fare gli indovinelli -parla chiaro o ti spezzo le ossa!!!
L-LA RETTOSCOPIA!!! - urlai tutto dun fiato, intorno a me incombeva il
silenzio e negli sguardi aleggiava lo stupore
A-ma io nn ti ho fatto fare nessuna rettoscopia - disse stupito
Un brivido freddo mi attraversò la schiena, mentre con lo sguardo
scrutavo uno a uno tutti i presenti, e notai con profondo disgusto che
Eero rideva sotto i baffi -sei stato tu??? - dissi scioccato - tu??? Eero
da te nn me lo sarei mai aspettato
A-OH MIO DIOOOO SONO STATO BACIATO DA UN GAY X COLPA DI EERO!!!!!
Tutti risero.tutti tranne me e Aki, le uniche vittime di tutta quella
faccenda
L-di che ti lamenti? - dissi ad Aki - tu hai solo dovuto sopportare un
bacio.a me hanno "rotto il culo"
Dopo un primo momento di silenzio, inevitabile scoppiò una risata
generale, persino io stavo ridendo, ed effettivamente devo ammettere che
quella scena fu parecchio comica, oddio nn è che la rettoscopia
sia stata una passeggiata in campagna e di certo se lo chiedete ad Aki,
in quello stanzino avrebbe preferito nn esserci, xò in quel momento,
in quel particolare momento sembrò tutto molto comico, persino
Sybilla, alla quale poco prima avevo ricordato tanto bruscamente la morte
della sorella, stava ridendo di cuore, e questo mi rendeva felice, aveva
già sofferto tanto, e un po' di buon umore poteva farle soltanto
bene.
MISTERI 19
Era stata
una giornata pesante, troppe emozioni, troppe fatiche, ed io nn ero +
abituato a tanto movimento, riprendere il ritmo con la mia vita sarebbe
stato complicato. Mi immersi nella vasca idromassaggio, e mi rilassai
guardando oltre la vetrata del mio piccolo attico dal quale vedevo tutte
le luci di Helsinki, chiusi gli occhi e ripensai a quel pomeriggio in
commissariato e, alle facce di quei 5 bastardi, nn credevo che mi sarebbe
costata tanta fatica ritrovarmeli davanti, e invece la rabbia era ancora
viva, se nn ci fosse stato nessuno oltre a noi, li avrei uccisi con le
mie mani, e nn tanto x quello che avevano fatto a me, ma x lei, x quegli
occhi che si chiudevano x sempre con impressi i visi dei suoi carnefici
e, che nn avrebbero visto mai + niente, e lo avrei fatto anche x Sybilla
e x il suo dolore, che mi aveva tenuto ancorato alla vita col suo pianto
disperato x tutto il tempo che ero stato in coma, x la sua solitudine,
xkè oramai al mondo nn gli restava + nessuno, e x il mio amore,
che nn avrei incontrato mai +. Tentai di scacciare tutti quei pensieri
facendomi coccolare dalle onde morbide dell'acqua e da quel intenso profumo
di oli cinesi che avevo sparso ovunque nella stanza, sapevo che nn sarebbe
stato facile riprendere da dove avevo lasciato, nn dopo tutto quello che
era successo, ma nn potevo continuare a vivere nel ricordo di un sogno,
xkè x quanto fosse stato bello, faceva troppo male, eppure era
complicato scacciarlo, era ancora maledettamente vivo dentro di me, ed
avevo ancora tanto bisogno di lei, chiusi gli occhi sperando che arrivasse
da me, che mi sfiorasse con un bacio o con le delicatissime mani, che
il suo odore tornasse a scaldarmi il cuore, ma quando l'acqua si fece
tiepida mi ridestai e lei nn era tornata, scacciai la forte voglia di
piangere che avevo e mi tirai fuori dalla vasca un po' infreddolito, nemmeno
il conforto del morbido accappatoio di spugna nera servì a scaldarmi,
alzai i riscaldamenti e mi infilai il pigiama di felpa...quello che avevo
preso dal Oliday Inn, ma l'idea di dormire nn mi sfiorava e la trapunta
invitante stesa sul letto a due piazze nn mi stimolava + di tanto, ero
stato talmente tanto tempo steso su un letto che adesso nn avevo + voglia
di starci, e allora mi sistemai sul divano con una tazza di tisana tra
le mani e continuai a guardare fuori, com'era la bella la mia città.un
vero splendore, mi ritrovai a canticchiare la melodia di no fear senza
accorgermene, e poi ad un tratto mi ricordai che da quando mi ero risvegliato
dal coma nn avevo mai provato a cantare, nn so xkè ma il fatto
che ci riuscissi nn mi stupiva, continuai a cantare
"Girl you lived your life like sleeping swan yuor time has come to
go deeper"
In quel momento fui certo che il primo singolo sarebbe stato quello.
La mattina arrivò e mi trovò nello stesso modo in cui la
notte mi aveva accolto, disteso sul divano, nn so xkè ma mi sentivo
sereno e mi sorpresi a chiedermi se lei fosse stata con me quella notte,
se la sua anima mi avesse vegliato, o se + semplicemente ero finalmente
pronto a lasciarla andare, si forse era così..quella mattina avrei
visitato x la 1° volta la sua tomba e nn mi sentivo impreparato, ma
sereno. I ragazzi si erano offerti + volte il giorno prima di accompagnarmi,
ma io avevo rifiutato xkè volevo vivere quel distacco da solo,
infondo nessuno di loro sapeva cosa avevo vissuto con lei, ed ero abbastanza
egoista da nn volerlo dividere. Quando il taxi arrivò sotto casa
io ero pronto, vestito di scuro, come di consueto, coperto con il mio
solito cappotto nero e la cuffia in testa come sempre, mi fermai da un
fioraio xkè volevo portare fiori freschi al mio amore e, restai
in silenzio x tutto il tragitto, preparandomi a guardare la sua foto impressa
su una fredda lapide. Camminai lungo il viale innevato, nel silenzio +
assoluto, e finalmente mi ritrovai faccia a faccia con la realtà,
lei era li, impressa in quel immagine che la ritraeva probabilmente in
un momento felice della sua vita xkè sorrideva, aspettai che il
magone mi strozzasse il fiato.e invece nn avvenne, le lacrime che mi scesero
erano lacrime di dolore e di rassegnazione, ma quella sensazione forte
che credevo avrei provato nn mi schiacciò con il suo peso, restai
immobile a fissare la sua immagine x un po', come fossi stato in catalessi
e poi quando oramai nn ci credevo +, arrivò, un lieve vento mi
accarezzò il volto e quella voce mi entrò ancora dentro
arrestando il battito del mio cuore
-lo sapevo che saresti venuto oggi
MISTERI 20
Ero trasalito
al suono di quella voce, ma quando mi si posò una mano sulla spalla
e vidi Sibylla rimasi un po' male.e nn x la delusione, ma x la sorpresa,
xkè avevo confuso le due voci e xkè nn mi ero mai accorto
di quanto fossero simili
-Sibylla - dissi guardandola, poi tornai con lo sguardo sulla tomba di
sua sorella - prima o poi sarei dovuto venire - bisbigliai
-che effetto ti fa? - mi kiese
Stavo x rispondere e poi mi bloccai xkè ad un tratto mi resi conto
che nn lo sapevo - sai.è buffo, credevo che avrei avuto tante sensazioni.ne
ero proprio certo, e invece nn ne ho - sapevo che le mie parole le avrebbero
fatto male nn potei fare a meno di dirle - io l'ho vista morire sotto
i miei occhi, l'ho guardata mentre la vita le scivolava via, e x un attimo
i miei e i suoi occhi si sono incrociati e in quel momento mi sono sentito
un incapace x nn essere riuscito a fare niente, mi sono sentito in colpa,
tanto in colpa da desiderare di morire - sentivo il suo sguardo fisso
su di me e mi kiesi cosa stesse pensando in quel momento, la sbirciai
con la coda dell'occhio e poi tornai a guardare avanti - ma ora che sono
qui e sono vivo, sono felice di esserlo e nn sono sicuro se dovermi vergognare
x questo - aspettai x qualche istante che lei mi desse una risposta ma
restò in silenzio, mi girai x implorare il suo perdono, per cercarlo
nel suo sguardo, e mi accorsi che piangeva - mi dispiace - sussurrai abbassando
la testa
-e x cosa dovresti dispiacerti? - disse scuotendosi - x esserti quasi
fatto ammazzare x una sconosciuta? X aver lottato contro la morte? X aver
denunciato e mandato quei maledetti in galera? O per essermi rimasto vicino?
- si asciugò le lacrime con le mani come fanno i bambino piccoli
- dispiace a me credimi, mi dispiace x tutto, mi sono ancorata a te come
un peso morto e ho aspettato che risolvessi ogni cosa.ma la realtà
è che adesso sono sola e d'ora in avanti potrò contare solo
su me
-nn dire così, io ti starò vicino e..
Lei mi interruppe, e sorrise appena sforzandosi un po' - magari è
la volta buona che cresco - si portò avanti a me con un paio di
passi, le mani stretto dietro i fianchi e lo sguardo rivolto in alto -
è strano, ma nn ho paura, ho sempre pensato che sola ne avrei avuta
tanta e invece nn è così, l'unica cosa è che mi manca
un po', ma suppongo che alla sua mancanza nn mi abituerò mai
-con il tempo ne soffrirai di meno
-si.sarà così - confermò lei
Io mi accostai a Sibylla e x un po' nessuno dei due parlò, un alito
di vento ci mosse i capelli, ma era lieve e tiepido, in quel momento ci
sembrò di nn essere + soli, e allora Sibylla sorrise e bisbigliò
"grazie", la guardai stupito, lei ricambiò il mio sguardo
e sorrise ancora
-sai.- disse - Evelin era particolare.lei sapeva tante cose
Io continuavo a nn capire, ma l'ascoltai in silenzio
-ho trovato una sua poesia in un cassetto stamane, l'ha scritta qualche
giorno prima di morire
Poi restò ancora in silenzio x un po' ed io aspettai, il vento
tornò e le sue parole presero vita
"Non
temere per la mia anima
perché nel viaggio oltre la vita,
lui mi accompagnerà
nelle sue mani troverò la forza che mi manca e,
nei suoi sogni l'amore che non ho vissuto,
nel suo abbraccio troverò la calma e,
nei suoi occhi verdi il mio prato.
La mia anima è quieta
Riderò con le fate a cavallo del vento"
Nn so come ma x un attimo lunghissimo quelle parole mi portarono lontano, sopra la mia testa un cielo limpido e sotto i piedi scalzi un immenso prato di montagna, il silenzio tutto intorno a me, da lontano il vento camminò sopra i fili d'erba e accarezzava i petali dei piccolissimi nontiscordardimè, corse verso di me soffiando e rompendo il silenzio, mi baciò il volto e si nascose tra i rami di un salice piangente scuotendo dei campanelli, e x un attimo..solo un attimo, la vidi volteggiare insieme alle sue fate, una risata argentina riecheggiò nel vuoto e poi + niente, riaprii gli occhi e mi ritrovai nel cimitero accanto a Sibylla, e in quel momento mi furono chiare tante cosa che fino a quel giorno avevo fatto finta di nn vedere.
MISTERI 21
E un'altra
giornata era passata via in un lampo, fuori dall’ospedale c’era
tutto un altro ritmo, il tempo volava via senza nemmeno farsi notare,
è strano come certe cose le capisci solo quando è già
passata mezza vita, tutti dicono che il tempo è prezioso, è
una cosa che senti dire da quando sei bambino, ma poi lo capisci solo
dopo molto della verità di certi detti. Quella sera mi sentivo
particolarmente rilassato, e nn xkè nn fosse stata una giornata
pesante, anzi, lo era stata moltissimo, trovarmi davanti alla tomba di
Evelin mi aveva turbato molto, mi aveva scatenato sensazioni fortissime,
ma inaspettate, avevo tentato di immaginare molte volte a come mi sarei
sentito una volta lì, ma quello che provai veramente nn era descrivibile,
la cosa strana era stata scoprire determinate cose che credevo di ignorare,
dopo tanto tempo di domande senza risposta, adesso sapevo una cosa importante,
la donna che avevo amato tanto e che mi aveva incantato con le sue parole
nn era lei, finalmente lo avevo capito, e finalmente tutto aveva + senso,
e pensare che era una cosa così ovvia, mi chiedo come sia possibile
nn vedere quello che hai davanti agli occhi, eppure sarebbe bastato che
nn mi fossi fermato all’apparenza, mi allungai sul divano rincorrendo
i miei pensieri, ne ero talmente assorto che quando suonò il campanello
della porta x poco nn mi pese un colpo……guardai allo spioncino,
era Sybilla
-ti disturbo? – mi chiese sorridendo
-Sybilla! Stavo proprio pensando a….- mi bloccai
-pensando a cosa? – mi chiese senza togliersi il sorriso dalle labbra
“a te” avrei voluto dirgli, ma uno strano senso di colpa mi
schiacciò – pensavo che mi sentivo solo – farfugliai
– entra – dissi scansandomi x farle spazio
-tranquillo ce la faccio da sola…sai queste buste nn pesano x niente
e nn è stato affatto difficile portarle fino all’ultimo piano
senza ascensore, dato che è rotto
guardai i pacchi che teneva in mano e mi sbrigai a prenderli – scusa,
nn ci avevo fatto caso
-questi artisti…hanno sempre la testa tra le nuvole - sospirò
- cosa c’è dentro? – chiesi sbirciando
-la cena!!!
-già mi immagino le schifezze!!!
-come ti permetti – protestò lei dandomi una botta sulla
spalla
-nn era x offendere te – mi atteggiai da super macho – è
che io nn posso mangiare niente tranne schifezze quindi se x cena intendi
la mia e la tua, di certo è una schifezza – scossi il capo
desolato
-uomo di poca fede, è vero che nn puoi mangiare un cazzo, e di
certo nn mi facilita le cose dato che sono una cuoca pessima, xò
saprò farti qualcosa di buono lo stesso
La vidi eclissarsi in cucina, ne uscì fuori dopo 10 minuti con
un grembiulino legato alla vita
-mi aiuti? – la sua era una domanda retorica in quanto nn chiedeva
aiuto ma lo ordinava, io rimasi in silenzio e la osservai, tra lei e Evelin
c’era un abisso di differenza, Sybilla aveva lunghi capelli neri
un po’ mossi e vaporosi, occhi nocciola e labbra carnose, e i tratti
del viso nn erano l’unica cosa differente, anche nel fisico nn c’era
similitudine, lei alta e prorompente, Evelin piccola e fragile, ma nei
modi di fare aggraziati erano identiche…o almeno credo
-si può sapere che cosa ti guardi?
-sei carina con il grembiulino – sorrisi
-e a te come stà? – rise sbattendomene in faccia uno rosso
con i papaveri – questi sono grembiuli da vero uomo – mi prese
in giro accarezzando quello che indossava lei con le margherite gialle
Io mi alzai in piedi dal divano dove ero appollaiato, mi sistemai con
cura il variopinto pezzo di stoffa merlettato e con aria distratta mi
difesi – è opera di mia sorella – mi tolsi dall’imbarazzo
con un colpo di tosse – è lei che ha riempito la casa di
queste inutili cose
-il rosso ti dona – disse mentre tentava di restare seria - secondo
me con un fiocco in testa staresti pure meglio
Io la guardai male, ma lei continuò a sfottere – tanto…il
trucco intorno agli occhi già lo porti, aggiungi un velo di rossetto
e diventi una bellissima casalinga
-se mai un casalingO – precisai offeso
ovviamente lei nn si curò del mio orgoglio ferito e mi scoppiò
a ridere in faccia
-questo affronto va lavato con il sangue!!!! – dissi tentando di
assumere un tono minaccioso
-te lo ha mai detto nessuno che nn fai paura x niente?
-veramente …- dissi in tono altezzoso – mi dicono tutti il
contrario, e che se voglio ho uno sguardo tremendamente autoritario e
cattivo – chiusi leggermente gli occhi e aggrottai le sopracciglia
cercando di assumere lo sguardo + intenso di cui ero capace, mi avvicinai
a lei sorridendo a mezza bocca e fissandola dritta negli occhi, notai
un leggero indietreggiamento da parte sua, probabilmente ero riuscito
ad intimorirla, mi trovai a pochi centimetri da lei, lentamente portai
le mani all’altezza del viso, senza mai diminuire l’intensità
dello sguardo, alzai ancora + in alto le braccia, fino a sopra la mia
testa e poi:
-farò di te la mia schiavaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!
-fila in cucina a tagliare i broccoli
Abbassai la testa sconfitto -si padrona – lo sapevo che dovevo usare
un tono + profondo, accidenti a me e alla mia voce da citofono
Quando gli passai avanti la vidi che rideva sotto i baffi, tentai di replicare,
ma lei mi bloccò e mi diede un bacio sulla guancia e quel contatto
mi spiazzò. Spesso mi ero domandato come era stato possibile amare
una persona che nn c’era stata e che nn avevo conosciuto, l’immagine
del suo viso mi era rimasta impressa xkè era stata l’ultima
cosa che avevo visto prima di sprofondare in coma, ma la voce e le parole
che mi diceva nn venivano dalla sua bocca ma da quella di Sybilla, ora
lo sapevo, nn che tutto fosse chiarissimo, in tutta quelle storia c’era
e ci sarebbe rimasto un velo di mistero, ma decisi di nn chiedermi + niente.
MISTERI 22
Attesi x
un lungo attimo, stavo vivendo quel momento al rallentatore e sembrava
che quel bacio nn arrivasse mai, desiderai con tutto me stesso il contatto,
le sue labbra sfiorarono le mie, sarebbe bastato un solo attimo in + e
ci saremmo baciati, ma dentro di me scattò qualcosa che mi spinse
ad allontanarla, nn so nemmeno io cosa, forse lo stesso schiacciante senso
di colpa di poco prima, o forse semplicemente xkè sono un idiota,
stà di fatto che ero riuscito a ferirla, lei ci rimase malissimo,
glie lo leggevo in faccia
-scusami – bisbigliò visibilmente in imbarazzo – nn
so che cosa mi è preso io creduto che…- si alzò e
si sistemò i capelli con le mani ansiosamente – perdonami
sono una cretina
Si avviò al guardaroba dove c’era il suo cappotto e io rimasi
fermo, inebetito, ma che stavo facendo? Che stavo combinando? Io nn volevo
che se ne andasse e soprattutto desideravo tantissimo il suo bacio, nn
sapevo spiegarmi quale era stato il motivo x cui l’avevo respinta,
ma mi dissi che di certo era un motivo sciocco, la guardai infilarsi la
giacca e andare verso la porta, e in quel momento decisi che nn l’avrei
lasciata andare via, mi alzai di scatto e corsi verso di lei
-aspetta!!! – dissi afferrandola x il polso, lei si girò
guardandomi dritto negli occhi
-credi che nn mi sia umiliata abbastanza?
Nn sapevo cosa dirgli e rimasi in silenzio
-ora lasciami x favore, è abbastanza imbarazzante questa situazione
- si divincolò dalla mia presa, ma io la riafferrai di nuovo
-volevo da morire quel bacio
-strano…nn sembrava quando mi hai spinta via – disse aspramente
-sono un idiota
-si lo sei – rispose meno aggressiva
-ho fatto uno sbaglio, ma ora nn ti lascerò andare, nn farò
questo sbaglio di nuovo – e la attirai verso di me stringendola
tra le braccia – io nn ti lascerò andare mai
E in quel momento nella mia testa nn passò altro che nn fosse stata
lei e il desiderio forte che avevo x lei, niente altro che lei, le presi
il viso tra le mani e le mie labbra si unirono alle sue, niente dolcezza,
niente meticolosa e calcolata tattica, ma solo disperata e bruciante passione,
il cappotto scivolò a terra, le sue mani mi circondarono e mi scrutarono
scatenandomi sensazioni fortissime, velocemente gli abiti vennero scaraventati
ovunque e in pochi minuti i nostri corpi si contorcevano seminudi sul
divano, tutto ciò che rimase da togliere fu tirato via frettolosamente
xkè oramai nessuno dei due aveva + voglia di aspettare, avevamo
già aspettato troppo, nessun indumento era rimasto ad ostacolare
la nostra intimità, mi portai sopra di lei senza mai smettere di
baciarla, insinuandomi nelle sue rotondità, premetti il viso nei
seni morbidi, li baciai, e poi baciai le spalle il collo e il viso, infilai
le mani nei capelli e tornai con le labbra a giocare sulla sua bocca e
a intrecciare di nuovo le lingue, le sue mani corsero lungo la schiena,
palparono i glutei schiacciando con forza e spingendo il mio corpo verso
il suo, in quel momento le distanze divennero inesistenti, ognuno aveva
l’altro completamente. Ho
passato tutta la notte a fare all’amore con Sybilla, ed è
stata la notte + bella della mia vita, l’ho guardata dormire senza
mai smettere di abbracciarla e senza mai appisolarmi nemmeno x un attimo
x paura di perderla, x paura che se mi fossi addormentato avrei scoperto
che era un sogno, gli avvenimenti degli ultimi 3 mesi mi hanno cambiatola
vita, mi hanno sconvolto e maturato e soprattutto mi hanno regalato l’amore
facendone morire un altro, nn credo che sarò mai in grado di spiegare
tutto ciò che realmente è successo, e forse ogni volta che
mi addormenterò avrò paura di svegliarmi veramente, ma adesso
nn ci voglio pensare, è troppo bello guardare il mio amore, talmente
bello che nn mi sposterò da questa posizione e nn allenterò
la presa da questo abbraccio fino a che lei nn aprirà gli occhi
e mi dirà buongiorno, e solo allora io sarò certo che ha
un senso essere vivo. Ho perso talmente tanto tempo a domandarmi “perkè”
che ora nn ne voglio + perdere, ci ho messo talmente tanto tempo a capire
di amare Sybilla che adesso che l’ho capito passerò tutto
quello che mi resta a dirglielo…e nn mi importa se sarò noioso.
-buon giorno amore
Ecco le parole che ho aspettato di sentire x tutta la notte – buon
giorno, hai dormito bene?
-no nn ho dormito affatto
-e ti è dispiaciuto nn dormire affatto assieme a me?
-mi auguro di nn dormire x molte atre notti ancora assieme a te
Le sue labbra, i suoi baci, nn ve li so spiegare, ma vi ricordate di quel
prato di montagna, del cielo limpido e del vento che accarezza l’erba
i fiori e scuote i rami di un salice? Avete presente le campanelle? Io
adesso sono lì in quel prato e conto di esserci x moltissimo altro
tempo ancora.
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S-amore ma dove vai? Xkè nn torni a letto con me?
L-un attimo solo tesoro devo fare una cosa veloce e poi mi ributto tra
le tue braccia –
C’è una cosa che devo ancora fare – pronto Aki hai
+ messo il num. Di cellulare di Eero tra gli annunci privati
A-è stata la 1° cosa che ho fatto oggi….ero solo indeciso
se metterlo tra quelli gay o quelli sadomaso
L-e cosa hai scelto?
A-i sadomaso gay mhuamhuaaamhuuuahmauhuamahuahhh
L-mhuamhhuahuahahahmuahauahaamhma
A/L-mhamhahuhhaahhauhhmuahhauhamhahahhauhahahuahuahau
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E-pronto
-pronto parlo con Eero il bel maschione che si dà senza alcun pudore????
E-NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
FINE
“ora che avevo capito di amarla avrei passato tutto il mio tempo a dirglielo”