Image - Marzo 2005
COME HO CONQUISTATO IL MONDO (E COSA FARÓ POI)
Questa è l’emozionante storia della vita del cantante dei Rasmus Lauri Ylonen. Tutto comincia nel quartiere di case popolari Suutarila, dove Lauri c’insegna il modo giusto di sputare e ricorda la discoteca da teenagers che puzzava di sudore (che schifo!!! N.d.T.). Poi ci rechiamo a Stoccolma. Al momento Lauri lavora in studio, ma di sera si rilassa nei bar e gioca d’azzardo. Nell’ultimo capitolo di quest’intervista la perseveranza del lettore sarà ricompensata con l’informazione di quanto ricco sia Lauri adesso e di come spende i suoi soldi. Lo scorso gennaio il cantante dei Rasmus, Lauri Ylonen, entrò in un rock bar a Tokio e si accorse che ad un tavolo sedevano due membri di una delle sue band preferite quando era un ragazzino, Matt Sorum e Duff McKagan dei Guns’n Roses. I due scocciati rockers americani venivano lasciati imbronciati al loro tavolo da soli mentre dall’altra parte c’erano fans tutti intorno ai giovani finlandesi. Per il concerto dei Rasmus in Giappone erano venuti da tutte le parti, da Inghilterra e Spagna.Un uomo giapponese scoppiò in lacrime dicendo a Lauri che non s’immaginava proprio di vedere i Rasmus nel suo bar. «Io pensavo, che sta succedendo qui? Matt Sorum ci guarda, quando questo ragazzo sta piangendo davanti a me. Assurdo! Quando Aki andò a parlare a Matt, lui si arrabbiò (‘pissed back’, penso voglia dire questo, N.d.T.). Io non ho voluto andare a parlargli, perché sembrava uno stronzo e la situazione sembrava del tipo “Io sono una star”». Lauri racconta seduto al tavolo di un ristorante di Helsinki, Rikhardinkatu. Febbraio sta per finire, e i Rasmus sono tornati dal Giappone. La band al momento sta provando le canzoni per il nuovo album, la cui registrazione inizierà tra due settimane, in uno studio a Stoccolma. L’ultimo album dei Rasmus, “Dead Letters”, ha venduto 1.5 milioni di dischi. L’hit “In The Shadows” è stata l’anno scorso la canzone più suonata nelle radio in molti paesi europei e i Rasmus hanno viaggiato in tutto il mondo: Giappone, USA, Russia, Messico... L’anno scorso Lauri è stato lontano dalla Finlandia per più di 250 giorni. Il venticinquenne Lauri Ylonen è la figura di spicco dei Rasmus. È lui quello richiesto per le interviste sui giornali stranieri, ed è l’idolo numero 1 dei fans. Ispezioniamolo un po’ più da vicino. Altezza 169 cm.Vestito tutto di nero, un berretto gli copre i capelli, il cui colore e stile è cambiato più di una volta durante questi anni. Parla vivacemente, con frasi spezzate, pensando bene a quello che sta dicendo. È conosciuto come un maniaco del controllo e del lavoro. I Rasmus sono tutto per lui: non ha mai fatto altri lavori, ha perfino abbandonato la scuola superiore per questo. Sembra educato, non c’è arroganza in lui, anche se è una star, una vera star. «Una fan inglese mi ha regalato una stella nel cielo e l’ha chiamata come me. Ho il certificato dove c’è scritto dove la stella si trova» dice Lauri. Un’altra fan, un’italiana di 30 anni, si è fatta fare il tatuaggio dell’autografo di Lauri sul braccio, e aveva già la faccia di Lauri tatuata sulla spalla. La misura della fama di Lauri e dei Rasmus si può vedere da Internet. In un sito italiano c’è una discussione su Lauri intitolata “una sezione per parlare di Lauri” dove ci sono più di 40.000 messaggi, che dichiarano amore verso Lauri. Questa è la storia di come Lauri è diventato così. Lasciamo il ristorante rumoroso e andiamo a Suutarila, complesso popolare nella zona nord di Helsinki, dove Lauri ha vissuto da bambino.
PRIMO
CAPITOLO...
... nel quale gironzoliamo a Suutarila. Lauri insegna la maniera giusta
di sputare e racconta come si è liberato dalle grinfie dei poliziotti
cattivi. «Oh cazzo. Parakki non c’è più»
Lauri dice e si alza dal sedile del taxi sull’asfalto nevoso della
Suutarila High. Un cartello dice di lasciare le biciclette ai pali, una
telecamera di sicurezza, attaccata ad una grondaia, filma il muro di mattoni.
Parakki era un posto importante per Lauri, quando era giovane. Su quelle
scale incontrava di sera i suoi amici, andava sullo skate, fumava e sputava.
Lauri ci mostra la maniera giusta di sputare: mani appoggiate alle ginocchia,
e lo sputo passa tra i denti davanti. «Ho pure vomitato qui»
dice Lauri. L’infanzia di Lauri è stata in una famiglia della
classe media, suo padre lavorava con l’immigrazione, la madre in
una scuola materna. Quando sua madre lo portò a lezioni di piano
dai 5 anni in poi, Lauri non seppe come rifiutare. «Pensavo che
quella fosse solo una parte della vita, una nuova fase». Lauri sorride
quando ricorda la sua insegnante di piano, una ventenne hippie con la
coda di cavallo. «Lei aveva questa camera che puzzava di sigaretta,
lattine di birra ovunque, e io suonavo “Tinkle Twinkle Star”.
Gli altri ragazzi andavano ai corsi di judo. Io suonavo il pianoforte.
Un pochino imbarazzante. A Lauri interessava più fare skate che
suonare il pianoforte. Andava avanti a costruire rampe e gironzolava per
ore in un negozio chiamato “Kluuvin Pro Skate”. Insieme allo
skate faceva anche i graffiti. Una volta fu beccato. «Avevo questi
larghi pantaloni pieni di pittura e spiegai che ero fuori per dipingere
la bici.Alla stazione di polizia mi chiesero di scrivere la parola “zippo”.
Penso stessero cercando di identificare il mio stile di pittura. Io scrissi
a grandi lettere “ZIPPO”. Poi arrivò mio padre e mi
portò via». Anche a scuola c’erano molti problemi.
Quando Lauri ed Eero ebbero, per esempio l’idea di annunciare attraverso
la radio della scuola che tutti gli studenti erano liberi dalle lezioni
e potevano andarsene perché gli insegnanti erano in riunione. Nella
stessa radio della scuola fu suonato il loro primo demo. Il gruppo fu
fondato a Suutarila, dove oltre a Lauri e Eero viveva anche Pauli. Il
seminterrato dei suoi genitori fu la loro prima sala prove. A 13 anni
Lauri passò ad un corso di chitarra classica. Contrariamente ai
consigli dati dalla Northern Helsinki music school, l’insegnante
di chitarra spese metà del tempo insegnando a Lauri come suonare
i Led Zeppelin e altri classici del rock. «In quel periodo cominciai
ad apprezzare le prime band, come i Guns’n Roses. Prima ascoltavo
musica tipo Anna Pugatsova, i dischi di mio padre». La sorella Hanna,
di 2 anni più grande, spinse Lauri a cantare e gli fece conoscere
la musica. Il tempo di fare graffiti e casino in giro era finito, la cerchia
degli amici cambiata. Ora c’era la band.
CAPITOLO
SECONDO...
... Dove Lauri afferma che i The Rasmus sono più grandi dei Beatles.
Riveleremo anche perchè Lauri era solito fare pipì (che
lessico elevato che ho N.d.T.) in un gabinetto (???) e perchè Kummeli
è lo show che bisogna ringraziare per la popolarità della
band... La casa dell’Orange Ry è situata in Katajanokka/Helsinki.
Il sedicenne Lauri Ylonen lavora insieme insieme a Pauli Rantasalmi e
Eero Heinonen come volontario in un caffè dell’ostello della
gioventù. I ragazzi vendono caffè e limonata e stendono
materassi agli ospiti, per gli stanchi viaggiatori con gli zaini. Lauri
è senza preoccupazioni di nessun genere, è l’estate
del ‘95; l’autunno e l’inizio degli studi alla Sibelius
Academy sono lontani nel futuro. C’è un sacco di tempo per
fare skate, tingersi i capelli, guardare i film di James Bond e gironzolare
per la città libero da pensieri come un solo ragazzo che ha appena
finito la scuola media può essere. Lauri e Pauli riescono a procurare
(ehm… non so bene cosa vuol dire talk over to… N.d.T.) alla
loro band Rasmus un concerto all’Oranssi club. La direttrice dell’Oranssi
club, la venticinquenne Teja Kotilainen sta osservando i ragazzi che fanno
i pazzi sul palco. Dopo il concerto annuncia che diventerà la loro
manager. «Prima conquisteremo Helsinki, poi il resto della Finlandia
e alla fine il mondo intero», dice. I ragazzi annuivano. Era ormai
passato metà anno dalla loro prima performance. La più grande
hit che avevano avuto, ad una festa di natale a Suutarila, era stata “Han
Mies” di Speedy Cheinonen. E ora qualcuno stava parlando di conquistare
il mondo. All’inizio tutto andò abbastanza veloce. Il primo
singolo dei The Rasmus, “1st”, uscì nel dicembre del
1995. Per mettere insieme i soldi per questo avevano attaccato pubblicità
per tutta la città per conto dell’Orange. Il lavoro veniva
fatto di notte, con le mani fredde, e la paura dei poliziotti. Nel febbraio
del 1996 i Rasmus firmarono un contratto con la grande multinazionale
Warner. Il primo album, “Peep”, sul genere funky, uscì
nel Maggio di quello stesso anno e durante quell’estate i Rasmus
sfondarono in Finlandia. La gente ai festival diventava matta per funk
con la tromba a diventò molto eccitata riguardo ai “Red Hot
Chili Peppers” del loro paese. Un’intervista del Soundi magazine
riflette abbastanza l’atteggiamento che i Rasmus avevano a quel
tempo. Un po’ era dovuto al loro umore adolescenziale, ma oltre
a questo c’era tantissima autodeterminazione. Molti dicevano che
il successo improvviso li aveva resi arroganti. «Questa è
la verità, cominciammo a pensare al mondo intero. La sensazione
che qualcuno ti ama è forte come una droga, ti va facilmente alla
testa. A quel tempo stavamo ancora facendo esperienza dell’alcool
e anche questo infettò molto le nostre menti. Poi mi accorsi all’
improvviso che non ero più una buona compagnia, non più»,
riflette Lauri. “Peep” diventò disco d’oro. Un
sacco di consigli e complimenti cominciarono a girare attorno ai Rasmus.
La band firmò un contratto con la Pepsi: la faccia di Lauri apparve
sulle lattine della Pepsi e sui cartelloni alle fermate degli autobus.
Nei giornali di musica i musicisti con più esperienza si prendevano
gioco di loro chiamandoli “suonatori di lattine di Pepsi”,
ma i giovani li amavano. Ci furono un sacco di concerti. Lauri decise
di abbandonare la scuola. «Avevo la sensazione, che avevo avuto
con la scuola, che volessi suonare la chitarra dal momento che mi svegliavo
la mattina. Era un azzardo, ma avevo la sensazione che avrei fatto meglio
con quello che con la scuola». Nello stesso periodo Lauri traslocò
insieme a Eero nella via Helsinginkatu. La vita era caotica, i cartoni
delle pizze negli angoli dicevano molto riguardo alla loro dieta di giovani
rockstars. Fin dall’inizio l’obiettivo era di fare successo
in tutto il mondo. D’estate la band andò a Londra. L’idea
era di incontrare i grandi capi della società musicale e fare promozione,
ma solitamente i loro viaggi finivano col sedersi ad Hide Park suonando
la chitarra e bevendo birra. Dopo l’uscita del terzo album “Hell
Of A Tester”, la band restò tranquilla per molto tempo. Alcuni
parlarono addirittura di crisi. Lauri si ricorda molto bene un concerto
a Tampere al Tulliklubi, dove vennero solo 25 persone. «Avevo la
sensazione che la gente ne avesse avuto abbastanza di noi. Pensavo che
avremmo sempre suonato solo ai club per giovani». Il denaro stava
per finire, ogni singolo membro della band prendeva i soldi dello stato
non avendo lavoro. Lauri prese in prestito dei soldi dalla loro manager
Kotilainen, alla quale aveva detto che negli ultimi mesi aveva mangiato
sabbia (???). «Iniziai a farmi prendere dal panico. Mi chiedevo
se avevo preso la giusta decisione. Forse avrei dovuto tornare a scuola
o lavorare». La Warner aveva già abbandonato i Rasmus. Non
si facevano più discorsi sulla conquista del mondo. I membri della
band erano ventenni, ma già considerati finiti. Il batterista cambiò.
Aki Hakala, che precedentemente aveva suonato con Kwan e Killer andò
a sedersi dietro la batteria. Ricevette molte critiche riguardo al cambiare
il suo posto per andare in una band ormai finita. Lauri si arrabbiò.
«Pensai, “gliela farò vedere, accidenti, avanti, facciamo
qualche nuova canzone”. Quando firmammo un nuovo contratto, ci restituì
la fiducia in noi stessi». Con il nuovo contratto egli intende quello
con la casa discografica svedese Playground Music. Quello fu il giro di
boa per la band. La band aggiunse l’articolo “The” al
loro nome e semplificò la musica, decisero di concentrarsi sulle
cose in cui erano bravi, forti melodie basate sul rock. La casa discografica
svedese invitò Lauri a venire a visitare Stoccolma e face accordi
con un americano per migliorare l’inglese di Lauri. Allo stesso
tempo il manager degli HIM, Seppo Vesterinen, li prese sotto la sua ala.
Noi andremo presto a Stoccolma ma prima dobbiamo fare una visita al chiosco
alimentare di Ann Maj...
CAPITOLO
TERZO...
... dove ritorniamo col pensiero alle caramelle al lampone che odoravano
di sigaretta e parliamo di leccapiedi doppiogiochisti. Scopriremo anche
perché Lauri ha cambiato il suo appartamento. Ci siamo spostati
verso il chiosco vicino alla scuola superiore. Lauri è seduto su
una panchina di legno vicino al muro e controlla se riesce a trovare i
graffiti fatti da lui. Passano due ragazze. Girano la testa, poi cominciano
a bisbigliare. È lui. «Ricordo quando compravamo le caramelle
al lampone, avevano un odore di sigaretta perché il proprietario
fumava all’interno del negozio» ride Lauri. Alle nostre spalle
c’è la collina di Suutarila (letteralmente Wastehill, che
non so bene cosa vuol dire N.d.T.), che è anche uno dei luoghi
più importanti nella giovinezza di Lauri. Lauri racconta di come
ha fatto un nostalgico viaggio a Suutarila con il suo amico Esa. «Abbiamo
comprato delle birre e ci siamo seduti sulla collina, sul viale e sui
gradini di Parakki (rifugio, casupola) quando era ancora in piedi».
Esa, che lavora come portiere, è uno degli amici di vecchia data
di Lauri. «Le persone più vere e genuine vivono qui. Ho conosciuto
un sacco di persone che mi sono state abbastanza amiche. Solitamente sono
una buona compagnia per un po’. Ma non ho mai trovato molti nuovi
amici veri negli ultimi 10 anni». Secondo Teja Kotilainen, Lauri
ha costruito attorno a sé un muro ancora più spesso da quando
la band ha iniziato ad avere successo. Dice che per Lauri è difficile
fidarsi della gente nuova. Lauri dice che precedentemente è stato
troppo ingenuo e fiducioso negli altri. «C’è un sacco
di gente che si comporta da doppiogiochista. Tu capisci che non puoi parlare
a chiunque dei tuoi sogni. Io sono diventato più cauto. Sarebbe
bello essere più indulgente». Lauri è felice di parlare
con i fans se è dell’umore giusto. Solitamente non lo è
e tutti non lo capiscono. Allora fai meglio a stare lontano dalla gente.
Lauri dice che evita certi posti. Non è saggio andare al Tennispalatsi
(il più grande cinema di Helsinki) il venerdì sera. Lui
preferisce passare la serata con gli amici ascoltando la musica. Anche
la sua casa non gli garantisce abbastanza privacy. Un paio di anni fa
il giornale tedesco Bravo pubblicò le foto dell’appartamento
di Lauri che era situato in Tarkk’ampujankatu. Il giornale finlandese
7 Paivaa (chiaramente) comprò le foto (chiaramente) senza chiedere
il permesso a Lauri. Il risultato fu che Lauri dovette traslocare perché
i fans praticamente vivevano davanti alla sua porta di casa. L’indirizzo
del suo nuovo appartamento è segreto. Egli ha ancora il suo cognome
sulla porta. «Forse dovrei toglierlo».
CAPITOLO
QUARTO...
... dove visitiamo Stoccolma, facciamo una piccola intervista per la Gran
Bretagna e diciamo cosa Lauri farebbe durante le sue vacanze estive, se
le avesse. Area industriale di Bromma fuori Stoccolma. Lauri Ylonen e
il chitarrista Pauli Rantasalmi siedono nel salotto dei Nord Studios con
i loro berretti neri che coprono le orekkie. Pauli sta provando dei motivetti
con la chitarra acustica e Lauri sta canticchiando una melodia. I ragazzi
al momento stanno creando una nuova canzone e parlano della loro idea
al produttore Martin Hansen. «Mettiamo campane da chiesa qui, anche
se è un cliché». «Si, e fuoco e esplosioni!».
«Ma così c’è lo stesso rullo di tamburo che
c’è nelle altre canzoni». La canzone ha il titolo provvisorio
di “Murhaballadi” (Murderballad). Siamo a metà di Marzo
ed è il quarto giorno in studio per i Rasmus. Loro hanno creato
i loro due album precedenti qui con gli stessi produttori Hansen e Mikael
Nordin. Essi avevano pensato di cercare un nuovo produttore per il nuovo
album all’inizio ma non sono riusciti a trovare lo stesso tono (o
stile N.d.T.) coi Rasmus. «È stata una grande sensazione
venire qui, come se tu fossi tornato a casa tua. Puoi praticamente andare
in cucina con gli occhi chiusi e sai in quale cassetto ci sono i biscotti»
dice Lauri mentre ci presenta lo studio. Il bassista Eero Heinonen sta
mettendo insieme la sua attrezzatura nello studio di registrazione. Sta
per cominciare la sua parte. Sono quasi le sei. Il morale dei Rasmus quando
lavorano è tenace, essi arrivano in studio alle 9 di mattina e
non se ne andranno prima delle sei/sette di sera. «Di sera solitamente
mangiamo caramelle e andiamo a letto alle 9 e mezza/10 di sera. Veramente
rock’ n roll!». Nel posto dove si allenano ad Helsinki essi
seguono le stesse regole, cominciano a suonare ogni mattina alle 10. Nella
casa discografica i Rasmus sono chiamati “la band da ufficio”.
La band ha fatto lunghi tour dove nessuno, nemmeno l’addetto alle
luci, è autorizzato a bere alcool. Dopo ogni concerto essi fanno
una riunione critica nella quale esaminano tutte le canzoni. I Rasmus
registrano i loro album in due fasi: durante le prime due settimane registrano
gli accompagnamenti di sette canzoni e dopo una piccola pausa Lauri ritorna
a Stoccolma per registrare la parte vocale. Adesso Lauri dovrebbe scrivere
i testi. Come fonte di ispirazione Lauri ha portato “Arosude”
di Herman Hesse e la Bibbia. Non ci sarebbe bisogno che Lauri stesse qui
ad ascoltare alla registrazione delle parti di batteria e di basso, ma
lui vuole controllare che ogni cosa vada come dovrebbe. Mentre stavano
incidendo i loro precedenti album Lauri era l’unico membro della
band ad essere in studio quando l’album fu mixato. Il cellulare
di Lauri sta lampeggiando. Egli va sullo scalone per rilasciare un’intervista
di 10 domande ad un giornale inglese. Questa - così come la presenza
del nostro giornale Image - è un’eccezione. Altrimenti il
tempo è dedicato alla registrazione, anche se i giornali svedesi
continuano a cercare di avere un’intervista con i Rasmus da quando
hanno sentito che i ragazzi sono in città. I Rasmus sono gli artisti
che vendono di più tra quelli sotto contratto con la Playground
Music. Il budget del nuovo album è aperto, i Rasmus possono lavorare
sull’album finchè non sono soddisfatti. Solo i costi di registrazione
sono superiori ai 150.000 euro. Il costo dei viaggi della band e del vivere
a Stoccolma così come il fare i video musicali e la messa in vendita
dell’album sono da aggiungere a questa cifra. La collaborazione
dei Rasmus con la Playground Music non cominciò in maniera promettente.
Il loro primo album “Into” vendette solo un paio di migliaia
di cd in Svezia. «Noi a quel tempo eravamo tornati a fare un concerto
a Eskilstuna e c’erano sei persone, di cui quattro erano della casa
discografica. Costa 10.000 marchi al giorno trasportare tutto il nostro
equipaggiamento e solo due persone comprarono il biglietto, ed erano probabilmente
finlandesi. Noi eravamo abbastanza avviliti. Pensai che avremmo presto
dovuto ricominciare a mangiare tonno». Non finchè l’album
“Dead Letters” - e soprattutto la superhit “In The Shadows”
- ha entusiasmato le persone in tutta l’Europa. L’album che
i Rasmus al momento stanno incidendo uscirà in 50 paesi contemporaneamente.
Questo significa un lungo tour promozionale per Lauri. «Per un certo
periodo ho pensato di fare una vacanza a Luglio. Sarebbe stato carino
godersi l’estate finlandese e andare in barca a remi da qualche
parte. Ma adesso devo partire per un tour di 15/20 giorni per promuovere
il nuovo album». Lauri non vuole lamentarsi. Il marketing è
una parte del suo lavoro ed è meglio togliersi questo pensiero
prima del vero tour. In tour non gli piace parlare con i giornalisti.
«Non voglio che il concerto e le sensazioni che lo accompagnano
vengano in qualche modo danneggiate. Se tu concedi interviste durante
il giorno,ti stanca e ti scoccia e allora il concerto va male».
CAPITOLO
QUINTO...
... dove visitiamo il famoso Cafè Opera e giochiamo alla roulette.
Lauri parla anche di un furto di birra. Una giovane ragazza bionda tocca
la spalla di Lauri e gli sussurra qualcosa all’orecchio in svedese.
Lauri non capisce. La ragazza chiede in inglese se Lauri si può
togliere il berretto. Ma Lauri non lo fa. Ora siamo in un bar chiamato
Chelly’s a Folkungagatan, nella trendy Soder. Lauri è un
po’ confuso. Solitamente può bere la sua birra in pace qui.
«È facile in Svezia e Finlandia. I finlandesi sono troppo
timidi e gli svedesi sono troppo freddi per venire a parlare con te».
Le cose sono diverse in Europa del sud (eh già N.d.T.) e in Messico.
In quei luoghi i Rasmus alloggiano negli hotel con nomi falsi e lasciano
il luogo del concerto con la security. «Solitamente “raggiriamo”
le persone facendo uscire prima un’automobile nera con i finestrini
oscurati. I fan la inseguono e noi saliamo nel bagagliaio di qualche furgone
scalcinato». Sono le sette e mezza di sera. I negozi a Gotgatan
stanno chiudendo e i bar si riempiono di giovani trendy. Un chiassoso
finlandese ubriaco ci passa accanto. «Un paio di anni fa rubammo
della birra da lì per il nostro after party». Lauri indica
il 7 Eleven. «Avevo appena incontrato dei ragazzi che andavano in
BMX che mi avevano invitato al loro festival. Nell’after party c’erano
biciclette che penzolavano dal soffitto e in televisione passavano video
di gente che faceva skate. Era come essere tornato al 1995». La
vita di Lauri era completamente differente nel 1995 rispetto a come è
adesso. Comunque, secondo i suoi amici, è rimasto sempre lo stesso
ragazzo:f elice, con un gran senso dell’umorismo, altruista. A Stoccolma
viaggia – oltre che con i taxi - con i treni locali e la metropolitana.
La band dorme in un residence dove le docce puzzano a causa dei problemi
delle tubature. Questa notte è glamour. È il party per l’uscita
dell’album di Sandra, nuova artista femminile della Playground Music.
Il party è al Cafè Opera, che è il posto dove le
celebrità di Stoccolma e addirittura i Reali fanno festa. «Ylo-nen?»
il portiere conferma e controlla la lista degli invitati. C’è
un gruppo di persone che si affolla sotto i lampadari di cristallo e gli
affreschi sul soffitto, starebbero bene in una soap opera americana. Le
donne sorridono coi denti che risplendono, gli uomini hanno abiti eleganti
e il gel nei capelli. Lauri sta sorridendo. «Non stiamo troppo a
lungo qui, andiamo in qualche rock bar più tardi». Lauri
incontra due conosciuti direttori di video dietro il bar, Fredrik Lofberg
e Niclas Fronda. I due si sbellicano dalle risate quando Lauri scimmiotta
il loro viaggio a Cuba per girare il video di “In My Life”,
dove Lauri soffriva sia di diarrea del turista sia di crisi di vomito
(povero cucciolo N.d.T.). Lo show di Sandra sta per cominciare. La sua
musica suona - come dice Aki Hakala - molto svedese. Dopo l’esibizione
il video di Sandra continua a scorrere sugli schermi. Lauri se la ride
al vedere il video, che è un insieme di cliché. Lauri sta
ridendo riguardo a molte cose stasera, è di umore festaiolo. Ora
dovremmo teoricamente andare al Soder’s pub. «Una Jagermeisters
prima», suggerisce Lauri. Chiaramente ora non c’è più
possibilità di andarsene. Quando l’orologio segna la mezzanotte
e un quarto, le limousines stanno trasportando al locale ancora più
trentenni arricchiti che fumano sigari, e Lauri si muove verso il tavolo
della roulette. Egli dà al croupier un biglietto da 500 Corone
e riceve tre pile di fiches di plastica. Mezz’ora dopo le ha perse
tutte (!!! N.d.T.)
CAPITOLO
SESTO...
... Dove Lauri racconta come potrebbe aver bisogno di uno psichiatra in
futuro. Viene inoltre rivelato perché ha rifiutato un contratto
pubblicitario da 750.000 dollari (!!! N.d.T.). C’è un uomo
eccitatissimo seduto al tavolo alle dieci del mattino. Lauri sta mostrando
il progetto dello studio che sta costruendo a Sornainen, Helsinki insieme
a Pauli. «Sarà una sala riunioni (letteralmente club room
N.d.T.) o una sala di ritrovo (letteralmente lounge) dove puoi ritrovarti
con gli amici, proprio il tipo che ho sempre voluto. Siamo così
eccitati riguardo a questo progetto ora. Abbiamo avuto incontri per parlare
di questo ogni sera in qualche bar» dice Lauri. Costruire uno studio
è uno dei modi per utilizzare il denaro che Lauri ha guadagnato.
Nel 2003 le entrate di Lauri sono state pari a 226.548 euro, il che attesta
il suo salario mensile intorno ai 19.000 euro. E questo era prima del
grande successo. Si sa che Lauri è molto parsimonioso. Per esempio
ha esaminato attentamente i fogli del Teosto (la società di copyright
dei compositori finlandesi) e vi ha trovato degli errori. A causa della
complicata politica delle tasse Lauri ha avviato una sua propria casa
di produzione, la Scheletor Oy. Con i suoi soldi ha comprato un appartamento.
Sicuramente ha speso anche del denaro senza pensarci più di tanto.
«Io faccio un sacco di shopping impulsivo. Puoi comprare un sacco
di completi eleganti e non usarli mai, effettivamente io ho comprato diverti
completi. Oppure compro delle chitarre quando mi voglio premiare».
Lauri è certamente il membro più ricco dei Rasmus: è
lo scrittore principale nella band, quindi il 75% dei compensi della Teosto
va a lui. Chiaramente ci sarebbe ancora più denaro acquisibile
facilmente. Egli ha ricevuto ricche offerte per contratti commerciali,
campagne pubblicitarie per spray per capelli, ecc. ma le ha tutte rifiutate.
Posare come ha fatto per la pubblicità della Pepsi anni fa - pensa
- non è una buona maniera di correre dietro ai soldi. Beh, quanto
ti hanno offerto? Lauri si zittisce di colpo. «Non ti dirò
chi me li ha offerti ma erano 750.000 euro. Con questa somma di denaro
uno potrebbe abbandonare questo lavoro immediatamente». Ma non c’è
bisogno di parlare riguardo a smettere ora. I Rasmus stanno andando bene.
Lauri dice che la sua prosperità finanziaria è paragonabile
alla situazione della band. «La cosa migliore riguardo al successo
è che è finalmente arrivato. È come una vittoria
lavorativa. C’è una grande macchina che lavora alle nostre
spalle. E questo è solo l’inizio, puoi veramente aver successo
ovunque. Gli effetti possono essere un’enorme hangover (postumi
di una sbornia). Può succedere che ad un certo punto tu senti che
ne hai avuto abbastanza di esibirti in pubblico. Allora puoi trovare qualche
altra maniera di fare musica (noooooo N.d.T.)». Lauri passa a parlare
del futuro: i suoi sogni di invecchiare con dignità, possedere
un negozio di libri o una casa a Gibraltar. Sarebbe bello anche avere
dei bambini. Non c’è traccia di “muro” attorno
a Lauri quando analizza la sua personalità. «Io potrei mentire
e dire che è tutto ok ma nonostante ciò alcune persone o
cose ti lasciano un grande vuoto dentro. E in quei momenti inganno anche
me stesso. Io posso conviverci, riesco a nasconderlo, ma ciò mi
rende più serio. E più queste cose accadono, più
serio io divento». E a cosa si riferisce Lauri? «Possono essere
cose che riguardano la band o faccende personali, che toccano i tuoi vecchi
amici o le persone che ami. Ci possono essere cose che dovrò esaminare
con uno psichiatra un giorno o l’altro, se iniziano ad accumularsi…».
Lauri fa una pausa, batte la mano sul tavolo e annuncia che deve andare
in bagno. Quando ritorna, il muro intorno a Lauri è ricomparso.
Ed a dire il vero Lauri dovrebbe essere già al lavoro adesso.
THE END!!!
grazie a Michy86 per la traduzione dall'Inglese all'Italiano