ROCKSOUND - 11 LUGLIO 2005
Copertina: I The Rasmus diventano seri nello studio di registrazione
Luce del sole dall'ombra
Dal viaggiare per il mondo all'eseguire antichi riti in una piramide, l'anno scorso ha sicuramente cambiato il famoso quartetto finlandese. E adesso anche la loro musica ha preso una svolta drammatica...
"Volevamo fare dei pezzi più seri e vogliamo dimostrare alla gente che siamo concreti", afferma il bassista dei The Rasmus Eero Heinonen.
Rocksound è volato in Svezia dove il quartetto finlandese ha svernato nello studio di registrazione Nord/Hansen nella registrazione del loro sesto album, Hide From The Sun. Abbiamo ascoltato dei pezzi già finiti, e i The Rasmus stanno andando verso una nuova direzione drammatica - è chiaro che questi ragazzi fanno sul serio!! Conservando il suono caratteristico che li ha portati alla ribalta lo scorso anno, ci hanno messo dentro nuove composizioni e arrangiamenti; si potrebbe dire che hanno sofferto un po' della sindrome di Stoccolma, perché c'è persino un pizzico dei Muse nel procedimento!!
"Queste
sedute di lavoro sono state così buone e tutti ci sentiamo fiduciosi
sulle canzoni", dice in modo entusiasta il leader Lauri Ylönen
con le piume tra i capelli. "Siamo solo a metà cammino
tra lo scrivere e la registrazione, ci saranno almeno altre sei canzoni,
così è difficile dire come sarà l'album quando sarà
finito, ma sappiamo in quale direzione stiamo andando. Volevamo il dramma
- tutte le idee avevano una sensazione drammatica che ti fa rizzare i
capelli."
"Le canzoni sono più dure e oscure questa volta",
aggiunge Eero. "Questo è il cambiamento fondamentale.
Una parte del motivo era che sentivamo di voler fare qualcosa di nuovo."
CALMA
OSCURA
Si può dire che i The Rasmus (completati dal chitarrista Pauli
Rantasalmi e dal batterista Aki Hakala) hanno cambiato di più di
molti gruppi sul cliché,
con i loro primi album (controllate il loro album distribuito dalla Warner
"Peep" ed il difficile secondo album "Playboys" )
che mostrano un gruppo che sta cercando di trovare il loro suono. Eero: "Eravamo così funky!!"
Ma
la progressione da Dead Letters dell'anno scorso (??? ...è uscito
nel 2003!! Forse perché in Gran Bretagna è arrivato nel
2004...) ad Hide From The Sun è più evidente.
"Stiamo smussando gli angoli e c'è più profondità
nella musica", spiega il cantante. "Nella canzone
accadono più cose; c'è molto più da ascoltare e sono
molto più complicate, ma ancora molto simili ai The Rasmus."
Forse
questa svolta verso un suono più melodrammatico potrebbe essere
stata ispirata dal gruppo finlandese di violoncellisti del metal Apocalyptica,
con i quali Lauri ed il raffinato leader degli HIM Ville Valo hanno collaborato
per registrare Bittersweet l'anno scorso.
Lauri ha inoltre aggiunto la sua voce a "Life Burns" sulla loro
ultima opera con il loro nome, ed il cantante pensa che il contributo
dei quattro violoncellisti degli Apocalyptica al nuovo pezzo del suo gruppo
"Dead Promises" sia un giusto scambio.
"Credo che siano uno dei gruppi più drammatici e vederli dal
vivo è incredibile!! Suonano davvero forte!!"
A
parte la dedizione agli strumenti a corda ed al piano, l'album, prodotto
ancora una volta da Martin Hansen e da colui che una volta era il chitarrista
dei Roxette Mikael Nord (Lauri: "Perché rompere un
team vincente?") è più profondo e più
oscuro nei testi, con temi chiave sia di fuga che dello star nascosti.
"Suona un po' negativo, ma è come cercare i propri sentimenti
ed emozioni", svela il cantante. "Ci sono molte
influenze storiche che ho preso dai libri che ho letto. In "Lucifer's
Angel" c'è un tema urbano di caccia alle streghe. Canto di
una persona che ha le visioni. La maggior parte delle volte queste persone
che hanno le visioni vengono allontanate perché la gente li teme
e questo li fa sentire a disagio. É qualcosa che è successo
in tutto il genere umano nella storia, ci fa ritornare indietro nel tempo.
Dal punto di vista dei testi, "Night After Night (Out Of The Shadows)"
è un seguito di "In The Shadows". É una canzone
molto positiva, io chiamo il mio angelo e lui o lei viene e mi aiuta se
sono nei guai. Nella mia vita sono successe molte cose da quando è
uscita "In The Shadows". É stato l'anno più intenso
che abbiamo mai avuto, siamo andati in così tanti paesi ed in alcuni
momenti eravamo molto felici ed in altri molto tristi e frustrati. Sono
accadute tante cose che ci hanno fatto sentire rassicurati. Molte persone
nuove si sono interessate al gruppo ed abbiamo capito chi fossero le persone
più importanti nella nostra vita."
Sì,
è una giusta osservazione dire che Dead Letters ha cambiato la
vita del quartetto. Erano già in cima alle classifiche nel loro
paese natale, l'uscita in tutto il mondo l'anno scorso ha portato il gruppo
in America, in Giappone, e nei punti più lontani del mondo.
Nel Regno Unito le opinioni si sono in qualche modo divise, come ha dimostrato
la loro apparizione al Carling Weekend di Reading.
"Dopo quella sera ho pensato a lungo a come dovevamo andare avanti",
ricorda Eero. "Probabilmente abbiamo avuto troppa esposizione
in un breve lasso di tempo e questo forse ha dato fastidio alla gente.
Forse il nostro stile musicale irrita le persone ma sono pronto a lavorarci
su per riguadagnare il loro rispetto. Abbiamo avuto un'esperienza simile
in Finlandia quando il gruppo si è formato. Eravamo sui giornali
di musica ed alcune persone dicevano: "Questa è merda per
ragazzini." Dopo tre o quattro anni quando è uscito il nostro
terzo album, la gente ha iniziato a dire: "Questa è una buona
canzone, sanno davvero suonare e cantare", e questo è tutto,
adesso siamo molto famosi in Finlandia e nessuno ci tira la merda!!"
Ma
Lauri ammette che il gruppo sembra destinato a dividere le opinioni.
"Credo abbiamo sempre avuto persone che ci amano e persone che ci
odiano", sospetta sospirando.
Nonostante
le bottiglie tirate al Reading, la base dei fan in Gran Bretagna continua
a crescere ed Eero si dichiara sorpreso da come facilmente abbia funzionato.
"Ero abituato a pensare che gli inglesi fossero particolari per quanto
riguarda la loro musica e la loro moda e potevano pensare che la nostra
musica non fosse l'ultima cosa di successo o sufficientemente buona. Sono
rimasto piuttosto sorpreso quando l'album ha venduto così bene
ed è piaciuto alla gente."
Ma
con la richiesta di un seguito da alte vendite ed ugualmente buono, i
The Rasmus hanno sentito la pressione.
"Va bene, poiché solo dandoci calci nel sedere lavoriamo
persino in modo più duro", sostiene Lauri. "L'unica preoccupazione è che molti gruppi muoiono a questo
punto della loro carriera perché hanno avuto un così grande
successo prima, ed in qualche modo perdono la cognizione delle cose più
importanti - che sono la musica ed i concerti. Siamo riusciti a conservare
questo almeno allo stesso livello di quello che era prima. Le cose sono
quasi simili a quelle di 5 anni fa. Abbiamo la stessa sala prove e viviamo
tutti ad Helsinki."
"Per me l'anno scorso è stato il migliore della mia vita,
anche se è stato davvero stressante e caotico", afferma
Pauli. "Non sono mai stato in così tanti paesi e
non ho mai conosciuto così tante persone. Mi ha cambiato molto
- ho la mente molto più aperta su tutto."
IL
POTERE DELLE PIRAMIDI
Parte di questa nuova capacità di capire è dovuta ad un'esperienza
che ti cambia la vita, quando il gruppo si è trovato a Città
del Messico, una delle ultime date del tour di Dead Letters.
Durante il loro soggiorno di una settimana sono andati alla piramide di
Teotihuacán, dove la loro guida turistica indiana li ha presi in
simpatia ed ha offerto loro un'esperienza indimenticabile.
"Gli piacevamo perché abbiamo mostrato molto rispetto per
lui e per la sua civiltà, e ci ha chiesto se volevamo unirci a
lui in una cerimonia, come una meditazione", dice il nostro
amico con le piume tra i capelli.
Il
quartetto venne condotto in una sacra camera sotterranea nella piramide
che era usata come camera scolastica dagli Inca, dissero loro di fare
un cerchio e di pensare ad un "pensiero religioso".
Questa esperienza ebbe un particolare effetto su Eero, che regolarmente
pratica yoga e meditazione.
"A volte senti che alcuni luoghi sono profondi e quel luogo ci faceva
sentire purificati in qualche modo", accenna facendo di sì
con la testa.
Lauri
aggiunge che la guida aveva persino invitato i ragazzi a casa sua, dove
la sua famiglia aveva cucinato loro un pasto.
"Erano delle persone molto povere ma ci hanno dato tutto quello che
avevano", dice il cantante. "Ci hanno dato
anche dei nomi indiani!!"
"Adesso facciamo parte della tribù", ride Aki,
che è stato rinominato "Coniglio Della Luna".
Brillantemente,
essi ripagarono il favore, facendo esibire la tribù come gruppo
di supporto per il concerto della sera seguente.
"Mi domandavo come il pubblico avrebbe reagito, ma una volta che
sono saliti sul palco ed hanno cominciato a ballare e suonare i tamburi
per mezz'ora, il pubblico ha cominciato a cantare "Messico! Messico!".
Non avevo mai visto una cosa del genere. Mi si erano rizzati i capelli
in testa, è stato così patriottico!!" sorride
ampiamente Lauri.
Eero
crede che i ragazzi abbiano imparato una lezione importante dall'esperienza:
"Come
i nativi Indiani d'America, essi vivono rispettandosi l'un l'altro e rispettando
la natura, ed è qualcosa che gli occidentali hanno in qualche modo
dimenticato. É più come una forma primitiva di rispetto:
essere umano ad essere umano, qualcosa di religioso e solenne, ed è
piuttosto semplice perdere queste cose essenziali nella vita quando vivi
nel mondo moderno."
L'attento bassista è fiducioso: "Mi interessa come andrà l'album e se ci saranno dei singoli che andranno bene. Dead Letters ha venduto molte copie, e se possiamo fare la metà di questo, sarebbe fantastico; ma è difficile sapere cosa accadrà. Credo che abbiamo delle buone canzoni ed un grande album, dopo tutto non puoi sapere come la radio o le persone lo considererà."
"C'è
una linea sottile tra pessimistico e ottimistico", sorride
Aki.
"Siamo in una situazione fantastica, dove la gente darà all'album
una possibilità."
Il singolo "No Fear" uscirà il 29 agosto, seguito dall'album "Hide From The Sun" il 12 settembre, entrambi della casa discografica Universal/Island.
grazie a *ICE* (The Polar Bear)